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Tempi Nuovi con Maurizio Micheli Ricordare nell’epoca della velocità

Personaggi 18 Aprile 2019 ore 09:10

È nato a Livorno ma è cresciuto a Bari, Maurizio Micheli, un attore della “vecchia guardia” con una carriera alle spalle lunga quanto l’interminabile scia dei suoi successi. Teatro, televisione e cinema lo hanno visto impegnato in un carosello caleidoscopico di volti e interpretazioni sin dagli esordi del lontano 1972. Una maschera fatta di arguzia, bonomia e assoluta padronanza dei tempi scenici che ha subito rivelato la qualità e l’autorevolezza degli studi compiuti al Piccolo di Milano sotto l’egida di Giorgio Strehler. Recentemente è stato impegnato in teatro fino al 2016 con Sabrina Ferilli e Pino Quartullo nella commedia Signori… le paté de la maison, tratta da un lavoro di Matthieu Delaporte e Alexandre De La Patellière. E adesso è la volta di Tempi Nuovi, spettacolo diretto da Cristina Comincini, che lo vede protagonista assieme a Iaia Forte, affiancati entrambi da Sara Lazzaro e Nicola Ravaioli. La storia, molto attuale, racconta di un nucleo familiare alle prese con i cambiamenti veloci e sorprendenti della nostra epoca in cui l’estrema velocità impressa al vivere quotidiano rende labili i rapporti. Giuseppe è uno storico “all’antica” circondato da migliaia di libri. Il figlio Antonio pratica tutte le logiche della sua epoca fatta di collegamenti rapidi e slegati dal passato. Sabina, la moglie di Giuseppe, è una giornalista che segue corsi di aggiornamento tecnologici dandosi arie di donna moderna. Clementina è la figlia maggiore: fa credere di convivere con Davide, ma presto metterà in subbuglio la famiglia con una notizia bomba.

 

 

Una commedia che sottolinea conflitti generazionali in atto…

«È incredibile constatare come il testo racconti di persone legate da affetto ma distanti per ragioni generazionali che reagiscono in modo sorprendente. I giovani, ma anche la moglie, apparentemente progressisti, sono molto più rigidi e categorici del professore antitecnologico e chiuso nel suo mondo fatto di memoria e libri».

Cosa rappresenta per lei l’accelerazione impressa da Internet al nostro mondo?

«Sono un signore di una certa età. Devo confessare che non ci capisco molto di queste cose. Naturalmente mi accorgo che il mondo va davvero troppo di fretta, e questo non riesco a farmelo piacere. Per una strana coincidenza, il personaggio somiglia in modo impressionante a Maurizio Micheli!».

Senso della storia e generazione Millenials possono trovare punti di contatto?

«Certamente. Il guaio è che a partire dalla scuola si dovrebbe recuperare il culto del passato e della nostra memoria storica. Senza questo, difficilmente si possono costruire solide basi per il futuro. I conflitti si superano grazie alle cose che ci uniscono, e sono tante, attivando un dialogo sincero».

Lei è toscano di nascita, ha mantenuto in qualche misura queste sue radici?

«Io sono livornese di nascita, come del resto tutta la mia famiglia, e amo molto ovviamente la Toscana e i suo teatri, dove mi capita abbastanza spesso di essere ospitato. Ed è un modo speciale, una occasione, per tornare alle mie origini. Ma se il teatro è la mia casa, cosa che sento con forza, posso dire per questo che ogni parte d’Italia lo è senza ombra di dubbio».