Volto della tv

Michela Persico, che da Albino ha reso il calcio un affare di cuore

Michela Persico, che da Albino ha reso il calcio un affare di cuore
09 Dicembre 2019 ore 05:00

Una giovane albinese che è riuscita a emergere a livello nazionale nel campo dell’informazione televisiva. L’abbiamo incontrata per farci raccontare la sua storia e conoscere le sue aspirazioni. È Michela Persico, originaria di Albino, nata il 26 marzo 1991, segno zodiacale Ariete, ci precisa.

 

 

Ci racconti i suoi anni albinesi.

«Durante gli studi ho sempre vissuto con i miei genitori e mia sorella maggiore (di quattro anni). Ho frequentato la ragioneria al Romero, cinque anni bellissimi. Successivamente ho frequentato per un anno lo Iulm a Milano, università di Comunicazione e lingue. Dopo questo primo anno ho iniziato a lavorare come stagista a Telelombardia nella trasmissione sportiva Qsvs (acronimo di Qui Studio a Voi Stadio, ndr). Con l’impegno lavorativo non riuscivo più a seguire tutti i corsi allo Iulm, così ho deciso di frequentare i due anni successivi all’Università di Bergamo studiando da privatista. Grazie agli stage a Telelombardia ho ottenuto i crediti per sostenere con successo l’esame di giornalista pubblicista che mi ha aperto le porte a un ulteriore stage a TGcom24 di Mediaset, nello stesso anno mi sono laureata in Lingue e comunicazione a Bergamo».

Quando la svolta?

«Circa cinque anni fa, quando ho preso casa a Bergamo per avvicinarmi a Milano, dove ho iniziato realmente a lavorare. Ho lavorato per due anni a Premium Sport, poi ho conosciuto Daniele (Rugani, calciatore della Juventus e della Nazionale, ndr), la mia svolta del cuore, e mi sono trasferita a Torino. Mediaset non approvava troppo questa mia storia sentimentale, forse considerandola un piccolo conflitto d’interessi, così ho dato le dimissioni da Premium e sono andata dove mi portava il cuore. Se prima dell’incontro con Daniele le mie priorità erano professionali, da quel momento il mio orizzonte è più ampio. Prima d’innamorarmi vivevo egocentricamente puntando dritta al raggiungimento dei miei obiettivi professionali, ora mi sforzo di rinunciare un po’ al lavoro per poter costruire un futuro, una famiglia. Sono passata dall’io al noi».

Sono seguite altre esperienze lavorative?

«Sì, nella stagione 2018-’19, ho condotto Il processo di Biscardi negli studi milanesi di 7Gold, tutti i lunedì. Facevo la spola tra Torino e Milano».

Il suo ambito lavorativo è solo quello sportivo?

«Per me lo sport è sempre stato importante, ho anche praticato la pallavolo per undici anni nel team Volleymania di Nembro. In tv, nonostante la bella e costruttiva esperienza a Il processo di Biscardi, ho deciso, per la stagione seguente, di non dare seguito alla conduzione. Volevo provare una nuova esperienza, diversa dal calcio. Cito a modello due miei idoli: Antonella Clerici, nata come conduttrice sportiva, ha saputo reinventarsi in altri ambiti come ad esempio nella trasmissione di cucina La prova del cuoco; Serena Rossi, molto versatile, che spazia dall’intrattenimento alla recitazione, fino al canto. Così, da quest’anno, lavoro per il tutorial Detto Fatto, programma di Rai Due in onda tutti i giorni. All’interno del contenitore curo la rubrica L’ha detto la Tv come inviata di salute e medicina, un ruolo molto diverso da quelli rivestiti in passato. A fine anno, inoltre, sarò impegnata in prima serata su Rete 4 ne La repubblica delle donne, trasmissione dedicata all’universo femminile, un omaggio alle donne con lo stile sempre scanzonato di Piero Chiambretti».

