Ritratto della senatrice Pd

Rimpianti e amori di Monica Cirinnà

Rimpianti e amori di Monica Cirinnà
Personaggi 19 Febbraio 2016 ore 10:22

Chissà quanto rimpiange il tempo in cui si occupava di cani e di gatti e raccogliere maggioranze era un gioco da ragazzi. Altri tempi per Monica Cirinnà, la bionda senatrice che ha messo al sua firma sotto il disegno di legge sulle unioni civili. Allora aveva anche i capelli lisci e placidi, non la capigliatura inquieta, tutta ricci e onde di oggi. Allora la si vedeva sempre sorridere, oggi capita sempre più di frequente vederla strapazzata, attonita, a volte sull’orlo delle lacrime. La battagliera Monica, si era convinta di fare un bella cavalcata trionfale con tanto di osanna e di corteo di fans alle spalle, invece si trova ad annaspare su un terreno vischioso, tempestato di trappole. Ogni giorno il percorso s’ingarbuglia e invece di puntar la via di uscita sembra volersene allontanare. Possiamo solo immagine le pene della senatrice Pd nel veder sfuggire di mano una cosa che le sembrava di aver in pugno.

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Lei che viene da una vita politica tutta rose e fiori, senza soluzioni di continuità, dal senato sin dentro le mura di casa. Anche la sua vita privata infatti è molto connotata, grazie a quella storia d’amore con un ben collaudato leader del Pd romano, Esterino Montino. Lui si è portato in dote da un precedente matrimonio quattro figli, lei invece solo una colonia di cani e di gatti. Come racconta, «il 1991 è stato per me un anno importante. Ho infatti fondato l’ARCA (Associazione Romana Cura Animali) con l’obiettivo di prendersi cura delle colonie feline e dei gatti e di assistere i loro amici umani, a Roma detti “gattari”, in tutte le situazioni difficili, oltre ad aver combattuto per l’approvazione, poi avvenuta, di una legge che anche in Italia vietasse la soppressione di cani e gatti nei canili comunali».

Due anni dopo era eletta consigliera al comune di Roma, nelle fila dei Verdi, con Francesco Rutelli sindaco. Che evidentemente ne conosceva la passione e così la nominò Consigliera Delegata alle Politiche per i Diritti degli Animali e Vicepresidente della Commissione Ambiente. E lei nel giro di poco tempo inaugurò il primo ufficio comunale per i diritti degli animali, un’esperienza di cui va orgogliosa e che, come lei tiene a sottolineare, «venne poi esportata in tanti altri Comuni». Una come lei non poteva sopportare che in una città come la sua ci fosse un luogo dove gli animali stavano chiusi in gabbia. Ecco così che il celebre zoo romano di villa Borghese, con la bacchetta magica di Monica si trasformò in un ben più corretto Bioparco.

 

++ Unioni civili: seduta riprende domani alle 9.30 ++

 

Dopo gli anni frustranti all’opposizione con la giunta Alemanno, Monica decide di fare il balzo e di candidarsi al Senato. Eletta nel 2013, assegnata alla Commissione Giustizia, si è trovata lavata bollente di quello che lei stessa definisce «il famigerato “testo Cirinnà”», un disegno di legge che ha unito le tante proposte politiche sul tema delle Unioni civili. Un testo incardinato in aula come ddl 2081. Il resto è tutta storia di queste giorni, di risse, di strappi, di colpo di scena, di lacrime.

Meno male che alla senatrice Monica Cirrinà resta sempre lo sfogo della bella tenuta in Maremma, la CapalBIOfattoria, nella quale la coppia produce vino, olio, marmellate e ortaggi, dove lavorano i figli più grandi Fabio e Luca. E dove vivono felici gli altri tanti figli non umani: quattro cani, Arno, Luna e Orso maremmani enormi, e Libera, una piccola Beagle «che ho salvato dalla morte per sperimentazione nel terribile canile Green Hill». Poi ci sono quattro “figli” gatti tutti salvati dalla strada. Due cavalle e degli asini amiatini. Insomma una famiglia allargata.

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