È morto a 87 anni

Marchesi, prima che fosse Marchesi

Marchesi, prima che fosse Marchesi
29 Dicembre 2017 ore 06:00

Martedì 26 dicembre 2017 è morto Gualtiero Marchesi. Aveva 87 anni. Era nato nel 1930 a Milano, lui diceva, dentro una casseruola del ristorante albergo di famiglia aperto dal padre tre anni prima. Si chiamava Mercato, in via Bezzecca, angolo via Cadore, e lì rimase quasi metà della sua vita. Fu qui che coltivò amicizie e relazioni con artisti, scrittori e personaggi dello spettacolo in una Milano sempre più viva, ben prima di diventare Gualtiero Marchesi.

La guerra e il ritorno a Milano. Durante la guerra, con il ristorante requisito, passò gli anni dell’infanzia nella paese paterno, San Zenone  al Po, nella Bassa Pavese, per tornare definitivamente a Milano finita la guerra. Dal padre fu mandato a frequentare l’Istituto Tecnico Feltrinelli per periti industriali, meccanici ed elettrotecnici, al quale però, in figlio, preferiva le sale da biliardo, e che che finì con l’abbandonare. Dalla madre fu mandato al Kulm di St Moritz dove rimase colpito dalla macchina ristorativa di altissimo livello, lì ancora non sapeva che un giorno avrebbe voluto diventare Gualtiero Marchesi ma quantomeno capì che avrebbe fatto il cuoco. Finita la stagione in Engadina passò a Lucerna, dove frequentò il Casinò e la scuola alberghiera, e tornato al Mercato si sostituì alla madre dietro i fornelli iniziando, timidamente, ad abbozzare una cucina raffinata la sera.

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Il matrimonio e la formazione. Fu in quel periodo che cominciò a prendere lezioni di pianoforte da Antonietta Cassini che sarebbe diventata, dopo tre anni, la Signora Antonietta, moglie del Maestro: si sposarono il 16 agosto del 1962 nella chiesa di Santa Croce e nel ’63 nacque la prima figlia Simona e tre anni dopo Paola, finché nel 1966, il proprietario del palazzo lasciò i locali del ristorante al Comando dei Vigili Urbani e il Mercato chiuse per sempre. Qui ci fu la prima vera svolta. Marchesi aveva quasi quarant’anni e a bordo della sua Lancia Fulvia coupé lasciò Antonietta e le figlie piccolissime per andare in Francia a imparare il mestiere dai grandissimi d’Oltralpe. Primo: Ledoyen di Parigi. Secondo: Chapeau Rouge a Digione. Paul Bocuse lo liquidò con un: «Qui non c’è niente da imparare». Terzo: Troisgros. Al termine del soggiorno rientrò a Milano, determinato a diventare Gualtiero Marchesi.

 

 

Il Bonvesin de la Riva: tre stelle. Ma prima doveva trascorrere ancora qualche anno insieme alla moglie, a gestire il nuovo albergo di famiglia, l’Hotel Vittoria, e allo stesso tempo alla costante ricerca del posto giusto per fare il suo ristorante. Il luogo del destino si trovava nella vecchia pizzeria Okay, in zona Porta Vittoria, precisamente in via Bonvesin de la Riva, comprato per 14 milioni. Fu inaugurato nel maggio del 1977, quando Marchesi aveva 47 anni. In questo luogo leggendario, che oggi ospita l’Accademia Marchesi, ebbe luogo la rivoluzione culinaria italiana. Fu al Bonvesin che nacquero i piatti più rappresentativi, come il Raviolo Aperto e il Riso Oro e Zafferano. Lì si realizzò la Cucina Totale e lì nel 1978 arrivò la prima stella Michelin, nel 1979 la seconda e nel 1985, la prima volta per un italiano, le tre stelle. Il 19 dicembre del 1992 con le parole «cari signori, vado in campagna», Gualtiero Marchesi che era già il Divino Marchesi, chiuse Bonvesin e si trasferì a Erbusco. Il resto è storia che tutti conosciamo.

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