La forza della solidarietà

Non si molla un cactus: Letizia di Roncobello cammina, anzi vola, sulle ali di un sogno

La storia di questa diciannovenne fortissima: dall'incubo della paralisi al sogno dei primi passi. E un'associazione per sostenere ricerche e cura

Non si molla un cactus: Letizia di Roncobello cammina, anzi vola, sulle ali di un sogno
Val Brembana e Imagna, 31 Gennaio 2020 ore 09:55

di Giambattista Gherardi

La notizia è arrivata via social la sera di mercoledì 8 gennaio: Letizia Milesi, dopo l’intervento in Texas, cammina. È il “lieto fine” (ma in fin dei conti è un bellissimo inizio) che tutti si attendevano in Val Brembana, per una storia che dallo scorso anno ha mosso migliaia di cuori. Letizia ha 19 anni e i suoi sogni hanno subito un brusco stop il 26 ottobre del 2017, mentre prende il bus per rientrare da scuola nella sua casa di Roncobello, dove vive la famiglia. Un giorno come mille altri: la ressa alla fermata, uno strattone e la caduta. Iniziano fastidi e dolori, esami diagnostici e controlli che segnalano lo spostamento di alcune vertebre e deficit neurologici che progressivamente la costringono in carrozzina.

Ci sarebbe di che disperarsi, ma spesso «succedono cose che parlano forte, parlano chiaro, non ammettono scuse… ma noi siamo più forti». È l’incipit del sito www.sullealidiunsogno.org, che promuove l’associazione nata dall’esperienza di Letizia. Lei ne è presidente e a farle da vice e cofondatrice ci sono rispettivamente mamma Monica e la sorella Francesca. Il “lancio” della nuova realtà avviene a settembre 2019, quando è chiaro che la speranza di guarigione per Letizia è tutta in un intervento chirurgico da sostenere a San Antonio in Texas. L’effetto dell’appello è dirompente: in una Valle che conta i propri abitanti nelle ordine delle decine di centinaia, arrivano fondi per migliaia di euro.

Per raccogliere offerte si organizzano saggi di danza (la passione di Letizia), pranzi e cene in oratori e pizzerie, concerti corali, castagnate, camminate. Offrono solidarietà i calciatori di Monza e Albinoleffe, viene messa all’asta la maglia di Gomez, si prodigano gli atleti del rugby e quelli del karate. La Valle stringe in un abbraccio intenso l’intera famiglia, nel ricordo del nonno materno Giorgio, storico titolare a Roncobello dell’Albergo Alpino, nel volto amico di mamma Monica, già agente di Polizia locale a San Giovanni Bianco. Non mancano i colleghi, gli ospiti e i volontari dell’Istituto Don Palla di Piazza Brembana, dove lavora papà Giambattista, i lavoratori di tante aziende, le parrocchie e tanti semplici valligiani. Il “grido di guerra” è l’hashtag #nonsimollauncactus, che finisce stampato su migliaia di magliette, piacevole divisa di una solidarietà senza confini.

Solidarietà per Letizia in ogni angolo della Val Brembana

Il 22 ottobre 2019, Letizia parte per il Texas e il 7 novembre, via social, arriva, dopo l’intervento, il post più atteso firmato da mamma e sorella. «Il neurochirurgo che ha operato Leti ha confermato che tutto procede bene e che, con le attrezzature giuste, lunedì potrà tornare a casa. Fin da subito si dovrà buttare a capofitto nella fisioterapia per puntare a un recupero. Il neurochirurgo ha ripetuto più volte che Leti è stata una “supergirl”. Ora la bomba a orologeria, che Leti aveva nel collo, lascia spazio a una vita piena di desideri e obiettivi da raggiungere». In Valle è festa grande un poco ovunque, fin su a Roncobello, dove nella chiesina di Capovalle, in coincidenza con l’ingresso in sala operatoria, parenti e amici si erano riuniti in preghiera. «Voglio tornare a ballare – afferma Leti in un’intervista -, correre e andare sulle montagne russe. Non si molla, mai».

I sorrisi carichi di speranza prima della partenza per il Texas

L’8 gennaio 2020 un nuovo post per annunciare i primi passi. «Ho toccato il fondo con le dita – scrive Letizia – e ho sentito la forza della vita esplodere in me! Grazie a chi ha creduto in me, all’intervento chirurgico, alle continue fisioterapie e alla mia voglia di vivere e di vincere: oggi posso festeggiare con tutti voi! I secondi primi passi sono la cosa migliore che possano capitare nella vita, ti senti viva, alta e finalmente felice! ‘Ste quattro ruote le sto allontanando e tra pochissimo le saluterò per sempre!».

Letizia impegnata nella riabilitazione

La storia non finisce ed eredità preziosa è l’associazione Sulle Ali di un Sogno. «Ha lo scopo di operare – scrivono le “Milesi girls” – per lo sviluppo e la diffusione delle ricerche scientifiche sui traumi vertebrali e midollari, con finalità di solidarietà sociale e sostegno personale». Un’occasione, dicono ancora, «per scoprire che hai due mani: una per aiutare te stesso, l’altra per aiutare gli altri». Perché con le gambe si cammina, ma con due mani… si vola.

Articolo pubblicato su PrimaBergamo del 17 gennaio 2020

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