È sposato con Gisella e ha 3 figli

Vita e gol di Mauricio Pinilla

Vita e gol di Mauricio Pinilla
23 Dicembre 2014 ore 16:35

«Sul collo ho un paio di ali, rappresentano la libertà e mi tengono in aria quando salto di testa». Firmato Mauricio Pinilla. Descrivere il nuovo attaccante dell’Atalanta non è semplice, prima di tutto perché il trentenne cileno non è un tipo che ama molto stare negli schemi. In carriera ha cambiato 13 maglie, ha giocato in 7 nazioni di 2 continenti e ovunque ha cercato di lasciare la sua impronta. Lui stesso, parlando della sua carriera, ha dichiarato «sono stato in giro per tanti anni, ero ragazzino. Avevo la mentalità sbagliata e scappavo alla minima difficoltà. Adesso me ne pento un po’, se fossi stato più concentrato e professionista avrei potuto fare un’altra carriera».

Da Santiago del Cile a Bergamo. Il giovanissimo Pinilla è partito dalla capitale cilena e i numeri lo hanno portato presto ad essere considerato il miglior giovane del suo paese davanti a mostri sacri come Ivan Zamorano e Marcelo Salas. Nella sua prima esperienza nel calcio che conta, Pinilla segnò 20 gol in 39 presenze guadagnandosi le attenzioni dell’Inter che nel 2003 lo portò in Italia per circa 2,5 milioni di euro.

Nella prima stagione in Italia, il ragazzo sudamericano non riuscì a collezionare grosse fortune con poche presenze e nessuna rete. Nel 2004 il passaggio al Celta Vigo (Spagna) gli regala l’esordio in Champions League, i primi gol europei arrivano però l’anno successivo con la maglia dello Sporting Lisbona (Portogallo)  per una carriera che fino al 2009 lo ha visto cambiare continuamente maglia. Racing Santander (Spagna), Hearts of Midlothian (Scozia), Vasco de Gama (Brasile) e Apollon Limassol (Cipro) sono le squadre con cui Pinilla gioca ma, tra infortuni e problemi di ambientamento, sono pochissime le partite che lo vedono protagonista e ancora meno quelle in cui finisce sul tabellino dei marcatori.

 

 

La svolta della carriera arriva in serie B, con la maglia del Grosseto il centravanti cileno segna 24 reti in 24 partite e si guadagna le attenzioni di club della massima serie. Due stagioni al Palermo (dal 2010 al 2012) e due al Cagliari (dal 2012 al 2014) hanno rappresentato il preludio del passaggio al Genoa avvenuto lo scorso luglio. In Coppa Italia con il Lanciano, in serie A contro Napoli, Lazio e Chievo Verona ha realizzato le 4 reti stagionali (più un rigore fallito) che hanno caratterizzato le sue 14 presenze per un totale di 744 minuti (media di 1 gol ogni 186 minuti). Il paragone con Denis, numeri stagionali alla mano, è impietoso: il Tanque ha segnato 3 reti in 1263 minuti, la media è di 1 gol ogni 421 minuti.

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Il classico ariete cui piace manovrare. Mauricio Pinilla è il classico attaccante centrale. Alto 185 cm per 75 kg, in carriera il cileno ha subito alcuni infortuni che lo hanno limitato ma, appena la sfortuna lo ha lasciato in pace, sono arrivate anche le convocazioni con la Nazionale del suo paese. Compagno di Carmona proprio con la maglia della “Roja”, negli ultimi mondiali disputati in Brasile Pinilla ha avuto l’occasione probabilmente più importante di tutta la sua carriera: la traversa colpita al 119’ negli ottavi di finale contro il Brasile avrebbe potuto scrivere una storia diversa, l’importanza del momento è stata comunque totale e ha meritato l’ennesimo tatuaggio.

 

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Nel Genoa di Gasperini Pinilla si è mosso come centravanti nel 4-3-3, a Palermo e Cagliari ci sono state alcune varianti con la doppia punta ed un rifinitore alle spalle piuttosto che con due suggeritori (ad esempio Ilicic e Pastore in Sicilia) a supporto dell’ariete. A Bergamo, con il 4-4-1-1, Pinilla fungerebbe da riferimento più avanzato ma in caso di cambio di modulo lo stesso cileno può adattarsi.

Bravo a difendere palla, il giocatore si fa valere sia di testa che di piede e soprattutto calcia sia rigori che punizioni. La rovesciata è uno dei colpi più spettacolari del suo repertorio, dal punto di vista atletico siamo di fronte ad un giocatore abituato a lasciare sul campo ogni goccia di sudore e certamente grinta e lotta non mancano mai quando in campo c’è “PiniGol”

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Social e tatuaggi ovunque. Il personaggio Pinilla è certamente molto curioso e pieno di sfaccettature. Osservando le foto che circolano in rete si nota subito la quantità di tatuaggi che ricoprono il suo corpo. Detto della traversa contro il Brasile ai recenti Mondiali, il primo tatuaggio di Pinilla risale a quando aveva 15 anni. Contarli è molto complicato ma in alcune dichiarazioni del passato è stato lo stesso attaccante a raccontare come tutti abbiano un significato preciso.

Alcuni di questi raffigurano il 15, numero di maglia di quando giocava in Cile, e la sua famiglia con padre, madre, figli e moglie su braccia e gambe. Sono stati realizzati negli anni difficili passati in giro per l’Europa. E ancora le ali sul collo, un altro simbolo legato al rock dei suoi amici cileni “Chanho de Piedra” e tanti piccoli simboli che hanno scritto il libro della sua vita in modo indelebile sulla pelle.

Il quotidiano di Mauricio Pinilla è molto facile da seguire. L’attività sui social del trentenne di Santiago è costante, sia su Twitter che su Instagram sono tantissime le immagini e gli aggiornamenti che vengono seguiti in prima persona a testimonianza di come quello che sua moglie Gisella definisce “il suo difetto che non sopporto”, ovvero il continuo uso del cellulare , sia effettivamente una realtà consolidata.

Proprio da un’intervista della moglie dello scorso aprile si scoprono altri dettagli curiosi dell’ormai ex attaccante del Genoa. Sposato dal 2011 e padre di Agustina Paz, Matilda (nata a Palermo) e Mauricio Alessandro (nato a Cagliari), il centravanti ha passaporto italiano (i nonni sono di Lumarzo (GE))e adora pescare e mangiare pesce. Molto attaccato ai suoi bambini, Pinilla ama passare il tempo libero con la famiglia e i suoi pregi più grandi, tra le mura domestiche, sono tenerezza e simpatia: il giorno del matrimonio, ha dedicato a sua moglie “A te” di Jovanotti.

 

 

 

 

 

 

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