Non basta Pinilla meraviglia Bisogna imparare dal Cesena

06 Aprile 2015 ore 04:00

Se non si fosse fatto espellere in un modo così stupido, Mauricio Pinilla sarebbe stato l’unico atalantino a uscire vittorioso dallo stadio Achille e Cesare Bortolotti, teatro della prima sconfitta di Reja. Perché un gol così meraviglioso ce lo ricorderemo a lungo. Purtroppo il cileno si è fatto espellere con un comportamento imperdonabile, salterà per squalifica la partita con il Sassuolo e il suo capolavoro non è servito a riagguantare il Toro di Ventura. Il quale merita la Panchina d’Oro per ciò che ha realizzato in questi quattro anni alla guida dei granata e per la splendida squadra che ha costruito. Nulla si può rimproverare all’Atalanta sotto il profilo dell’impegno così come commovente è stato il sostegno del pubblico. Tutto questo, però, non è bastato di fronte ad un avversario che fa dell’organizzazione di gioco la sua arma migliore, ha in Glik un difensore-cannoniere di impressionante efficacia (settimo gol in campionato e, stavolta, non di testa) nonché in Quagliarella un bomber che quando colpisce fa male. Tanto male.

Certo, nella circostanza Sportello ha sbagliato, ma l’abbiamo detto e lo ripetiamo: il giovane portiere che tante volte ha salvato la squadra, di tanto in tanto può permettersi la licenza di sbagliare. Il problema è un altro: andare sotto di due gol prima di reagire è un lusso che i nerazzurri non si potevano permettere ai tempi belli, figuriamoci ora. L’impressione è che l’Atalanta abbia sempre bisogno di rotolare sull’orlo del precipizio per svegliarsi e per capire quanto il pericolo sia letale. Purtroppo, spesso si sveglia troppo tardi, troppi sono gli errori sotto porta e gli errori si pagano.

È vero, mancano 9 partite alla fine e i punti di vantaggio sul Cesena sono pur sempre 4 mentre il Cagliari è rimasto -5. Ma, a parte il fatto che c’è lo scontro diretto da giocare in Romagna, al contrario dei bergamaschi i bianconeri sono in piena rimonta e scoppiano di salute, galvanizzati anche dalla formidabile impresa di Verona dove sono passati dal 3-0 al 3-3 (con il determinante concorso dell’ex nerazzurro Brienza). Se l’Atalanta vuole la salvezza, deve battersi come si sta battendo il Cesena. Sino all’ultimo respiro. Questa è una stagione maledetta: per esorcizzarla, non c’è altra via che sputare l’anima sino alla fine. E sperare che domenica si svegli Denis.

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