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Quegli ultrà in strada Genova a spalare il fango della Casta

Personaggi 13 Ottobre 2014 ore 10:00

Non ci hanno pensato un attimo. Il tam tam di Twitter e Facebook è stato immediato. Ma, stavolta non c’era da studiare la coreografia per il derby e non bisognava ritrovarsi per preparare cori e striscioni. Stavolta, com’era già maledettamente successo nelle altre due circostanze degli ultimi cinque anni, gli ultrà di Genoa e Samp sono scesi nelle strade di Genova e hanno cominciato spalare fango. A rimuovere detriti. Ad aiutare la gente in difficoltà.

Lo hanno fatto anche i giocatori delle due squadre, divise da un’acerrima rivalità sportiva, unite dalla volontà di non mollare e di essere vicini ai genovesi ora più che mai. Antonini, Gastaldello e tutti gli altri uomini di Gasperini e MIhajlovic hanno detto: siamo qui, pronti a dare una mano così, come Ferrero e Preziosi, subito in prima linea.

Ma è dagli ultrà che arriva una lezione di civismo e di civiltà. Sì, civismo e civiltà, termini che molti, troppi, non usano mai quando si parla di questo pianeta dipingendolo come la terra dei barbari e senza Dio.

Mentre questa Casta cialtrona e infame, piange lacrime di coccodrillo, non ha mantenuto le promesse di proteggere Genova e fra ritardi, beghe politiche, intoppi burocratici non è stata nemmeno capace di spendere il denaro che doveva spendere per le opere di sistemazione ambientale.

Mentre politici locali e nazionali devono fronteggiare la sacrosanta ira degli alluvionati, gli ultrà scendono in strada e spalano.

E ricevono la solidarietà concreta di tifosi di altre fazioni, amiche e non amiche, che o raggiungono direttamente Genova, come hanno già fatto atalantini e napoletani o preannunciano iniziative di aiuto. Adesso, Renzi promette 2 miliardi di euro (ma dove caspita erano lui e quelli che comandavano prima di lui in questi anni?).

Intanto, il sindaco, anziché dimettersi e scomparire, non molla la poltrona, ma verrà mandato a casa dalla rivolta popolare. Ora, conta solo aiutare i genovesi. E gli ultrà l’hanno capito subito. You’ ll never walk alone, cantavano quelli del Genoa a Marassi la sera dell’ultimo derby. L’inno della Samp è diverso. Ma dall’una e dall’altra parte ora suona la stessa musica. E contano solo le stesse parole.