Ma quant’è brava Eleonora Ivone

24 Aprile 2015 ore 13:15

Attrice con un passato da modella per grandi firme della moda da Valentino fino a  Jean Paul Gaultier, finché il  mondo della pubblicità le apre le porte. Eppure il suo sogno è recitare e, con la testardaggine di chi vuole le cose sul serio, inizia un percorso di perfezionamento con Susan Strasberg, figlia di Lee, poi con Greta Seacat, guru in gonnella degli Actors Studio, dove apprende i segreti dello stile tutto americano di recitare. E lei, bella, sguardo intenso e ammiccante, flessuosa nei movimenti e dalla timbrica duttile e sensuale, centra il bersaglio in pieno.

Eleonora Ivone è oggi una delle attrici più apprezzate e complete del nostro spettacolo, sempre a perfetto agio tanto in teatro quanto di fronte alla macchina da presa. Diverse le sue interpretazioni per cinema e televisione, diretta in più occasioni da Angelo Longoni, che da oltre vent’anni è il compagno nella vita. Ultimamente è in tournée con uno spettacolo teatrale dal titolo Ospiti, affiancata da Cesare Bocci e Marco Bonini, esilarante commedia che sta riscuotendo ovunque enorme consenso.

 

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Eleonora, quali sono i suoi ruoli più congeniali!?
«È difficile dirlo… Non ho ancora esplorato tutto. L’animo umano é talmente vasto e complesso che la prima, spontanea risposta potrebbe essere: “Vorrei poter interpretare tutto!”. Insomma, la chiave è sorprendersi sempre: da quattro mesi sto interpretando con personale divertimento Ospiti, una commedia in cui rivesto un ruolo brillante che mi piace e mi sta dando enormi soddisfazioni».

Lei appare spesso diversa, una mimesi del volto, mobilissima… E a primo acchito si nota la sua marcata impostazione americana!
«Beh… Grazie! Questo è un doppio complimento! La mobilità facciale va di pari passo con i diversi mezzi (teatro ,televisione o cinema) che obbligano ovviamente a scegliere un determinato linguaggio del corpo. Lo sforzo maggiore consiste nel rendere naturale e realistica un’interpretazione: se per “recitazione americana” si intende questo, confermo che è senz’altro vero».

A quale lavoro è più legata?
«Affettivamente ad uno spettacolo teatrale molto bello e particolare: Il Muro, dove eravamo io e Ettore Bassi insieme ad un gruppo musicale che suonava dal vivo canzoni dei Pink Floyd. È stata una emozione immensa!».

La sua interpretazione da sogno?
«In realtà ce ne sarebbero tantissime… Ecco, mi piacerebbe interpretare Madame Bovary per esempio…»

Il partner ideale sulla scena?
«C’è un attore che stimo tantissimo, con cui ho sempre piacere di recitare
ed è Alessio Boni!»

Si sente più animale da palcoscenico o sguardo capace di bucare il piccolo e il grande schermo?
«Mi ripeterò: se potessi dedicherei ogni anno tre o quattro mesi al teatro. Lì si sente davvero il polso di quello che stai facendo e se funziona te ne accorgi subito. Ma se cinema e televisione chiamano, come resistere?»

Ha qualche rimpianto?
«Mah, in fondo no. Ho quello che ho voluto. Senza dubbio talvolta devo faticare e lottare un po’ più del necessario, ma non rimpiango mai niente. Per natura sono una persona abituata a guardare avanti, mai indietro!».

Si è mai sentita sprecata?
«Chi, in questo  nostro Paese non si è mai sentito sprecato almeno una volta?»

Qual e il suo giudizio sulla qualità dello spettacolo italiano contemporaneo?
«Credo che ci sia grande fermento, soprattutto tra le nuove generazioni: il problema vero è che ancora oggi la drammaturgia contemporanea è considerata figlia di un dio minore sia dai teatri stabili che dalla critica. Le istituzioni devono necessariamente arrivare alla realizzazione di un teatro nazionale che dia risalto alla drammaturgia contemporanea. Per adesso soltanto utopia.»

Qualche curiosità personale: lei è golosa?
«Golosissima, per dirla tutta  non mi faccio mai mancare niente! Sono appena tornata dalla Sicilia dove ho assaggiato ogni tipo di dolce».

Come passa il tempo libero?
«Insieme alle persone che amo, ma anche studiando , leggendo, cucinando e andando con le mie figlie per mostre e mercatini. Mi piace anche praticare sport: ne ho sempre fatto tanto perché mi scarica dalle tensioni e mi ricarica di energie per affrontare il resto della giornata».

Qual è il  rapporto con i social network?
«Se non se ne fa abuso trovo che siano un’invenzione geniale: mi sono iscritta su Facebook nel 2009 e penso che sia un modo simpatico per scambiare due chiacchiere ma soprattutto  utile per promuoversi professionalmente».

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