4 foto Sfoglia la gallery

È la professione che ha sempre sognato?

«Da quando frequentavo il Romero sentivo il desiderio di percorrere questa strada, volevo fare la giornalista, in particolare quella televisiva. Strada facendo si è trasformata più in conduzione, e mi piace tantissimo. È un lavoro un po’ particolare, non dà certezze, ci si inventa anno dopo anno, non hai la certezza di portare a termine una trasmissione, dipende molto dai riscontri, dal gradimento del pubblico».

Oltre alla tv c’è dell’altro?

«Sì, insieme alla mia amica Valentina ho dato vita a una linea di costumi da bagno, si chiama MiVa’. Il mio compagno e il marito di Valentina sono amici, così è nata la nostra amicizia e, circa tre anni fa, questa avventura nel mondo della moda, presente anche a Bergamo».

È stato complicato entrare nel mondo della tv?

«La mia “rincorsa” è iniziata quando avevo 16 anni con i concorsi di bellezza. Ero già affascinata dal mondo della tv, in particolare del giornalismo. Domandavo a me stessa: “Come faccio? Sono di Albino, i miei genitori fanno un lavoro completamente diverso. Posso essere bravissima anche a scuola ma in questo mondo i contatti sono importanti, se non ne hai è difficile che ti vengano a cercare”. Quindi: “Proviamo, proviamo a fare qualche concorso che potrebbe essere la chiave per entrare in questo mondo”. Oggi posso dire che queste esperienze, unitamente all’indispensabile percorso di studi, mi sono servite. È stata una palestra che mi ha aiutato a formare il mio bagaglio professionale, a essere più disinvolta, sciolta. Ma i concorsi li ho vissuti soprattutto come hobby e divertimento, ho fatto anche Veline, ma la mia aspirazione non era diventare velina, quanto conoscere persone che credessero in me. In questa fase mi seguiva mio padre, che mi sosteneva aiutandomi nelle difficoltà. Sono contenta di aver fatto tutto ciò che ho fatto».

Parliamo di calcio. Per quale squadra tifa?

«In realtà i giornalisti non si dovrebbero esporre (ride, ndr). Anche se non sono tifosa, vivo un po’ di campanilismo per la mia Bergamo, quindi dico Atalanta, ma soprattutto seguo il mio compagno e sono una sua ultrà».

È vero dell’interessamento della Dea per Daniele Rugani?

«Mi è nuova, già l’estate scorsa i media parlarono di diversi interessamenti, ero già pronta a fare le valige per andare a Roma, quella prima a Londra al Chelsea, quest’anno pare ci sia anche il Milan. Da una parte è un bene, vuol dire che se lo richiedono è perché vale, dall’altra, quando stai in una squadra al top e con tanti campioni, è più difficile ritagliarsi il proprio spazio. Se poi hai ragazzi con valore di mercato alto è complicato non farli giocare, ma l’importante è che Daniele si faccia sempre trovare pronto».

 

 

Torniamo al paesello. Come trova Albino? Cosa manca?

«Non manca niente, ce l’ho nel cuore, a me piace tantissimo, è unico. Fin da piccola ero proiettata alla grande città, mia sorella era l’opposto, per lei Albino era grande e infatti si è trasferita a Clusone. Ora che abito a Torino, rimpiango un po’ il paese (anche se Albino non è un paesino), ma rispetto a una grande città i pro e i contro ci sono. Il mio paese lo vedo molto come una bomboniera, mi infonde un senso di protezione, è casa. Potrò andare ovunque ma tornando ad Albino mi sentirò sempre a casa».

Un sogno?

«Prima era diventare la conduttrice numero uno e poi se ci sarebbero stati dei figli e una famiglia bene, ora no. Dal mio incontro con Daniele ho maturato nuove priorità, quindi dico la famiglia e i figli, ma senza rinunciare al mio lavoro».

Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
ANCI Lombardia