Da passione a professione

I muri bergamaschi come una tela È l’arte di William, alias Wiz Art

I muri bergamaschi come una tela È l’arte di William, alias Wiz Art
Personaggi 17 Novembre 2018 ore 04:30

Quando cinque anni fa ha deciso di mollare tutto per dedicarsi ai graffiti, gli davano del pazzo. Oggi William Gervasoni, 35 anni di Scanzorosciate, è un artista affermato e le sue opere sono disseminate sui muri di mezzo mondo, firmate con lo pseudonimo di Wiz Art.

 

 

Da writer ad artista affermato. I primi spruzzi con le bombolette risalgono alla fine degli Anni ’90, per gioco, per lasciare la propria impronta nello spazio urbano. Poi arriva un viaggio in Africa, che si rivela illuminante: «La Tanzania mi ha aperto gli occhi – spiega –. Sono stato sei mesi come volontario al Villaggio della Gioia e mi sono reso conto che nella vita volevo fare quello che mi piaceva. Ed era dipingere». Così lascia il lavoro di commesso in un negozio di abbigliamento e inizia a cercare mecenati per le sue opere: interni di case private, locali e uffici, ma ben presto arrivano gli ingaggi anche da parte di parrocchie e amministrazioni pubbliche. «Inizialmente, quando mi proponevo o chiedevo muri liberi, mi guardavano come un extraterrestre – racconta –. I graffiti erano ancora associati a chi imbratta muri. Oggi invece sono i Comuni e gli oratori e le scuole che mi cercano. Ho avuto la fortuna di trovare persone che hanno creduto in me e mi hanno dato l’opportunità di farmi conoscere, soprattutto a Scanzo. Sono molto grato all’amministrazione comunale. In famiglia non è stato facile, non capivano cosa avessi in testa e come avrei potuto procurarmi da vivere; mio padre ha insistito in tutti i modi per farmi cambiare idea. Poi si sono ricreduti e oggi sono i miei primi fan».

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Passeggiando per la bergamasca, troverete facilmente un’opera targata Wiz Art. Sulle gradinate del Palasport di Ciserano, per esempio, campeggiano due murales che richiamano le squadre di pallavolo e basket che lì si allenano; un tema, quello sportivo, molto caro a William: «Lavorando molto con i ragazzi mi sono specializzato nel dipingere scene di sport – spiega –. Sono immagini molto richieste per i centri di aggregazione e gli oratori. Come a Trescore, dove da poco ho ultimato gli esterni del “Centro sportivo Italo” o il palazzetto di Desio». C’è un po’ di Wiz Art anche a Selvino, dove sull’ultimo tornante prima di entrare in paese campeggia un murales celebrativo per il centesimo Giro d’Italia del 2017, e alla fermata della Teb di Torre Boldone, per dare un po’ di vita al sottopasso. Persino in carcere sono arrivati i suoi colori sgargianti: «Nel 2011 con la Gamec ho dipinto lungo tutto il muro interno del recinto dell’ora d’aria. Abbiamo coinvolto i detenuti che hanno suggerito il disegno e hanno preso parte all’opera. Un tema molto complesso sul disagio interiore, rappresentato da un tornado che spazza via tutto in una città vista come luogo di perdizione e poi un paesaggio naturale che si perde verso l’infinito, luogo di redenzione». Il lavoro più importante, durato mesi, William lo ha fatto alla Scuola dell’Infanzia “Guido Frizzoni” di Pedrengo: un’esplosione di colore e gigantografie di bimbi intenti in attività tipiche dell’infanzia, dal gioco alla pappa. La più grande opera creata dalla bomboletta spray di Wiz Art, però, domina il rondò delle Valli: 760 metri quadrati di graffito realizzato a più mani, nell’iniziativa “Tracce Urbane” da lui organizzata nel 2015 in collaborazione con il Comune di Bergamo, con l’intento di portare vitalità sui grigi muri della circonvallazione. William ha girato l’Italia ma ha fatto tappa anche in molte altre nazioni del mondo: «Il punto più estremo dove ho dipinto è la Terra del Fuoco, in un viaggio attraverso l’Argentina – racconta –. Poi quest’anno, a maggio, sono stato in Kosovo al meeting internazionale di graffiti più importante. E ancora in Spagna, Portogallo, Svizzera e lungo il cammino di Santiago, dove ho dipinto un muro con un ragazzo del luogo».

A scuola di legalità. Imbrattare muri, proprietà private e mezzi di trasporto non è arte e si rischia molto. È questo l’importante insegnamento che William cerca di portare nelle scuole e nei centri ricreativi durante i suoi laboratori: «Ci sono passato anch’io da ragazzino e so in cosa si può incorrere – chiarisce –. Fino a qualche anno fa si correva sul filo dell’illegalità, ma le leggi erano meno restrittive, rischiavi una multa, oggi invece anche una denuncia penale per deturpamento. C’è più possibilità adesso di esprimersi liberamente, ma senza mai uscire dalle regole, anzi, la società è più curiosa e aperta verso questa forma d’arte. Nei corsi che tengo a bambini e adolescenti dico sempre di seguire le proprie passioni, magari riusciranno a farle diventare un lavoro, come ho fatto io». Molti vedono la street art come qualcosa di alternativo, due firme su una saracinesca o un simbolo su un muro. In realtà è una tecnica artistica complessa: «Vedendomi all’opera si rendono conto della tecnica e delle difficoltà di creare immagini di grandi dimensioni e proporzioni». Nel 2014 Wiz Art ha tenuto lezioni anche a Scampia, il quartiere di Napoli noto per degrado e problematicità, in un progetto educativo rivolto ai ragazzi di strada.

 

 

Work in progress. In questi giorni potete vederlo al lavoro nuovamente a Pedrengo, sospeso a quindici metri da terra per dipingere la facciata del nuovo centro di aggregazione del Comune, nelle ex scuole primarie. «Quest’inverno torno in Africa – aggiunge poi –. Il Villaggio della Gioia è sempre nel mio cuore, Padre Fulgenzio e i suoi piccoli orfani mi hanno dato tanto e io voglio cercare di fare lo stesso».

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