Chi si perde in pensieri inutili e spaccia balle in continuazione

16 Agosto 2014 ore 10:50

I misericordiosi: quelli che si immedesimano a tal punto nel bisogno dell’altro da considerarlo proprio e prendono come un dono fatto a sé la possibilità di provvedervi. Non c’entra niente esser generosi: dipende da come ci si concepisce rispetto all’altro. Un urlo in spiaggia: per quelli col cuore attento, il bambino che si è fatto male è sempre “il mio bambino”, anche se non hanno figli e se quello che ha gridato non sanno chi sia. Fino a un secondo prima. E i puri di cuore, chi sono costoro?

«Qui non levavit ad vana animam suam nec iuravit in dolum» canta il salmista. Ovvero: chi non si perde in pensieri inutili e non spaccia balle in continuazione.

Ok: quali sono i pensieri inutili? Su questo si può essere abbastanza precisi. Sono quelli cui si ricorre quando si vuole evitare di riconoscere una verità palese o addirittura un dato di fatto. Noi stiamo facendo i compiti sul Vangelo di Matteo, ma la più ampia antologia di pensieri vani (nel senso appena detto) si trova in quello di Giovanni. Un caso per tutti: quello del cieco nato. Il Signore lo incontra, gli mette del fango sugli occhi, gli dice di andare a lavarsi a una certa vasca, quello va e torna che ci vede.

Pensieri vani della gente che lo incontra al ritorno dalla vasca, in ordine di apparizione: non è lui, ma uno che gli assomiglia (risposta: sono io); come ha fatto a tornarti la vista? (risposta: incontro, fango, piscina, ); dov’è ora quello del fango? (risposta: non lo so); come ha fatto a tornarti la vista (da ripetersi n volte)? (risposta: incontro, fango, per n volte); osservazioni transitorie: quello del fango non può venire da Dio, perché oggi è sabato; domanda capziosa: tu chi dici che sia quello del fango? (risposta: un profeta); dove sono i genitori di questo falso invalido? (invitati a presentarsi, vengono loro somministrate le domande precedenti ma i due si avvalgono della facoltà di non rispondere); pressante invito rivolto all’ex-cieco: confessa che l’uomo del fango è un delinquente (risposta: se sia un delinquente non lo so. So soltanto che mi ha ridato la vista); e come ha fatto a ridarti la vista? (risposta: ve l’ho già detto mille volte, forse volete diventare suoi discepoli?); turpiloquio all’indirizzo dell’ex-cieco con accenni ideologici a Mosè e successiva disputa articolata su chi possa e chi non possa essere ascoltato da Dio (risposta: ok. Però questo non toglie che io prima non ci vedessi e ora ci vedo. Mai sentito niente di simile); conclusione: non hai nemmeno finito le elementari e vuoi insegnare a noi? Togliti dai piedi (et eiecerunt eum foras, in originale).

I summenzionati tutto sono, meno che puri di cuore. Parlano e agiscono (il mandato di comparizione a carico dei genitori è un atto giudiziario) nel solo intento di negare che i fatti siano quelli che sono. Il dibattito ideologico su Mosé è la quintessenza di un talk-show sul governo prossimo venturo. L’irritazione per la fermezza con la quale il loro interlocutore ripete la cronaca degli avvenimenti, l’accusa di non far parte della classe colta e la decisione finale di toglierselo da davanti sono i passi necessari a costruirsi la convinzione di non aver mai assistito al recupero della vista da parte di un cieco nato. Dunque: pensieri e parole forzati a cadere al più presto nel dimenticatoio. Obbligati a non esserci mai stati. Vani, per dirla col salmista.

L’ex invalido, al contrario, richiesto da Gesù se credesse nel Figlio dell’uomo, gli domandò a sua volta: E chi è, Signore, perché possa credergli? Risposta dell’uomo del fango: Lo stai vedendo; coincide con chi ti sta parlando. L’altro gli si getta ai piedi in adorazione. Il minimo che potesse fare, direi.

Il cieco è un puro di cuore perché prende atto di un beneficio ricevuto senza tirare in campo ragionamenti che gli farebbero perder tempo – nel migliore dei casi – fino a convincerlo di averci visto da sempre – nel peggiore.

Ecco perché quella mattina, con tutti che lo ascoltavano, Gesù di Nazareth ha potuto dire: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Si riferiva a quelli che, stupiti di essere stati guariti così in fretta e in modo tanto indolore, lo avevano riconosciuto per quello che era. Fino al punto in cui potevano riconoscerlo, ovvio.

Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
ANCI Lombardia