Documentario bergamasco

Quegli studiosi che danno un nome alle salme dei naufraghi (e non solo)

Quegli studiosi che danno un nome alle salme dei naufraghi (e non solo)
Personaggi 26 Settembre 2017 ore 11:00

Avevano un nome, degli affetti, un mondo personale che si cerca di ricostruire partendo da ciò che resta del loro corpo. Sono novanta, dal 1995, i corpi non identificati di cui si è occupato il Labanof di Milano, il Laboratorio di antropologia e odontologia forense. Ora un bergamasco ha documentato il lavoro del laboratorio con il documentario Dove indica Circe (titolo originale Amabili Resti). È Mattia Colombo, di Treviglio, classe 1982. Con la sua opera è tra gli undici finalisti della prima fase del concorso Premio Solinas Documentario per il Cinema 2017 - in collaborazione con Apollo11.

 

 

Il progetto. Dove indica Circe, Colombo l’ha scritto insieme a Valentina Cicogna. Accade sovente, appunto, che nel Labanof, Laboratorio di Antropologia e Odontoiatria Forense dell’Università Statale di Milano, arrivino i corpi di coloro, che sono definiti “sconosciuti puri»: persone decedute alle quali non è immediatamente attribuibile un’identità, come nel caso di un senzatetto morto nell’indifferenza di una città, di un’anonima prostituta vittima di violenza o ancora di un naufrago risucchiato dal Mediterraneo. Spesso però nei sotterranei dell’ex Istituto di Medicina Legale approdano soltanto mucchietti d’ossa e indegradabili effetti personali, come un orecchino, un anello, un sacchetto di terra natia cucito nel giubbotto. Da questi frammenti di una storia, il gruppo di ricercatori guidati dalla dottoressa Cristina Cattaneo, fondatrice del Labanof, comincia l’opera certosina di analisi e ricostruzione del racconto che dietro quei resti si cela. Lo scopo sarà restituire al corpo, ai corpi, il più prezioso fra i beni andati perduti, l’identità. Non sempre sarà possibile giungere a un nome o un cognome, ciononostante l’unicità di ogni particolare individuo sarà onorata e il fine ultimo del Labanof perseguito, ovvero rispondere alla domanda che Cristina Cattaneo costantemente si pone: «Di quale società parlerà ai posteri il modo che abbiamo di trattare gli ultimi, fra i nostri morti?». Dove indica Circe è già stato premiato presso il Cinema Méliès nell’ambito del PerSo – Perugia Social Film Festival, in collaborazione con Apollo11.