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Se l’Atalanta piace più allo stadio nonostante un impianto da rifare

Personaggi 29 Dicembre 2014 ore 08:15

A Bergamo non si dice: vado allo stadio, si dice vado all’Atalanta. Il che basta e avanza per capire che cosa sia e che cosa rappresenti la Dea per la sua gente. Lo conferma l’interessante analisi firmata da Giovanni Cortinovis domenica mattina sulle colonne de L’Eco d Bergamo: “L’Atalanta piace più da vivo che in tv”.

Le statistiche di presenze e ascolti dopo 16 turni evidenziano come la società nerazzurra occupi il posto n.13 nella graduatoria delle presenze allo stadio Achille e Cesare Bortolotti (media partita 15.524) e sia invece penultima nella classifica dell’audience tv (media partita 388.275).

Tutto questo nonostante l’ingiustificabile e inaccettabile provvedimento  che ha vietato l’ingresso allo stadio di Bergamo ai non possessori della tessera del tifoso in occasione delle ultime due gare con il Cesena e con il Palermo. Provvedimento preso dai sottoposti di Alfano dopo gli incidenti del 22 novembre scorso, nel dopopartita di Atalanta-Roma, per i quali furono arrestati sei ragazzi, poi trasferiti ai domiciliari perché sono caduti ben 7 degli 8 capi d’accusa mossi nei loro confronti. E, prima di sputare sentenze di colpevolezza, come è già stato fatto dai soliti farisei, vedremo come andrà a finire in tribunale dopo il terzo grado di giudizio poiché la presunzione d’innocenza è garantita dalla Costituzione sino a quando una sentenza non sia passata in giudicato. O no?

Nel frattempo, s’impongono altre considerazioni, sperando che, per la gara interna con il Chievo del secondo turno 2015, da Roma la piantino di accanirsi contro i tifosi bergamaschi.

1) Provate ad immaginare quale sarebbe l’affluenza alle partite dell’Atalanta se la stessa disponesse di un impianto moderno, polifunzionale, sicuro, aperto sette giorni su sette e non soltanto un giorno ogni due settimane e non soltanto per ospitare partite di calcio, come succede da anni in Inghilterra, in Germania, in Olanda, tanto per fare paragoni.

2) Provate ad immaginare che cosa significherebbe per l’Atalanta uno stadio di proprietà, in termini di fatturato, di bilancio, di competitività sul mercato, di ambizione europea.

3) Provate ad immaginare se, dopo cinquant’anni di inerzia, ignavia, incapacità di affrontare il problema, la classe politica locale riuscisse finalmente a risolvere il problema. Ma qui sta il problema.

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