Il forte segno di Bergoglio

Il nunzio della martoriata Siria che vestirà la porpora cardinalizia

Il nunzio della martoriata Siria che vestirà la porpora cardinalizia
10 Ottobre 2016 ore 09:20

Papa Francesco è davvero un papa fuori dagli schemi. Lo dimostra anche l’ultima tornata di nomine al Concistoro: 13 nuovi cardinali con meno di 80 anni quindi oggi sarebbero elettori, più altri quattro ultra ottantenni che invece ricevono la porpora solo come riconoscenza per la loro vita di servizio alla chiesa.

Mari Zenari, la missione. Nel gruppo dei 13, è significativa la presenza di Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, nel Centrafrica, dove Francesco alla fine di novembre dell’anno scorso aprì la porta santa. Ma in quel primo gruppo Bergoglio ha inserito un inedito: un nunzio, cioè un ambasciatore del Vaticano. Non era mai accaduto prima che un nunzio venisse fatto cardinale; avviene ora con Mari Zenari, veronese, che dal 30 dicembre 2008 è a capo di una delle nunziature più complicate del mondo: quella in Siria. Era stato Giovanni Paolo II ad avviarlo all’attività diplomatica, mandandolo nel 1999 in Costa d’Avorio e Niger. Nel 2004, sempre sotto Wojtyla, venne dirottato sul fronte allora caldo dello Sri Lanka.

 

 

In Siria lo aveva mandato Benedetto XVI e lo conferma oggi Francesco lodandolo per la sua attività in quella terra «amata e martoriata»”. Zenari non a caso si considera un veterano di guerra. E quando due anni fa gli venne contestato il fatto che per essere nunzio a Damasco doveva consegnare le credenziali ad Assad, aveva risposto così: «Come potrebbe un rappresentante del Papa essere credibile se scappasse da dove c’è più bisogno di lui? Per me questa missione è un privilegio datomi da Dio, un’esperienza toccante sotto il profilo umano».

La Siria e l’importanza politica dietro la nomina. Alla notizia della nomina è stato intervistato da Radio Vaticana. «È stata per me un’emozione che mi ha anche sconvolto effettivamente…», ha detto. «È stata una sorpresa: una sorpresa! Ringrazio di cuore il Santo Padre, perché questa porpora va alla Siria, alle vittime della Siria, a tutti coloro che soffrono per questo terribile conflitto. Quindi la porpora è per questa gente, per i tanti bambini che soffrono, per tanta povera gente che paga le conseguenze di questo terribile conflitto». Ma è una nomina che ha anche un significato politico. Come lo stesso Zenari ha confermato: «Direi che il Papa usa parole, parole molto forti anche nei suoi messaggi e in questo caso usa anche un avvenimento, quello di creare cardinale uno che è nunzio in Siria. E qui direi che è un avvenimento molto, molto eloquente: è qualcosa di nuovo, un nunzio cardinale che rimane nunzio lì nella nazione in cui è!».

 

 

La doppia faccia dell’Occidente. Il nunzio a Damasco è sempre stato in stretto contatto con Francesco in questi anni terribili. E c’è stata certamente la sua testimonianza dietro la drammatica denuncia che papa Francesco aveva fatto a luglio scorso, quando aveva accusato l’Occidente di alimentare con le proprie armi il conflitto siriano. «Come si può credere a chi con la mano destra ti accarezza e con la sinistra ti colpisce?», aveva detto Francesco. Zenaro, parlando a Tv2000, aveva a sua volta rilanciato quell’uscita di Bergoglio. «Tutti dicono che bisogna andare verso una soluzione politica ma l’importante è raccogliere la sfida di lasciare da parte le armi. Il Papa tocca sempre il problema del commercio delle armi e nel suo messaggio ha stigmatizzato l’ipocrisia» ma «da una parte si parla di soluzione politica, di pace e dall’altra circolano ancora a non finire armi sempre più sofisticate».

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