Boss Clippers radiato per razzismo (Post Nba per Carlo Tavecchio)

13 Agosto 2014 ore 14:49

Post from Usa per Carlo Tavecchio, 71 anni, neopresidente della Federcalcio che, il 25 luglio scorso, a Roma, ha detto: «L’Inghilterra individua soggetti che entrano se hanno professionalità per farli giocare, noi invece ricamo che Opti Poba è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così».

Nonostante queste parole ributtanti, Tavecchio è stato eletto capo del calcio italiano per 4 volte campione del mondo, per una volta campione d’Europa e olimpico e vicecampione d’Europa in carica.

Negli Stati Uniti, invece, il signor Donald Sterling, 80 anni, proprietario dei Los Angeles Clippers dall’81, quando acquistò il club per 12,5 milioni di dollari, è stato radiato dall’Nba, il campionato di basket più importante e famoso del mondo; è stato multato di 2,5 milioni di dollari, devoluti ad organizzazioni che si battono contro la discriminazione ed è stato costretto a vendere il club dopo avere pronunciato alcune frasi razziste.

L’operazione è andata ufficialmente in porto nelle scorse ore: il nuovo proprietario dei Clippers è Steve Ballmer, ex amministratore delegato di Microsoft che ha rilevato il club per la cifra record di 2 miliardi di dollari.

Particolare non irrilevante: nella cessione della società ha ricoperto un ruolo decisivo la signora Shelly Sterling, moglie di Donald e contitolare del club: la signora  ha tirato un micidiale siluro al marito. Mrs Sterling, infatti, e il fondo di famiglia si sono impegnati a non intentare causa all’Nba che ha ratificato l’operazione e contro la quale il signor Sterlig ha annunciato che farà causa chiedendo 1 miliardo di dollari come risarcimento.

Sterling giudica illegale la procedura seguita dall’Nba, che si è avvalsa di registrazioni ritenute illegali dall’ex boss dei Clippers. Ma, essendo Sterling uno dei due proprietari del Fondo di famiglia che ha accettato di indennizzare l’Nba qualora perdesse una causa contro Sterling, il medesimo verrebbe praticamente risarcito in parte proprio da se stesso. «Una causa di Donald Sterling è prevedibile, ma completamente senza fondamento – ha dichiarato Rick Buchanan, consulente legale Nba -. È stata la moglie Shelly e non l’Nba a cedere i Clippers. Il signor Sterling si lamenta di fatti che non esistono».

Sterling era stato registrato a sua insaputa mentre parlava con l’amante, invitandola seccamente a non seguire le partite dei Clippers con persone non bianche e a non postare su Instagram foto che la ritraessero con afroamericani. La registrazione, diffusa in Rete dal sito Tmz, aveva scatenato l’inferno negli Stati Uniti, suscitando le proteste e la condanna anche di Barack Obama. A proposito di Magic Johnson, mito dell’Nba e della foto che lo ritraeva con la compagna dello stesso Sterling, questi aveva detto alla fidanzata: «Mi dà molto fastidio che pubblichi qualcosa che ti associ a gente di colore. Lo capisci?». Al che la donna aveva ribattuto: «Magic lo conosco bene e merita di essere ammirato». E Sterling:  «Lo conosco bene e merita di essere ammirato, quello che dico è che può essere ammirato privatamente. Non puoi metterlo su Instagram e non puoi portarlo alle partite, va bene?». Magic Johnson aveva reagito con classe: «È un peccato che Sterling provi questi sentimenti verso gli afroamericani che stanno lavorando per far vincere il campionato ai tifosi dei Clippers».

Gli stessi tifosi che si sono ribellati alle parole razziste del proprietario del loro club hanno contestato duramente l’ottantenne presidente, mentre alcuni sponsor hanno immediatamente rescisso i contratti con il club. Sterling, peraltro, è recidivo: nel 2005 patteggiò una causa intentata contro di lui per avere discriminato i neri e gli ispanici in alcune delle sue numerosisissime proprietà. Nel 2009, dovette scucire 2,7 milioni di dollari al termine di un’altra causa per discriminazione. Adesso l’hanno radiato a vita, così impara.

Che peccato che la Figc non sia l’Nba.

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