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Sei mesi sono sin troppo pochi Tavecchio, ora vattene

Personaggi 07 Ottobre 2014 ore 14:00

Cominciamo da qui, tanto per schiarire la memoria ai reggicoda e ai velinari che, in questi mesi, hanno cercato di mettere la sordina alle seguenti e ributtanti parole pronunciate dal signor Carlo Tavecchio in Roma, il 25 luglio scorso: «L’Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Opti Poba è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così»

Cominciamo da qui perché la squalifica di 6 mesi inflitta dalla Disciplinare Uefa al presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio impone al presidente del Coni, Giovanni Malagò, di dimissionare, rimuovere, cacciare – faccia lui – il medesimo Tavecchio, nominando subito un commissario.

E poco importa se, immediatamente dopo la stangata, addirittura con un comunicato ufficiale sul proprio sito la Federcalcio si è affrettata a ribadire che il capo del calcio italiano si asterrà sì dal partecipare al congresso Uefa 2015 e ai lavori delle commissioni, ma continuerà a fare ciò che per cui è stato eletto.

Sebbene sei mesi siano sin troppo pochi, considerata la gravità delle sue affermazioni, Tavecchio non può rimanere dov’è per evidenti ragioni: in campo internazionale è un presidente dimezzato, anzi azzerato. In ambito interno, la sua posizione è notevolmente indebolita da un provvedimento europeo che suona come un’autentica messa al bando. Senza contare le ripercussioni sull’immagine del nostro calcio: già l’Italia in ambito Uefa e Fifa conta come il due di bastoni quando a briscola comanda spade. L’anno prossimo il presidente della Figc non potrà manco votare per il nuovo numero uno Uefa, che poi sarà lo stesso di oggi, cioè Platini. Secondo il quale, Roma, 12 settembre, conferenza europea contro il razzismo nello sport, Tavecchio ha pronunciato “parole riprovevoli”. Un preannuncio di squalifica che oggi è diventato realtà. E, al neosqualificato non è servito manco il pellegrinaggio votivo compiuto la settimana scorsa a Zurigo, negli uffici di Blatter, il presidente della Fifa.

Comunque, a Tavecchio resta sempre Lotito, consigliere federale con delega alle riforme, quello che undici giorni fa ha offeso Marotta («Con un occhio gioca a biliardo e con l’altro segna i punti»). Avanti, c’è posto.

 

Il video con la frase incriminata Tavecchio.

 

 

Crozza che imita Tavecchio.