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Il ventilatore che spara fango su Colantuono e sull’Atalanta

Personaggi 10 Febbraio 2015 ore 11:52

Non c’è niente da fare. Ormai il riflesso è condizionato e il ventilatore che spara fango scatta anche da solo. A giudicare dai titoli e dai commenti di alcuni giornali in edicola stamane, Stefano Colantuono e Gabriele Zamagna, rispettivamente allenatore e direttore sportivo dell’Atalanta, sono già stati dichiarati colpevoli di frode sportiva in relazione alla partita Crotone-Atalanta del 22 aprile 2011 che avrebbero combinato insieme con Doni e Santoni. L’Atalanta non c’entra nulla, ma, naturalmente, per via della responsabilità oggettiva, a livello sportivo vengono subito ipotizzati gli scenari più inquietanti: penalizzazione, multe, addirittura rischio di retrocessione.

A molti che bazzicano il circo dell’informazione, hanno insegnato poco o nulla quattro anni di inchieste della magistratura ordinaria e calcistica sul calcioscomesse, centinaia di sentenze riformate in secondo e terzo grado, reputazioni e carriere svergognate davanti al mondo dalla gogna mediatica che non ha mai ripagato gli interessati dei danni causati loro da una comunicazione superficiale, usa e getta. Poi vallo a spiegare al tifoso che l’avviso di chiusura indagini è una cosa, la richiesta di rinvio a giudizio un’altra, il rinvio a giudizio un’altra ancora, il dibattimento in aula il passo successivo prima che una sentenza passi in giudicato dopo l’eventuale terzo grado di giudizio.

Colantuono è indagato con Zamagna dalla magistratura di Cremona, quindi è colpevole. L’equazione è semplice e chissenefrega se, invece, bisogna aspettare riscontri, prove, documenti. Se l’allenatore e il direttore sportivo dell’Atalanta non vengono mai nominati nella fatidica telefonata del 21 aprile 2011, alle ore 19,24, fra Doni e Santoni, mentre i quattro difensori citati (Troest, Bellini, Peluso e Ferri) non sono stati indagati?

I teoremi di colpevolezza sono già stati sfornati e chi s’è visto e s’è visto. Colantuono e Zamagna, a loro insaputa potrebbero essere stati citati in altre comunicazioni chissà da chi: per averne certezza bisognerebbe conoscere i dettagli dell’indagine, bisognerebbe rispettare i tempi tecnici (fra venti giorni  le richieste di rinvio a giudizio, poi la decisone del magistrato competente, poi presumibilmente in giugno il processo di primo grado, eccetera eccetera).

Ma che cosa conta, tutto questo? L’importante è sputare sentenze subito, poi si vedrà. D’altra parte, nel maggio 2012 Mimmo Criscito non venne escluso dai convocati per gli Europei perché indagato a Cremona? Ieri Criscito è stato prosciolto, assieme a Bonucci che, invece, agli Europei andò. Avete letto o sentito di scuse che la Federazione Italiana Giuoco Calcio abbia presentato al difensore dello Zenit?

Colantuono e Zamagna, qua la mano.