Menu
Cerca
Il dopo Pisapia a Milano

Sala sarà sindaco? I pro e i contro

Sala sarà sindaco? I pro e i contro
Personaggi 08 Febbraio 2016 ore 15:20

Ha vinto come previsto Beppe Sala. Sarà lui il candidato del Pd per la successione di Giuliano Pisapia come Sindaco di Milano. Sulla carta parte favorito, come lo era in occasione di queste Primarie. Ma la strada verso Palazzo Marino potrebbe essere meno semplice di quel che sembra. Sala ha indubbiamente dalla sua alcuni punti di forza, ma ci sono incognite e insidie di cui si deve tener conto. Proviamo ad analizzarle.

8 foto Sfoglia la gallery

I punti di forza. Il primo è certamente la notorietà e anche popolarità acquisita con Expo, nonostante Sala non abbia il phisique du rôle del politico star. Ha un’aria abbastanza casereccia, un look a volte un po’ impiegatizio. Ma l’esperienza di Expo lo ha indubbiamente reso più sciolto. Sala è un uomo che ispira molta fiducia, uno a cui affideresti le chiavi di casa. Uno molto pratico, da cui magari non ti aspetti visioni e intuizioni avveniristiche ma che sai gestirà con razionalità e coscienziosità il day by day. Del resto il suo programma non è fatto di parole d’ordine roboanti, ma di obiettivi semplici e a volta molto maniacali (ad ogni incontro ha ripetuto di voler trovare un accordo con Confcommercio per regolarizzare il carico scarico delle merci in città…).

L’esperienza di Expo gli ha anche permesso di conoscere e farsi conoscere da tutti i soggetti che hanno leve in città. Non ha mai avuto scontri frontali con nessuno. Ha lavorato con sufficiente armonia anche una regione che in questo momento è sua oppositrice politica. Per la storia che ha avuto (manager in Pirelli) conosce bene anche il mondo industriale della città. Insomma è uno che ha già un’agenda di relazioni da sindaco. Infine è un moderato, quindi perfettamente in linea con il modello Partito della nazione renziano. Un candidato capace di intercettare molta fiducia nell’elettorato di centro e quindi adatto a tamponare una eventuale risalita del centro destra. Certamente avrà al suo fianco Renzi, che al voto di giugno non si può certo permettere di perdere oltre Roma e Napoli, ma anche Milano…

 

Milano:boato gioia a comitato Sala a dati seggio 'comunista'

I punti di debolezza. Per le primarie sono andati a votare in 61 mila, nonostante un’apertura di alcuni seggi anticipata al sabato. Per Pisapia erano stati 67mila. Un segnale di un entusiasmo che va esaurendosi? Questo è un sintomo a cui prestare molta attenzione perché la strada è ancora lunga e se la disaffezione inizia a farsi largo sul progetto politico di Sala, potremmo assistere a un calo di interesse e di consensi per il candidato. Pisapia aveva vinto sull’onda di un progetto che aveva conquistato una città da sempre orientata al centrodestra. Per di più Sala deve fare i conti con tutta l’ala sinistra del Pd e con la sinistra di Sel che sono molto fredde nei suoi confronti. Pisapia stesso aveva lanciato una candidata, Barbara Balzani, uscita sconfitta dal confronto alle Primarie.

Sala poi deve fare i conti con una altro fattore: il centrodestra con ogni probabilità gli piazzerà contro un candidato fotocopia, un uomo di storia berlusconiana ma che ha ottenuto totale fiducia da parte di Matteo Salvini. Insomma nel nome di Stefano Parisi il centrodestra si presenta unito, con un candidato di grande rispettabilità, che conosce la macchina del Comune meglio ancora di Sala, essendo stato city manager della giunta Albertini. Per Sala non si tratterà di sfidare gli utopismi un po’ a buon mercato della Balzani (mezzi pubblici gratis per tutti…), ma le analisi di un rivale che sa ad esempio qual è la situazione delle periferie milanesi, vero anello debole dei cinque anni di Pisapia, e che ha una notevole capacità di visione sullo sviluppo della città: fu lui a fare di Milano la città più cablata d’Europa. Insomma la partita è più che mai aperta.

 

Milano: Toti, vince Sala, a Chinatown dicono "vittolia!"

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli