Peccato di superbia

Personaggi 19 Settembre 2018 ore 06:00

È implacabile la legge dell’ex, mai scritta, sempre applicata. Lo dimostra la doppietta di Andrea Petagna che ha steso una delle più brutte Atalanta della stagione. Forse la più brutta. Nelle due stagioni vissute a Bergamo, aveva segnato soltanto undici gol in 75 gare ufficiali il ventitreenne nipote di Francesco, mitico allenatore della Spal ai tempi di Paolo Mazza. Con la maglia estense, Petagna ha giocato cinque partite e ha già colpito tre volte, la seconda e la terza affondando l’Atalanta che l’ha ceduto ai ferraresi con la formula del prestito oneroso (due milioni) e del diritto di riscatto (tredici milioni). Tuttavia, sarebbe frettoloso e riduttivo archiviare la sconfitta di lunedì sera alla mera voce Petagna, la Rivincita del Grande Ex, eccetera eccetera eccetera. La verità è che, nonostante la sosta, l’Atalanta non ha ancora assorbito lo choc dell’eliminazione patita nei playoff dell’Europa League. Senza contare che la seconda sconfitta in quattro gare di campionato sarebbe stata ancora più severa se non ci fosse stato il ferrarese Gollini, in azione nello splendido stadio spallino, frutto di un capolavoro realizzato in ottanta giorni.

Adesso, l’importante è non drammatizzare, anche se la doccia di Ferrara è stata gelata, più gelata di Copenaghen. Gasperini ha un compito delicato: riuscire a voltare pagina insieme con la squadra, chiamata a non essere leziosa, narcisa, convinta di essere sempre più brava degli avversari.

Qui sta il punto: torni umile l’Atalanta, rientri subito sulla terra. Se vuole riconquistare l’Europa, la dimentichi sino alla fine del campionato. Per quanto bruciante sia il ko di Ferrara, siamo solo all’inizio di una lunga stagione. Domenica, a San Siro, il Milan sarà fatto apposta per suonare la sveglia a una squadra tecnicamente mai così forte da quando c’è Percassi, ma, oggi, psicologicamente troppo fragile per essere vera. Serrare i ranghi, tornare a correre e ad
arrivare primi su ogni pallone, riscoprire il calcio di Gasperini, volare basso, fare un lungo bagno d’umiltà. Coraggio, Atalanta. Torna te stessa. E subito.

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