Verso le elezioni

Regionali, Rossi contro Franco Intervista a due carissimi nemici

Regionali, Rossi contro Franco Intervista a due carissimi nemici
17 Febbraio 2018 ore 06:45

Per Forza Italia, dopo la scelta di Alessandro Sorte di correre per la Camera, Paolo Franco, segretario provinciale degli azzurri (e le sue spine nel fianco: il compagno di partito Jonathan Lobati e Riccardo Cagnoni per Noi con l’Italia). Per il PD, Matteo Rossi, presidente della Provincia che dopo tanta fatica (non retribuita) in quel di via Tasso ha deciso di compiere il grande salto. Ecco allora un faccia a faccia fra i due esponenti di spicco per la corsa alle Regionali. Che, nonostante si stimino, spiegano perché dovremmo dare all’uno o all’altro la preferenza.

 

   

Vent’anni di militanza e l’occasione della vita. Il presidente della Provincia Matteo Rossi è candidato alle regionali nella lista del Pd.

Rossi, perché non bisogna votare Fontana come presidente?
«Perché non è espressione del territorio e perché, rispetto a Maroni, non ha un rapporto con i lombardi. È stato messo lì dalla logica anti-maroniana di Salvini. Hanno scelto un pensionato della politica che stava riposando, per nulla autonomo dalle dinamiche dei partiti. Davvero non mi sembra, né nei toni né nel profilo, rappresentare la forza della Lombardia».

Cosa pensa dei contenuti e delle proposte che porta avanti?
«Non li ho ancora sentiti. A parte la “razza bianca” non mi sembra sia emerso nulla».

La sua candidatura però vi ha ridato entusiasmo…
«Per una volta sono gli altri a essere divisi e quindi, vivadio, cerchiamo di approfittarne».

Ci sono ancora sei punti di distacco, dicono.
«C’è anche il 37 per cento di elettori indecisi che possono cambiare le sorti del voto».

Pensate di potercela fare?
«Oggi come non mai».

Sulla Regione Gori c’è?
«C’è ovunque, quasi come me in Bergamasca. E sta facendo bene, nella linea di una politica che ascolta le persone».

E il Pd c’è con Gori?
«Assolutamente sì. E c’è da più di un anno, perché questa volta, rispetto a cinque anni fa, l’abbiamo scelto per tempo».

Perché dare la preferenza a lei?
«Perché penso di poter essere utile nel risolvere i problemi dei bergamaschi. Ho conosciuto la nostra terra, l’ho percorsa e studiata. Vorrei provare a servirla dalla Regione».

Che riscontri ha in questa campagna elettorale?
«Belli, quello che mi fa più piacere è che anche le persone che non voteranno Pd mi manifestano stima».

Le regionali sono una sfida anche nello stesso partito. Chi fra lei, Scandella e Barboni rischia di restar fuori?
«Per me è la prima campagna elettorale e sulla…»

Coordinatore provinciale di Forza Italia e presidente di Uniacque, Paolo Franco è candidato alle regionali nella coalizione di centrodestra.

Franco, perché non bisogna votare Gori come presidente?
«Perché il centrodestra sta amministrando da 25 anni con grandi risultati la Lombardia. Nella coalizione di Gori ci sono quelli che sanno solo dire no a tutto, soprattutto sui temi delle infrastrutture e della viabilità. Le nostre valli da questo punto di vista hanno bisogno di un cambio di passo che Gori e suoi non garantirebbero. Un esempio per tutti, la Bergamo-Treviglio».

Cosa pensa dei contenuti e delle proposte che porta avanti il centrosinistra?
«Le proposte sono una cosa, realizzarle un’altra. Se Gori fa come ha fatto in Comune, non andiamo da nessuna parte».

La sua candidatura però un po’ vi preoccupa…
«Nient’affatto, semmai è uno stimolo per fare ancora meglio».

Ci sono solo sei punti di distacco, dicono.
«Nelle urne ce ne saranno molti di più. Non so se l’ha notato, ma Gori non dice mai che insieme a lui c’è il Pd: ci sarà un motivo».

Qual è, secondo lei?
«Che ha vergogna a dirlo».

Non esageri, lo farà per pescare anche nell’area moderata.
«È evidente, ma quando peschi in un altro elettorato devi dire che con chi poi ti metti insieme».

Pensate di potercela fare?
«Sì».

Sulla Regione Fontana c’è?
«C’è ed è il profilo più istituzionale che la Lega poteva mettere in campo. Una persona che ha ben chiaro quali sono le problematiche delle amministrazioni. Ed è la Regione che deve salvare province e comuni dal malgoverno della sinistra che ha sottratto loro le risorse».

Forza Italia c’è con Fontana?
«Allineata e coesa».

Perché dare la preferenza a lei?
«Perché ho ben chiaro che cosa andare a fare in Regione, cioè salvaguardare…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 13 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 22 febbraio. In versione digitale, qui.

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