In Champions ed Europa League un minuto di silenzio

A Firenze i funerali di Davide Astori Si terranno giovedì in Santa Croce

A Firenze i funerali di Davide Astori Si terranno giovedì in Santa Croce
06 Marzo 2018 ore 06:00

C’era anche lui sei anni fa, ai funerali di Piermario Morosini. Con gli occhi lucidi e la consapevolezza di aver perso magari non un amico, ma certo qualcosa in più di un collega. Perché anche Morosini, proprio come lui, era bergamasco. Domenica 4 marzo 2018, Davide Astori è morto. 31 anni appena compiuti (il 7 gennaio), era capitano della Fiorentina ed ex difensore della Nazionale.

La notizia è iniziata a circolare nella tarda mattinata di domenica stessa. La Fiorentina si trovava a Udine per la partita contro l’Udinese. Astori è stato trovato morto nella sua stanza, mentre lo staff faceva il giro per invitare tutti i giocatori a scendere a fare colazione. Le prime informazioni parlano di infarto. Lascia la compagna, Francesca Fioretti, e una bambina di appena due anni, Vittoria. La prima conseguenza è stata il rinvio della partita tra i viola e i friulani, a cui è seguita la decisione del rinvio anche della partita tra Genoa e Cagliari, visto che Astori, dal 2008 al 2014, ha vestito la maglia della formazione sarda, giocando oltre 170 partite. Alla fine, la Lega ha optato per la sospensione in blocco della giornata di campionato. Una decisione lodata anche dalla Uefa, che ha deciso che prima di tutte le prossime partite di Champions League ed Europa League verrà osservato un minuto di silenzio in ricordo del difensore.

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Nel frattempo si attendono ancora ulteriori novità relative alla causa della morte. L’autopsia, infatti, si svolgerà martedì 6 marzo a Udine. La Procura ha anche aperto un fascicolo d’indagine, un «atto dovuto», ma non è stata avanzata alcuna ipotesi di reato. Mercoledì 7 marzo, al centro tecnico della Nazionale a Coverciano, sarà allestita la camera ardente, mentre giovedì 8, alla Basilica di Santa Croce a Firenze, si terranno i funerali a cui parteciperanno molto probabilmente migliaia di persone, tra cui diverse personalità del mondo calcistico italiano (e non solo).

Davide Astori era nato il 7 gennaio 1987 a San Giovanni Bianco e proprio in Bergamasca aveva mosso i suoi primi passi calcistici, nella squadra del Pontisola (Ponte San Pietro-Isola). Mancino talentuoso, nel 2001, a soli 14 anni, passò alle giovanili del Milan, dove ha militato fino al 2006, quando passò in prestito prima al Pizzighettone e poi alla Cremonese. Nel 2008 fu prelevato dal Cagliari, formazione con cui debuttò in Serie A il 14 settembre di quell’anno, contro il Siena. Come detto, a Cagliari rimase fino all’estate del 2014, quando fu la Roma a battere la concorrenza e a prenderlo in prestito oneroso. Dopo un anno tra luci e ombre, l’estate successiva fu la Fiorentina ad assicurarsi le sue prestazioni. Ben presto, Astori diventò titolare inamovibile e, dalla passata stagione, era il capitano dei viola.

Astori ha anche collezionato 14 presenze con la Nazionale. La prima convocazione risale al 2010, mentre il debutto arrivò nel 2011 in una amichevole vinta 2-0 dagli azzurri contro l’Ucraina. A credere in lui fu l’allora ct Cesare Prandelli, che ebbe fiducia in questo difensore vecchio stampo, dal fisico importante e dal sinistro delicato. Proprio con la Nazionale di Prandelli, Astori affrontò in un’amichevole di preparazione alla Confederations Cup del 2013 la sua prima squadra, il Pontisola. «Sono emozionato – disse ai giornalisti -. Sono cresciuto in questa squadra prima di passare nelle giovanili del Milan. Erano anni bellissimi, vissuti positivamente. Per un ragazzo non c’era esperienza migliore». Insomma, un vero bergamasco, che non dimenticava certo da dove era partito. E quando gli chiesero cosa gli mancasse di più di quegli anni al Ponte San Pietro-Isola, Astori non ebbe esitazioni nella risposta: «Il tè del magazziniere Manzoni. Il più buono che abbia mai bevuto negli ultimi vent’anni». Se n’è andato (troppo presto) un ottimo calciatore, ma soprattutto un ragazzo semplice.

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