Eroe per caso

Ha salvato la vita a una donna che stava per buttarsi nel vuoto

Ha salvato la vita a una donna che stava per buttarsi nel vuoto
Personaggi 23 Aprile 2018 ore 07:15

Prontezza di riflessi, velocità di pensiero e, infine, una discreta dose di coraggio. Senza queste qualità Alessandro Ventura, ventenne verderese, non sarebbe certamente riuscito a strappare dal baratro una donna di mezza età che, nella tarda serata di martedì 10 aprile, aveva deciso di compiere il gesto più estremo lanciandosi dal Ponte San Michele. Ma il giovane, resosi miracolosamente conto di quanto stava per accadere, è riuscito in una frazione di secondo ad afferrare al volo la donna, strappandola così da una morte certa.

Il racconto. Un gesto eroico che il ragazzo ha raccontato, felice che dopo quegli attimi di panico tutto si sia alla fine concluso per il meglio. «Erano quasi le dieci di sera. Arrivando da Calusco ho aspettato il verde del semaforo e avevo altre cinque macchine davanti a me. Transitando sul ponte mi sono accorto ad un certo punto di un’ombra a lato della strada. Sono riuscito a scorgerla con la coda dell’occhio e non ci ho pensato un secondo. Mi sono subito reso conto che poteva essere qualcuno che stava per buttarsi», ha raccontato il ragazzo. Il quale ha poi spiegato di aver lasciato immediatamente la macchina in mezzo alla strada senza pensarci un solo istante, riuscendo così a salvare la donna dal salto nel baratro che stava per compiere. «Ho inchiodato sul freno non appena l’ho vista. Ho aperto la portiera e sono subito corso verso le barriere. Ho lasciato l’auto ferma in mezzo alla strada con il motore acceso e la portiera aperta senza esitare un solo secondo. Un attimo perso a tergiversare e la signora sarebbe morta», ha proseguito nel suo racconto il giovane verderese, che si è ritrovato a vestire i panni dell’eroe per caso.

 

 

Il ventenne ha spiegato di aver trovato la donna già al di là della doppia grata che separa il tratto di strada asfaltata dal vuoto sottostante e di come quindi abbia anche avuto una certa dose di fortuna nel riuscire a raggiungerla in tempo per poterla salvare dall’estremo gesto. «Quando sono arrivato sul posto ho trovato la signora al di là delle grate di protezione. Ho cercato prima di tutto di aprirle, ma non riuscendoci non ho insistito e ho deciso di afferrarla facendo passare il mio braccio tra le sbarre. Fortunatamente ci sono riuscito appena in tempo, la donna aveva già una gamba nel vuoto».

L’abbraccio. Dopo essere miracolosamente riuscito ad impedire il peggio, il giovane ha pensato bene anche di tenere la donna abbracciata per impedire che provasse nuovamente a gettarsi, cercando di lasciarla sfogare stabilendo un contatto con lei. «L’ho tenuta stretta alla grata. Era molto scossa, inizialmente mi diceva di lasciarla andare ma non ho mollato la presa. Ho pensato di parlarle e ho cercato di tranquillizzarla, alla fine la donna si è lasciata andare in un pianto a dirotto. Ho cercato in ogni modo di farla parlare, per cercare anche di temporeggiare nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi», ha spiegato ancora il verderese. Che ha poi descritto anche gli attimi di confusione che hanno finito per coinvolgere anche altri numerosi passanti, che si sono resi disponibili aiutando il giovane nel salvataggio. «Tutto intorno si è venuto a creare un gran capannello di persone. La mia macchina era ancora lì ferma in mezzo al ponte e nel frattempo arrivavano anche auto dalla direzione opposta. Per fortuna la gente ha iniziato a rendersi conto di quanto stava accadendo e mi ha aiutato chiamando i soccorsi. C’era anche un’ambulanza che già transitava lì per caso, ma anche l’arrivo dei carabinieri è stato tempestivo e sono quindi riusciti a recuperare la donna e trarla definitivamente in salvo. Mi sento in dovere di ringraziare tutti quelli che si sono fermati, il loro aiuto è stato davvero indispensabile in una situazione del genere», ha affermato il giovane.

 

 

Toccante è stato poi il racconto delle sensazioni che il ventenne ha provato in quel momento così concitato che lo ha visto protagonista. «L’adrenalina è stata fortissima. Quando le vedi in televisione queste cose pensi siano assurde e che non ti capiteranno mai, è stato uno shock viverla in prima persona. All’inizio non ho pensato a nulla, solo a tenerla abbracciata e a consolarla, ma ora a mente fredda mi rendo conto di aver salvato una vita e l’emozione che provo è molto forte. L’importante è che tutto sia andato per il meglio, se non mi fossi accorto di quell’ombra non so cosa sarebbe successo… Ora spero davvero che la signora possa riprendersi. Alla fine è riuscita a dirmi un grazie, mi piacerebbe magari incontrarla o contattarla in futuro. Sono felice che alla fine sia andato tutto bene».

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