Auguri al numero 1. Con alcuni video.

Buffon, il Superman nazionale che fa 500 partite con la Juventus

Buffon, il Superman nazionale che fa 500 partite con la Juventus
29 Ottobre 2014 ore 12:45

Una volta, ai tempi del Parma, Ermes Fulgoni fermò l’allenamento e cominciò a sbraitare: «Lo vedere questo qui? Perché non fate come lui? Ve lo dico io, questo vi bagna il naso a tutti, e in prima squadra e in nazionale ci arriva prima di voi». Gigi Buffon all’epoca era soltanto un ragazzino con le guance rosse e i capelli al vento, ma già riusciva a essere più bravo dei titolari, delle riserve, e anche di quelli che vengono dopo le riserve. Lungimirante preparatore o profeta con i guantoni, Fulgoni benedì Buffon e la sua carriera che, di lì a poco, sarebbe decollata. Gigi oggi festeggia cinquecento presenze con la maglia della Juventus, e sono tante perché mica in tanti sono riuscite a raggiungerle.

Strano destino, poi. Per la cinquecentesima la storia ha scelto il Genoa, che la Juventus affronta stasera in campionato. Era la squadra per cui Buffon tifava da bambino, tant’è che avrebbe voluto giocarci “per amore”. Poi alla Juventus si erano accorti che senza Del Piero (andato in Australia), non potevano lasciare andare via anche un’altra bandiera. E, così, gli hanno offerto un altro contratto, che Buffon dovrebbe proprio firmare a giorni. La clausola è fino al 2017, ma lui vorrebbe arrivare fino al 2018 perché ci sono i Mondiali e nessuno ne ha mai giocati così tanti. Comunque sia finirà lì, a Torino, la sua storia sulla linea di porta. Nella sua autobiografia Buffon ha scritto che avrebbe voluto indossare le maglie di: Real Madrid “per importanza”, Celtic “per la divisa”, West Ham “per la tifoseria”, e Borussia Monchengladbach “per il nome”. Il suo, di nome, è però legato a un’unica, grande realtà: quella della Juventus.

La dimensione bianconera di Gigi ci proiettò nel mito di un pomeriggio umido di fine agosto. Era il 2001, la Juventus affrontava il Venezia di Prandelli, ma Buffon quel giorno non poteva sapere che sarebbe diventato realmente il numero uno di un’epoca. Aveva 23 anni, era già il portiere della Nazionale, e Agnelli dovette sborsare cento miliardi di lire per portarlo via da Parma. Subì il primo gol alla terza giornata (Marazzina) e questo ci fece capire quanto dura poteva essere per gli attaccanti trovare uno spazio tra lui e la gloria. Faccia di gomma, mani grandi, occhi spiritati, Buffon ci è sempre sembrato un superman con l’aria da bravo ragazzo. Arriva al campo con l’aria da Clark Kent, ma alla prima cabina telefonica diventa SuperGigi. Con la Juve ha vinto tutto, anche le coppe e gli scudetti, e con la Nazionale pure.

«Vediamo se lo faccio giocare», ha scherzato Allegri. Ma Gigi non è mai stato in discussione. Mai, nemmeno quando era giù di corda. Nel 2008, già all’apice di una carriera con pochi eguali, Gigi rivelò al mondo che anche i calciatori sono uomini: «Era come se la mia testa non fosse mia, ma di qualcun altro, come se fossi continuamente altrove». Si era ammalato di depressione, e ci volle un po’ per tornare a essere sereno. Capitano coraggioso, nel 2012 si presentò davanti al Presidente della Repubblica Napolitano per un discorso alla nazione e una tirata d’orecchi ai politici, e tutte le volte che c’è stato bisogno di metterci la faccia (Juve o Nazionale che fosse) Buffon ce l’ha messa. Sempre. Buffon spegnerà le cinquecento candeline lanciandosi poi all’inseguimento del podio formato da Furino (528), Scirea (552) e Del Piero (705). Sono già arrivati gli auguri di Alex (che adesso gioca in India) via Twitter: «Complimenti al #1 @gianluigibuffon! In bocca al lupo per la 500esima volta con la Juventus». Ma è l’Italia che glieli fa, non solo il popolo juventino.

 

BUFFON TWITTER

 

Un video con le 10 migliori parate di Buffon.

 

 

Un video con altri strepitosi miracoli di Superman Buffon.

 

http://youtu.be/qY9t8n2b_w4

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