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Nutella Day, il primo collezionista di vasetti e gadget è di Bergamo

Nutella Day, il primo collezionista di vasetti e gadget è di Bergamo
07 Febbraio 2018 ore 04:30

Dietro il bancone del bar che gestisce, all’oratorio del quartiere San Paolo, Bergamo, campeggia un enorme striscione che può dare qualche indizio su una delle passioni che animano il vulcanico Simone Paganoni, consigliere comunale a Palazzo Frizzoni dal 1999 (ora con il Patto Civico) e mille altre cose. «Nutella», c’è scritto, su quello striscione, a caratteri cubitali. È un collezionista seriale, Paganoni: negli anni ha fatto parlare di sé per la raccolta di bollini della frutta provenienti da ogni parte del globo, per dirne una. Di bicchieri e altri gadget della crema spalmabile alla nocciola per antonomasia si è talmente preso bene da diventare il maggiore collezionista italiano, con tanto di sito internet ricchissimo, pieno di curiosità e di informazioni «tecniche»: nutellamania.it.

Come ha iniziato. A Paganoni piace la Nutella, ma non è che si sia proprio un forzato della crema della Ferrero. La genesi della mania va ricercata in una visita al fratello che vive in Lussemburgo nel 2007: «Aveva sugli scaffagli della cucina 6 o 7 bicchieri di Nutella di dimensioni diverse. Ho detto: “Bello! Anch’io vorrei qualche bicchiere da tenere sulle mensole”». Ma la moderazione, evidentemente, è appannaggio di un solo ramo della famiglia. Ha iniziato a tenere i bicchieri della Nutella mangiata in famiglia e a comprare pezzi in giro, soprattutto su Ebay. Decisivo, per il corpo centrale della raccolta, l’acquisto dell’intera collezione di un appassionato di Brescia. «Ci si incontra, tra collezionisti, e si scambiano pezzi: sono appena tornato da una gita con la famiglia a Ravenna e ne ho approfittato per vedere un collezionista di Modena che aveva 15 bicchieri che mi mancavano».

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Il primo in Italia. Nessuno in Italia ha così tanti pezzi come lui. Ne è certo Paganoni, perché, appunto, si incontrano spesso. «Nessuno però ha la collezione completa di bicchieri – chiarisce -, c’è chi ha pezzi che mi mancano, come io ho pezzi che mancano ad altri». Ha il primo bicchiere ufficiale della Nutella, certo, il noto Kristal – Otto Coste, del 20 aprile 1964, ma anche il primo ufficioso, una vera rarità, che oltre a Paganoni possiede solo un collezionista di Alba (e i suoi genitori lavorano per la Ferrero): «Prima della Nutella la Ferrero produceva un’altra crema spalmabile, la SuperCrema. Io ho un bicchiere di SuperCrema ma con tappo metallico con scritto Nutella, probabilmente perché avevano ancora delle scorte dei vecchi contenitori, che hanno utilizzato per il nuovo prodotto prima di lanciarsi nell’immissione sul mercato dei nuovi bicchieri».

Bicchieri e tanto altro. «I bicchieri della Nutella usciti in Italia sono 1.200 e io ne ho 950  – racconta Paganoni -. Poi ho 150 bicchieri stranieri e all’incirca mille gadget, che vanno dall’adesivo al tostapane, dalla macchina per il pane a spillette, palloni, scarpe da calcio. Anche un vestito da clown, che si poteva vincere trovando un tagliandino sotto i tappi dei vasetti, dei primi anni 2000. Come altri pezzi, l’ho comprato da altri collezionisti.

Curiosità. Di particolare, e raro, c’è un portaghiaccio con tanto di pinzetta per i cubetti al posto del manico. È più grande del vasetto da un chilo. «Ho anche il vasetto dorato per il 40esimo della Nutella, uscito nel 2004 in edizione limitata di mille pezzi. Tra l’altro è ancora pieno». Poi c’è il vasetto a forma di cono gelato. Ma che dire del pouf a forma di vasetto alto mezzo metro, sostanzialmente come il bicchiere gigante di Nanni Moretti in Bianca?

La famiglia è importante. «Se devo dare ascolto a  tutti quelli a cui ho raccontato questa mia pazza passione, la prima persona da ringraziare è certamente  mia moglie Alessandra (“Chi li pulisce?” e “Come fa a sopportarti ?” sono le frasi più gettonate) – scrive Paganoni sul sito Nutellamania.it -. I miei figli Elisa, Daniele e Anna che mi avvisano quando esce un nuovo pezzo, talvolta mi seguono nei mercatini e  setacciano per me le corsie dei supermercati».

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