Google gli ha dedicato un doodle

Fu Mendeleev a inventare la vodka? La Pravda non è affatto d’accordo

Fu Mendeleev a inventare la vodka? La Pravda non è affatto d’accordo
Personaggi 08 Febbraio 2016 ore 12:34

Chiunque abbia aperto oggi Google si è accorto che la società di Mountain View ha deciso di omaggiare niente meno che Dmitrij Mendeleev, il noto chimico russo che nasceva 182 anni fa a Tobol’sk, storica capitale della Siberia occidentale. Anche i meno acculturati conoscono il suo nome: tutti quanti, ahinoi, ci siam trovati a dover studiare la tavola periodica degli elementi da lui stesso inventata nel 1867, all’età di 33 anni. Allora era stato da poco nominato professore all’Università di San Pietroburgo (dove aveva studiato prima di trasferirsi in Germania, a Heidelberg) e stava lavorando alla stesura di un suo manuale, Principi di chimica. Si rese conto che un profano rischiava di perdersi nel labirinto di dati: trovare un modo per organizzare in maniera chiara i vari elementi e le loro proprietà avrebbe aiutato un po’ tutti. Ecco allora che Mendeleev iniziò a scervellarsi. Leggenda narra che l’illuminazione gli venne in sogno: «Vidi una tavola sui cui gli elementi cadevano disponendosi in ordine secondo una logica. Quando mi svegliai, misi per iscritto tutto quello che avevo visto». Come riporta la Pravda, però, non c’è nessuna prova di questa affermazione del chimico. L’unica testimonianza è quella del professor Inostrantsev, suo collega a San Pietroburgo.

 

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Di certo c’è che, pochi giorni dopo, nasceva la prima versione della sua tavola. Man mano che procedeva nella stesura, il chimico intuì che c’era un criterio d’ordine classificabile di tutti gli elementi, tanto che quando incappava in qualche “salto” numerico lasciava vuote le caselle scommettendo che esistessero elementi non ancora scoperti. E aveva ragione: dei 56 elementi iniziali da lui elencati, oggi la tavola ne comprende ben 118. La prima, vera tavola periodica degli elementi di Mendeleev fu pubblicata nel 1871 e grazie ad essa l’Università di San Pietroburgo divenne un centro di eccellenza mondiale per la ricerca chimica.

Come funziona la tavola periodica. Per quanto oggi sia ritenuta niente più che una noiosa pagina da studiare sul libro di scienze, la tavola di Mendeleev nasce da una geniale intuizione: le proprietà chimiche e fisiche degli elementi che ci circondano non sono casuali, ma sono il frutto di un ordine preciso. Dopo vari tentativi, alla fine il chimico russo ordinò gli elementi conosciuti sulla base del loro numero atomico, cioè il numero di protoni all’interno del nucleo, raggruppandoli poi per le proprietà simili che avevano. Dimostrò così che elementi con proprietà simili avevano anche un numero atomico simile, oppure che cresceva in maniera regolare. Gli spazi vuoti che lasciò nella tavola prevedevano anche una precisa previsione circa le proprietà degli elementi mancanti. Quando, negli anni a venire, questi elementi furono effettivamente scoperti, si capì che le previsioni di Mendeleev erano quasi tutte azzeccate (almeno nella maggior parte dei casi).

 

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Mendeleev e il mistero della vodka. Ma se pensate che questo chimico siberiano, dalla barba lunga e lo sguardo triste, abbia portato soltanto dolori ai poveri studenti, vi sbagliate. Mendeleev sarebbe anche l’uomo che formulò la ricetta (ancora oggi usata) della vodka. Ciò avvenne nel 1894, quando era da circa un anno direttore dell’Ufficio Pesi e Misure. Andiamo però con ordine: nonostante l’invenzione della tavola periodica degli elementi gli avesse portato grande notorietà e lo avesse reso un chimico stimato in tutta Europa, nella sua Russia era osteggiato dal governo zarista per le sue idee progressiste. La sua vita privata non lo aiutava: la sua domanda di ammissione all’Accademia delle Scienze venne respinta perché si risposò subito dopo aver divorziato, senza aspettare i sette anni che la norma in vigore imponeva. Nel 1890, inoltre, lo Zar respinse un progetto di riforma degli studi avanzato dagli studenti di Mendeleev e firmato dallo stesso chimico. La decisione fece infuriare lo studioso, che decise quindi di lasciare la cattedra a San Pietroburgo. Soltanto nel 1893 il governo decise di dargli un’altra chance con la direzione dell’Ufficio Pesi e Misure.

 

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In questo ruolo, stando al mito, Mendeleev stilò le norme tecniche per la produzione della vodka, ancora oggi valide per Polonia, Russia e repubbliche ex-sovietiche, fissandone la gradazione a 40°. Si narra che il chimico avesse già fissato questa soglia alcolica nella sua tesi di dottorato, ritenendola la meno dannosa per la salute umana. Sempre la Pravda, però, mette in dubbio questa ricostruzione, affermando che il mito di Mendeleev “padre” della vodka russa sia più una trovata pubblicitaria che realtà. Consultando la tesi di dottorato del chimico, infatti, non si rinviene alcun richiamo alla vodka e alla gradazione alcolica della stessa. In secondo luogo, lo standard dei 40° sarebbe stato fissato dal governo russo nel 1843, quando Mendeleev aveva soltanto 9 anni. La commissione a cui partecipò nel 1894 (ma forse era il 1895) non toccò nulla circa gli standard alcolemici della vera vodka russa, ma si occupò semplicemente delle accise sulla vendita della stessa.

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