Lunga vita alla Curva Nord Alla faccia di gufi e zeloti

Personaggi 30 Maggio 2015 ore 23:07

Che la scuola calcistica atalantina sia di ottima qualità, lo sapevamo. Che la legge dell’ex fosse implacabile, pure. Ma che Bonaventura e Pazzini l’applicassero in modo così ferreo nell’ultima partita di campionato, potevamo anche non aspettarcelo, considerato il deludente campionato del Milan. Invece, i due ex ragazzi di Zingonia sono stati giustamente insensibili al richiamo del cuore come la loro professionalità impone, anche se Jack si è commosso di fronte alla toccante accoglienza che la Curva Nord gli ha riservato e all'ovazione riservatagli quando è uscito a un minuto dalla fine.

L’Atalanta ha chiuso la stagione con una sconfitta pesante più nel punteggio che nel gioco, ma decisamente meritata perché i rossoneri hanno voluto dare una prova di gratitudine ad Inzaghi, bistrattato in modo inverecondo da Berlusconi e Galliani. Questi, negli ultimi giorni non hanno avuto né rispetto né considerazione per uno dei milanisti più amati, mandato allo sbaraglio da una società pasticciona e confusionaria. Affari loro.

Sono affari dell'Atalanta, al contrario, le indicazioni scaturite da questa salvezza così sofferta e così tormentata, sia pure raggiunta con due giornate d’anticipo sulla conclusione. Certo, se la squadra avesse avuto questo Gomez sin dall’inizio probabilmente avrebbe suonato una musica diversa: vorrà dire che Reja cambierà lo spartito dal primo luglio. Ripartire e bene, si può: sicuramente dall’argentino e poi da Sportiello, Grassi, Baselli, Zappacosta, i quattro ragazzi cresciuti nel vivaio. Ci sarà tempo e modo per impostare la stagione del grande rilancio. Reja ha compiuto la missione e Reja merita di gettare le basi per il futuro. Potendo contare sul dodicesimo uomo che stasera ha rinnovato anche il suo Bandierù in Curva Nord. I tifosi sono il primo patrimonio dell’Atalanta e Dio solo sa quanto l’Atalanta lo sappia.

Proprio in questa annata così difficile, il sostegno e l’appoggio della propria gente ha aiutato la squadra e la società a tenere duro anche quando tutto remava contro. A cominciare dagli inaccettabili e intollerabili provvedimenti che hanno perseguitato l’intera tifoseria, criminalizzando Bergamo e i bergamaschi, senza dimenticare  i gufi e alcuni zelanti più zelanti degli zeloti. Essi non conoscono, non sanno, non hanno idea di che cosa sia il popolo dell’Atalanta e hanno sparato per mesi un mare di fregnacce che sono ritornare loro in testa. L’Atalanta è salva. Anche alla faccia loro. Lunga vita agli atalantini.