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Ogni caduto somiglia a chi resta e gliene chiede ragione (Pavese)

Personaggi 02 Novembre 2014 ore 11:03

Morti. Morti per una valanga sull’Annapurna. Morti sull’A1. Morti del terremoto in Irpinia. Morti per l’ACNA di Cengio. Morti nelle Filippine per il tifone. Per l’uragano Katrina. I morti del Vajont. Morti nell’alluvione della valle dell’Indo. Per la valanga di fango del vulcano Casitas. Per il monsone in Bangladesh. Morti cinesi nel laboratorio di Prato. Morti per il crollo di una palazzina. Morti per lo tsunami di Santo Stefano. I morti di Nassiriya. I morti di Cefalonia. I morti di tutte le guerre. I morti per aver messo un piede in fallo mentre andavano in cerca di funghi. I morti precipitati in un canalone. Morti di Haiti: quelli per il terremoto, quelli morti per Papa Doc e quelli per Baby Doc. Quelli che sono affogati nel fiume cercando di salvare il cane. I morti alle Solovki. Nei GuLag in generale. Le operaie in «nero» di Barletta morte per 3,95 euro l’ora. Sei milioni di morti nella Shoah. I morti precipitati dal tetto che stavano riparando. I venti milioni di morti in Unione Sovietica durante l’ultima guerra. I morti di Gaza. I morti per patologie nosocomiali (le malattie che si contraggono in ospedale). I morti del sabato sera. Quelli che erano sulle strisce – o stavano aspettando l’autobus – e un pirata della strada li ha falciati. I morti per una fuga di gas nell’appartamento del vicino. I morti della discoteca di Santa Maria, perché le porte di sicurezza erano bloccate. I morti per l’esplosione del vulcano St. Helens. I morti del terremoto del Friuli. I morti per l’incendio nella miniera di Marcinelle. Le donne morte perché i loro mariti non volevano separarsi. I morti per l’amianto a Casale Monferrato. I morti nel rogo della Thyssen. Morti tre operai in una cisterna. Le vittime di Donato Bilancia. I morti per il terremoto (i terremoti) nel Sinkiang. Le vittime del mostro di Firenze. I morti sul Carso. Nel terremoto di Messina. I morti di Marzabotto. Quelli di Sant’Anna di Stazzema. I morti dello sbarco in Normandia. I morti della marcia di Batang. I morti sul K2. I morti del sottomarino Kursk. Mario Merelli. I morti nell’affondamento del Lusitania. I morti del disastro di Ustica. I morti nelle carceri italiane. I morti della rivolta d’Algeri. I morti di Nikolajewka. I barboni morti nelle notti di freddo e quelli perché qualcuno gli ha dato fuoco. La mamma e il fratellino di Erika. I morti di Lampedusa. Le ragazze del Circeo. Yara. I morti di Bopal. I morti del ghetto di Warsawia. I morti per la dictadura di Videla. I cileni uccisi da Pinochet. I morti della frana di Washington. I morti dei servizi segreti e quelli uccisi dai servizi segreti. I morti dell’alluvione dell’Elsa e dell’Albegna. Anche quelli di Genova. I morti della guerra in Cecenia. I morti sulle strade. I morti della Costa Concordia. Quelli della torre del porto di Genova. Alfredino Rampi. I morti della Moby Prince e dell’Agip Abruzzo. I morti della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. I morti dell’Ilva di Taranto. I morti nei manicomi. Ciccio e Tore. Quelli per i fumi del petrolchimico di Marghera. I morti del petrolchimico di Augusta. I morti di Chernobyl. I morti dello tsunami in Giappone. I morti di Fukushima. I bambini della scuola di Beslan e le loro maestre. I morti sul Bianco. I bambini uccisi dalla madre. I bambini uccisi con la loro madre. I morti dispersi in Russia. I morti che non si sa nemmeno se siano morti perché sono spariti. I morti di St. Louis MO, e in particolare Kajeme Powell che tornava dal funerale della madre. I morti di lupara bianca. Nei campus delle università americane. Non solo Columbine. I morti di camorra. I morti per sbaglio. I morti della Banca Nazionale dell’Agricoltura. I morti di piazza della Loggia. I morti legati al letto nelle case di riposo. I morti delle Olimpiadi di Monaco. I morti di Falluja. I morti nella strage dell’Italicus. I morti di terrorismo. Santoro Cestari e Tatulli, i poliziotti uccisi in via Schievano. I morti di piazza Tien An Men. I morti del rogo di Primavalle. I morti della stazione di Bologna. Fausto e Jajo. I morti delle fosse Ardeatine. Walter Nones. Tutti gli altri. «Ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione». C. Pavese.