Dal Giornale di Merate

Veronica sconfigge la malattia e si consacra a Dio: «Sono felice»

16 Settembre 2016 ore 05:30

«Ora sono felice, penso di avere trovato la mia strada».

Veronica Cortinovis ne è certa e basta sentire l’entusiasmo nella sua voce per condividere la sicurezza e la gioia.

La scorsa settimana la 29enne ha raggiunto uno dei traguardi più importanti della sua vita entrando a far parte dell’istituto secolare delle Piccole Apostole della Carità, consacrando la sua vita alla condivisione e alla preghiera. Un percorso che richiede impegno e fede, ma che per Veronica è stato messo alla prova anche da una grave malattia che l’ha colpita mentre si preparava a questo passo e che l’ha tenuta ostaggio per un anno e mezzo.

«Sono nata e cresciuta a Villa d’Adda e fin da piccola mi sono sempre trovata bene in mezzo alle persone, mi piaceva frequentare l’oratorio e anche crescendo non l’ho mai lasciato. Mi sono ritrovata così ad essere una giovane educatrice per i bambini che frequentavano il centro parrocchiale, guidavo i più piccoli nelle loro attività e nelle loro preghiere, ma da subito mi sono resa conto dell’importanza di questo compito: parlare di Gesù non è facile e io volevo essere sicura di riuscire a farlo al meglio. Per questo mi sono affidata a quello che allora era il curato di Villa d’Adda e che per me è stato una guida. E’ stato una figura molto importante che ha saputo guidarmi in questo percorso di fede».

 

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Continua Veronica: «Intanto crescevo e i miei studi mi hanno portata a frequentare il corso di laurea in Filosofia all’Università degli Studi di Milano. Dopo i tre anni di questo corso, ho scelto una specializzazione in Pedagogia. Durante questa ultima parte del mio percorso di studi, ho incontrato una compagna che faceva parte delle Piccole Apostole della Carità. E’ stata lei ad avvicinarmi a questo mondo e a farmi scoprire questo istituto secolare. Io avevo sentito la mia vocazione già ai tempi dei discorsi con il curato in oratorio, ma questo nuovo incontro non ha fatto che confermare le mie intenzioni. Da questa sicurezza è scaturita la mia scelta di entrare a far parte dell’istituto con sede a Ponte Lambro in provincia di Como che ospita l’attività delle Piccole Apostole. Ora sono passati esattamente tre anni e guardandomi alle spalle posso dire che è stato un percorso intenso e di certo non facile. La prova più dura che ho dovuto affrontare è stata la malattia che mi ha aggredita nel secondo anno di permanenza all’istituto. E’ stata una grande prova ed è stata l’occasione per affidarmi al Signore. Fortunatamente intorno a me c’era la mia famiglia, i miei genitori Antonella Sangalli e Luciano Cortinovis e mio fratello Simone, ma ovviamente anche tutte le ragazze che stavano condividendo il mio percorso. Ho subito un’operazione importante e ho dovuto aspettare molto tempo prima di riprendermi perché tra la riabilitazione e la convalescenza i passi da affrontare sono stati tanti. Fortunatamente tutte le cure sono andate per il meglio e mi sono rimessa completamente. Probabilmente senza questa difficile esperienza le cose sarebbero andate diversamente, del resto si sa che quando rischi la vita non perdi più l’occasione di essere felice».

Tornata in possesso della libertà dalla malattia, Veronica ha continuato il percorso nell’istituto di Ponte Lambro. Tra approfondimenti della spiritualità e il lavoro con i bambini della scuola primaria e dell’asilo che presentano problemi di disabilità, Veronica ha portato a termine il suo percorso.

«Ora sono davvero felice, so di aver trovato la mia strada. Stavo bene anche a casa, ma sapevo che il mio posto non era lì. Sabato 3 settembre ho emesso i primi voti a Ponte Lambro. Nel corso di una cerimonia ho professato i miei voti di castità, povertà e obbedienza.  E’ stato un bellissimo momento anche perché in tanti sono arrivati da Villa d’Adda per sostenermi organizzando addirittura un pullman insieme: alcuni miei vecchi educatori dell’oratorio, alcuni miei amici e ovviamente la mia famiglia. Sono voti che ripeterò ogni anno finché tra sei anni non farò la professione perpetua». La festa si è ripetuta anche domenica nella parrocchia di Villa d’Adda con la celebrazione della Messa e un buffet per dare a tutti l’occasione di salutare la giovane apostola.

Ora a Veronica non resta che portare a termine i suoi studi, un solo esame e un tirocinio e poi raggiungerà un nuovo traguardo. «Poi si vedrà, ora il mio futuro è nelle mani di altri, ovviamente le decisioni si prenderanno insieme, ma adesso la mia vita è dedicata alla missione apostolica dei primi discepoli di Gesù».

Chi sono le Piccole Apostole della Carità. Sono un istituto secolare fondato dal beato don Luigi Monza. I membri di questo istituto, richiamate dalla vocazione, si propongono  di essere come gli Apostoli con la Carità dei primi cristiani. Il gruppo è nato nel 1936 senza un progetto definito, solo in seguito si è chiarito l’impegno nella gestione e animazione di strutture a  servizio di bambini con disabilità, nella scuola, nella sanità, nelle imprese, nei servizi sociali o in attività di volontariato. Le Piccole Apostole della Carità sono contemplative nel mondo, immerse e impegnate nelle comuni attività, nella condivisione, mescolate fra la gente per testimoniare l’amore e sostenute anche dal dono della condivisione fraterna della preghiera, delle gioie e delle sofferenze, pronte di nuovo a ripartire.

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