La moviola in campo c’è da 8 anni (ma è vietato dirlo)

Personaggi 08 Ottobre 2014 ore 12:22

Joseph Blatter ha 78 anni e sta nella Fifa da quando ne aveva 41: direttore tecnico fino all’81; segretario generale sino al ’98, quando è stato eletto per la prima volta presidente della federcalcio mondiale che conta più membri dell’Onu.

Soprannominato Bostik dai detrattori, l’anno prossimo si ricandiderà per il quinto mandato. In teoria non sarebbe possibile, ma vedrete che ci riuscirà. In fondo, dicono che i dinosauri vivessero anche oltre cent’anni e all’ex colonnello svizzero come si fa a non augurare di arrivare almeno sino a 120?

La questione è un’altra. Per anni e anni, Blatter si è opposto alla moviola in campo, ha aborrito la tecnologia del gol/non gol e d’accordo con il suo amico nemico Platini, l’inventore degli inutili arbitri di porta, si è fieramente proclamato avverso a qualunque mezzo che aiutasse gli arbitri a sbagliare di meno. Poi, di fronte alla crescente insofferenza delle federazioni nazionali che nel 2015 voteranno per il nuovo presidente Fifa, l’estate scorsa, in Brasile, Blatter ha svoltato e si è convertito.

Come un sol uomo, anche in Italia gli esponenti della nomenklatura si sono allineati, a cominciare dal presidente degli arbitri, il mitologico Nicchi. Dopo avere detto peste e corna della moviola in campo (per non dire della bomboletta spray), l’ex fischietto aretino ha sterzato di centottanta gradi. Transeat.

Ora, in questi giorni avvelenati post Juve-Roma, l’argomento è tornato prepotentemente d’attualità e persino Tavecchio ha fatto una cosa giusta: l’Italia è pronta a sperimentare la tecnologia, ha scritto a Blatter. Bravi.

Peccato che la moviola in campo, in realtà funzioni dal 9 luglio 2006, data della finale mondiale Francia-Italia disputata a Berlino, Olympiastadion. Lo spagnolo Luis Medina Cantalejo, quarto uomo, rivede sul monitor di bordo campo la testata di Zidane a Materazzi, sfuggita all’arbitro argentino Horacio Marcelo Helizondo che, informato dall’assistente, espelle il francese.

Sono trascorsi otto anni di chiacchiere e siamo ancora qui ad aspettare che la Fifa dica ufficialmente sì alla tecnologia, dopo averlo pronunciato in incognito. Forse perché, con la moviola in campo, gli arbitri perderebbero il potere di condizionare le partite con i loro errori, commessi naturalmente in buonafede. A pensar male si fa peccato, ma qualche volta s’indovina.

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