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Colpito in un raid aereo

Il mistero del Califfo al-Baghdadi

Il mistero del Califfo al-Baghdadi
Personaggi 10 Novembre 2014 ore 14:54

È mistero sulla sorte del sedicente califfo Abu Bakr al-Baghdadi. C’è chi dice sia morto, chi dice sia solo ferito. Le notizie sulla sua misteriosa sorte si susseguono da giorni. La prima addirittura è del 6 settembre, quando il sito The Daily Beast affermò che il Califfo nero del cosiddetto Stato islamico sarebbe stato ucciso in un raid aereo degli Usa contro le postazioni dell’Isis. Una notizia che non trovò conferme al Pentagono. La notizia di domenica, invece, è che il ministero dell’Interno iracheno ha confermato che al-Baghdadi è rimasto ferito in un raid aereo nel quale diversi altri leader dell’Isis sono morti. Anche il Centcom, il Comando centrale Usa, ha confermato i raid a Qaim, un piccolo centro dell’Anbar iracheno, dicendo che sono stati colpiti una decina di veicoli, sui quali viaggiavano importanti personalità dello Stato Islamico e di Al-Qaeda. Tuttavia lo stesso Centcom ha affermato non poter “confermare” che l’emiro Abu Bakr al Baghdadi fosse tra i passeggeri. Fonti dell’intelligence ritengono che sia proprio a Qaim che il califfo si nasconda dopo la sua cacciata da Baghdad nel 2005.

Conferme dal suo entourage. Una conferma, quella del ferimento, che è arrivata via twitter dal portavoce ufficiale dell’Isis, che tranquillizza i fedeli e li invita a pregare per la salute del loro califfo. Il profilo twitter del portavoce, però, sembrerebbe un fake, e ora gli esperti stanno verificando l’autenticità. Sta di fatto che sulla testa di al-Baghdadi gli Stati Uniti avevano messo una taglia da 10 milioni di dollari. La difesa britannica ha comunque affermato che l’Isis sarebbe in grado di rigenerarsi molto in fretta anche se venisse a mancare la sua attuale guida. Del resto, lo stesso al-Baghdadi durante il suo unico sermone di cui sia noto il video, affermò: «Sono stato nominato califfo su di voi, sebbene io non sia il migliore e la persona di più alta moralità tra di voi». Come a dire che al suo fianco ci sono persone degne di sostituirlo in qualunque momento.

Califfo invisibile. Che sia morto o che sia vivo, il sedicente califfo al-Baghdadi è invisibile. La sua unica apparizione pubblica risale a luglio, nella moschea di Mosul, quando gli jihadisti avevano appena conquistato la città nel nord dell’Iraq e lui si era proclamato leader del movimento. Apparve, in pieno ramadan, vestito con una tunica nera e turbante. Un perfetto stile abbaside con una punta di modernità: al polso indossava un orologio di lusso, forse un Rolex. Le immagini fecero il giro del mondo e con esse le polemiche legate all’umiltà che chiedeva ai suoi adepti. Qualcuno corse in difesa della sua integrità dicendo che l’orologio era made in China. Poi, di lui, non si sono più viste foto, video, niente di niente. I suoi proclami sono sempre stati divulgati attraverso i portavoce o gli organi di stampa, tra cui il magazine Dabiq. Ma lui non si è più mostrato alle telecamere. Probabilmente una strategia ben precisa per non dare troppe informazioni sulla sua persona.

Le sue misteriose origini. Pare che il suo nome sia Ibrahim Awad Ibrahim al-Badri, mutato poi in Abu Bakr, lo stesso nome del primo califfo dopo la morte di Maometto. Si ritiene sia nato nel nord dell’Iraq, a Samarra, città santa per gli sciiti, nel 1971 da famiglia religiosa (sunnita). Quando gli americani combatterono in Iraq a inizio Duemila, venne arrestato e incarcerato a Camp Bucca, vicino alla frontiera con il Kuwait. Ma le notizie sul suo conto sono confuse e sommarie, il che porta qualcuno a pensare che il suo personaggio sia stato costruito ad arte. Ci sono fonti dell’intelligence iraniana, che trovano conferma in Edward Snowden, l’ex informatico della Cia che con le sue rivelazioni ha dato il via al Datagate, che sostengono che il vero nome di al-Baghdadi sia Elliot Shimon e che sia figlio di padre e madre ebrei, un ebreo a tutti gli effetti insomma. Addirittura pare sia stato addestrato dal Mossad per seminare il caos ai confini con Israele e giustificare così una nuova guerra nell’area. Forse sono solo fantasie, ma quel che è sicuro è che il sedicente califfo è un esperto di arte militare e un fine stratega, oltre che spietato assassino. Si dice che sia più violento anche di Osama Bin Laden, da cui avrebbe ereditato l’obiettivo di distruggere l’Occidente. Ma il suo passato è avvolto nel mistero. Ci sono foto di lui, sempre ammesso siano autentiche, che lo ritraggono con il senatore americano John McCain, mentre quest’ultimo posava con dei ribelli siriani. Ma le sue foto ritenute vere sono molto poche, forse nessuna. E se il califfo al-Baghdadi non fosse mai realmente esistito?

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