È morto a Londra, il 24 agosto

Ecco perché Attenborough è stato un grande del cinema

Ecco perché Attenborough è stato un grande del cinema
26 Agosto 2014 ore 18:30

Agosto è stato un mese di lutti per il mondo del cinema hollywoodiano: dopo Robin Williams, paladino dell’infanzia, e Lauren Bacall, donna fatale dei tempi che furono, il 24 agosto è scomparso Richard Attenborough, attore e regista di origine britannica.

Dopo aver debuttato in teatro e servito la RAF (Royal Air Force) durante il secondo conflitto mondiale, Attenborough ha recitato in un considerevole numero di film per il cinema e ne ha diretti una manciata. In entrambe le attività si è sempre distinto per la grande capacità professionale, riuscendo fra le altre cose ad aggiudicarsi due Premi Oscar con il medesimo film: è con Gandhi (1982) che Attenborough viene insignito delle statuette dorate al miglior regista e al miglior film (il film ne incasserà altre sei). Il lungometraggio, dalla durata considerevole di 185 minuti e dalla sceneggiatura sapiente, racconta per episodi la vita del Mahatma Gandhi. Nei complessi panni dello storico personaggio troviamo un Ben Kingsley al meglio delle sue potenzialità, diretto con sapienza da Attenborough. Per la vastità del progetto, il lavoro di Attenborough è senza dubbio la miglior pellicola biografica sulla vita del Mahatma realizzata finora e la scena finale, che mostra lo spargimento delle ceneri nelle acque del Gange, rimane senza dubbio il momento più evocativo di tutta l’opera.

 

 

Dieci anni dopo sarà la volta di un altro film dedicato a un personaggio noto e molto amato: Charlot (1992) è la biografia romanzata del grande Chaplin, mostro sacro del cinema delle origini. Charles Chaplin fu uno dei primi attori (insieme a Buster Keaton e a altri grandi meno noti) a rimodellare il genere comico, passando dalla modalità slapstick (fatta di inseguimenti rocamboleschi e movimenti sincopati) a pellicole più raffinate e impregnate spesso di una forte critica sociale (Tempi moderni; Il grande dittatore), sino ad arrivare al vero e proprio pessimismo drammatico di Monsieur Verdoux. Nel lavoro di Attenborough sarà Robert Downey Jr. a fare la parte del grande comico, dimostrando di saper interpretare ruoli di maggior pregio e difficoltà rispetto a quelli del supermilionario di Iron Man in cui lo vediamo ora. Fra le curiosità possiamo ricordare che Geraldine Chaplin, figlia autentica dell’attore cui il film è dedicato, è stata scritturata per interpretare la propria nonna (madre di Charlie).

 

 

Ma Attenborough è stato anche un attore di talento, interprete di alcune delle pellicole più amate e conosciute delle scorse decadi, a fianco di registi di grande livello. È il caso de Il fattore umano (1979), in cui Attenborough fu diretto da Otto Preminger. Come da marchio del regista, il film è un thriller misterioso che recupera i temi classici del noir hollywoodiano (da Preminger già aggiornati nel suo capolavoro Vertigine). Attenborough si cimenta qui nel ruolo classico del militare solitario, incaricato di scoprire chi si nasconda dietro una misteriosa e pericolosa catena di spionaggio: a fare il film è la costruzione del personaggio, che ci mostra un uomo tutto sommato debole, sconfitto dalla vita e dal peso di un matrimonio fallito, che cerca disperatamente un colpevole per dare un senso alla propria esistenza ormai svuotata di qualsiasi spessore.

 

 

Una decina d’anni dopo la collaborazione con Preminger, Attenborough viene chiamato da Spielberg per prendere parte a un film che segnerà un’epoca: Jurassick Park. Con più di novecento milioni di dollari di incasso, l’opera diventò un vero e proprio successo a livello globale, generando due seguiti (Attenborough parteciperà al sequel Il mondo perduto) e un reboot atteso per il 2015. Attenborough, ritornato sulle scene proprio con questo film, interpreta John Hammond, creatore del parco preistorico e fermamente convinto, esattamente come il suo staff, che la sua idea rivoluzionaria di intrattenimento possa fruttare del denaro. Saranno le circostanze non certo positive che, solo nel finale, lo costringeranno a cambiare idea e ad accettare una diversa visione della vita.

 

https://www.youtube.com/watch?v=Aqj9HvlcRMI

 

Se c’è però un film per cui Richard Attenborough sarà sempre ricordato, questo è senza dubbio Miracolo sulla 34esima strada, diretto nel 1994 da Les Mayfield. Il film, remake dell’omonimo capolavoro degli anni Quaranta, è un’edificante favola natalizia per famiglie e proprio in questa veste è entrato stabilmente nel palinsesto della televisione italiana nel periodo delle festività. In questo caso Attenborough veste i panni del signor Kringle, impegnato nelle vesti del Babbo Natale di un grande magazzino, che cercherà di instillare un po’ della magia natalizia anche nel cuore della piccola Susan Walker, la quale non ci crede più. Non siamo certo di fronte a un titolo di spessore, ma il bacino di pubblico passato e presente di questa pellicola è tanto ampio che sarà impossibile non ricordare con affetto Richard Attenborough nelle rosse vesti di paladino del Natale.

 

https://www.youtube.com/watch?v=lNYOrOxqero

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