La principessa dell'Alta Valle

Perché la “notte d’inverno” ha riportato il sole a Clusone

Perché la “notte d’inverno” ha riportato il sole a Clusone
15 Dicembre 2014 ore 14:50

Il fenomeno delle notti bianche spopola ormai da anni in tutta Italia e, ovviamente, anche in bergamasca. In queste occasioni, ogni città accende le sue luci fino a tarda notte, riempie i suoi angoli di colori e musica e le sue strade di gente di tutte le età. Il giorno dura di più durante le notti bianche e la buonanotte sembra non arrivare mai. A conoscere meglio di tutti il fenomeno è la città di San Pietroburgo in Russia, situata su quel parallelo ideale (60° Nord), sotto l’orizzonte del quale il sole sembra non voler scendere mai. In questo modo regala la sua luce crepuscolare fino alle 22 di ogni sera di quel periodo dell’anno che va da maggio a luglio. Questo evento naturale ha qualcosa di così magico che tutte le città d’Europa (la prima è stata Parigi nel 2002) hanno voluto ricordarlo attraverso manifestazioni culturali e d’intrattenimento.

Ed è così che anche in Alta Valle Seriana il fenomeno ha cominciato a prendere piede. Da diversi anni, infatti, Clusone propone ad abitanti e turisti la classica manifestazione della “Notte Bianca” durante la quale a fare la parte del sole che non vuole tramontare sono le vetrine dei negozi e dei bar, che restano aperti fino a notte inoltrata, le luci delle bancarelle ed il rosso acceso dei costumi di qualche Babbo Natale.

Ma quest’anno c’è qualcosa in più. E questo qualcosa non sta solo nella denominazione dell’evento che si differenzia dai precedenti perché è chiamato “Winter Night” e non più semplicemente “Notte bianca”. Questo qualcosa ha un significato speciale e vi diciamo il perché.

Un’iniziativa tutta giovanile. Per la prima volta nella storia delle notti bianche clusonesi sono i giovani ad organizzare la festa. Non più Pro Loco, insomma, ma Consulta dei Giovani. Nata nel maggio 2011, la Consulta è un organo ufficiale del comune di Clusone, rappresentato da un gruppo di ragazzi dai 16 ai 32 anni. L’istituzione di questo nuovo organismo ha come obiettivo la rinascita della cittadina che, negli ultimi anni, così dicono i ragazzi della Consulta, “si è un po’ spenta”.

Ma cosa significa esattamente “riaccendere” una cittadina di quasi novemila abitanti come Clusone?

Il segreto si svela nella capacità di reinventare la tradizione della città, provando ad unire il presente con il passato attraverso un filo che collega il divertimento alle attività commerciali, alla cultura ed alla religiosità.

Sorprendere la comunità ed i numerosi turisti che durante le feste giungono sull’altopiano per trascorrere piacevoli vacanze è un altro degli obiettivi che la Consulta si propone di raggiungere. Non è facile essere all’altezza delle aspettative di tutti né trasmettere tradizione e cultura attraverso la leggerezza di un evento del sabato sera. Ma Clusone questa volta sembra esserci riuscita.

La manifestazione si è svolta sabato 6 dicembre dalle 16 alle 2 e per dieci ore ha intrattenuto tutti i visitatori della Città di Clusone. Da Piazza della Rocca a Piazza Orologio, da Piazza del Paradiso a Piazza S.Anna. Il profumo del vin brulè mescolato a quello delle cioccolate calde e dei bombardini dal giallo acceso venduti fuori dai bar, ha incorniciato l’inizio del lungo inverno dell’Altopiano.

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Divertimento e stupore. I ragazzi della Consulta hanno pensato a tutto. Doveva essere un sabato sera divertente sì, ma anche un sabato sera di cui ci si dovesse ricordare. Allora, i ragazzi hanno affiancato alle classiche manifestazioni di intrattenimento come gli spettacoli comici e quelli acrobatici, i concerti, le esibizioni sportive e le attività natalizie, un elemento del tutto nuovo: l’illuminazione architetturale. Quando si dice che c’è bisogno di risvegliare una cittadina “un po’ spenta” lo si intende letteralmente. Ecco allora che, per l’occasione,  Clusone si è accesa di luci nuove e colorate  al fine di mostrare nel modo migliore le sue bellezze. Gli archi di piazza della Rocca, le facciate del Santuario mariano del Paradiso e il palazzo del Comune hanno brillato come mai prima, ricordando ai cittadini ed ai turisti che Clusone è ancora viva e più bella che mai.

La cultura e la tradizione religiosa. Ma questo contenitore rumoroso e luccicante ha voluto lasciare anche spazio alla storia culturale di Clusone e alla sua tradizione mariana, celebrata soprattutto in occasione della festa dell’Immacolata.  Dal punto di vista della valorizzazione culturale, il MAT (Museo Arte e Tempo), che ha sede nel meraviglioso ambiente secentesco del Palazzo Marinoni Barca in Vicolo Caio a Clusone, in occasione della “Winter Night”, ha organizzato, in collaborazione con il Silence Teatro di Lovere, una performance teatrale che potesse rappresentare  uno spunto di riflessione sul patrimonio culturale artistico clusonese. Gli spettatori ed i visitatori sono stati accompagnati in un’atmosfera magica e atemporale da statue viventi rappresentanti gli abitanti del palazzo del XVII secolo.

All’interno del palazzo era possibile, inoltre, presso la Sala Permanente, da poco inaugurata, fare una passeggiata nel ‘900 clusonese attraverso gli scatti fotografici della famiglia Cristilli che documentano la vita dell’altopiano dagli anni ’20 agli anni ’70.

All’uscita dal palazzo attraversando Via Clara Maffei e successivamente Piazza Uccelli  si può raggiungere piazza del Paradiso, rievocando un’altra epoca, il XV secolo. Più specificatamente si parla del 1450, anno in cui le monache di S. Chiara promossero la costruzione di una chiesetta dedicata alla Concezione della Beata Vergine. Trentotto anni più tardi il fabbricato fu ottenuto dai Frati dell’Ordine dei Serviti di Santa Maria dell’Osservanza e titolata come Chiesa di Santa Maria del Paradiso. Nel corso degli anni  questa fu trasformata nell’attuale solenne costruzione con facciata romanica, riconosciuta come Santuario Mariano nel 1906 e nel giorno della prima edizione della Winter Night di Clusone è rimasta aperta ai fedeli ed ai turisti fino a tarda sera per farsi ammirare nella sua splendida essenzialità artistica e religiosa.

Tra musica, arte e cultura, insomma, una notte davvero speciale, che come un bacio fiabesco è riuscita a risvegliare la bella principessa dell’Alta Valle, forse addormentata da troppo tempo.

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