Libera traduzione del cap. IX delle Confessioni

Le parole di santa Monica il giorno prima della morte

Le parole di santa Monica il giorno prima della morte
Personaggi 28 Agosto 2018 ore 06:00

Oggi, 27 agosto, è Santa Monica, madre di Sant’Agostino, vescovo di Ippona. Quella che segue è una libera traduzione di un brano dal Capitolo 10 del IX libro delle Confessioni.

All’avvicinarsi del giorno in cui mia madre Monica doveva uscire di questa vita, accadde, che ci trovassimo lei ed io soli, appoggiati a una finestra che dava sul giardino della casa di Ostia. C’era un grande silenzio e noi stavamo cercando di riposarci prima della traversata che ci avrebbe riportati in Africa.

Conversavamo, dunque, noi due soli, con grande dolcezza. Dimentichi delle cose passate e tesi a quelle che ci aspettavano cercavamo di capire cosa sarebbe stata la vita eterna. Parlavamo, per dir così, alla Tua presenza, Signore.

E ci parve di poter giungere a questa conclusione: che deve trattarsi di una cosa così bella che niente di quello che sperimentiamo qui può starle a paragone, nemmeno il cielo, la luna, il sole, le stelle.

E cercando di andare ancora al di là di queste bellezze ci trovammo a parlare del nostro cuore, nel quale Tu abiti e che fai vivere inondandolo della tua verità.

A questo punto ci sembrò addirittura di trovarci proprio nel luogo da cui sgorga la verità che ci raggiunge, ossia dove vive la Sapienza grazie alla quale accadono tutte le cose presenti e quelle che furono e quelle che saranno, mentre essa – la tua Sapienza – è sempre la stessa, perché tale è oggi quale fu nei secoli passati e quale sempre sarà; o meglio: né è stata né sarà, perché l’eternità non ha tempo. È e basta.

E mentre ne parlavamo desiderando – in qualche modo – di viverne almeno un istante, di questa eternità, ci parve di coglierne col pensiero almeno un briciolo e sospirando lasciammo che quel briciolo di pensiero vi restasse per così dire appeso, per ridiscendere dopo poco alle nostre parole solite, quelle che cominciano e finiscono. Non come la Tua, Signore, che è da sempre e che rinnova inesauribilmente ogni cosa.

E questo accadde – Signore, tu lo sai – Il giorno che mia madre mi disse: «Figlio mio, per quanto mi riguarda, questa vita ormai non ha più nessuna attrattiva per me. Cosa faccio ancora qui e perché sono qui, lo ignoro. Le mie speranze sulla terra sono ormai esaurite. Una sola cosa c’era, che mi faceva desiderare di rimanere quaggiù ancora per un poco: il vederti cristiano cattolico prima di morire. Il mio Dio mi ha soddisfatta ampiamente, poiché ti vedo addirittura disprezzare la felicità terrena per servire lui. Cosa ci faccio, allora, qui?».

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