L'8 in Edoné

Canta Indie. Canta male. Ovvero: se non si stona non ci si diverte

Canta Indie. Canta male. Ovvero: se non si stona non ci si diverte
Personaggi 07 Luglio 2018 ore 10:30
In copertina, da sinistra, Maddalena Compagnoni, Marta Belotti e Benedetta Zamboni

 

Erano sei amici al bar. Non volevano cambiare il mondo, semplicemente cantarlo. Un po’ per gioco e un po’ per noia. Un pianoforte, due note dell’ultima di Calcutta e via. È nato così Canta Indie. Canta male, una cosa così stramba e divertente che è difficile raccontarla, spiegarla. Mentre ci provano, Maddalena Compagnoni e Marta Belotti si guardano e sorridono. Insieme a Benedetta Zamboni, sono le showgirl di questo format che sta a metà tra il karaoke e lo spettacolo. C’è la musica, ci sono i testi proiettati. Potremmo definirlo stand-up karaoke: l’obiettivo finale è cantare, ma senza vincoli di scaletta e, soprattutto, d’intonazione. «Noi ci proviamo pure a darci un’organizzazione, ma dopo i primi due pezzi salta tutto. Seguiamo quello che vuole il pubblico», spiegano le ragazze. Sul palco, al loro fianco, ci sono Giorgio Pesenti (chitarra e piano), Paolo Zanchi (basso) e Nicola Regonesi (cajon), insieme a Danilo Rota membri degli Hobos in Dust ma, per l’occasione, band live del Canta Indie. Canta male.

 

Da sinistra: Nicola Regonesi, Paolo Zanchi e Giorgio Pesenti

 

«La particolarità è che tutto è dal vivo. Niente basi registrate, i ragazzi suonano e noi tre partiamo». Iniziano loro, poi il pubblico gli va dietro. E fidatevi, gli va dietro davvero. Perché Maddalena, Marta e Benedetta, sul palco, hanno un entusiasmo tale che è difficile non essere coinvolti. «Non è karaoke. O meglio, non solo. Ma non è neppure teatro. C’è un lavoro di coinvolgimento importante, a partire dallo studio della scenografia». «Mentre sono sul palco – spiega Marta, che teatro lo fa davvero –, provo a immaginare cosa mi piacerebbe vedere se fossi nel pubblico. E cerco di farlo. L’attenzione non è su di noi, ma è verso chi ci guarda. Esageriamo ed eccediamo volutamente, puntiamo un po’ sulla follia». Le fa eco Maddalena: «Se noi sul palco ci divertiamo, il pubblico si diverte. Se noi diamo energia, riceviamo energia». Il segreto (e non è poco) è tutto qua. Il segreto del…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 16 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 12 luglio. In versione digitale, qui.

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