Tenere lontano dai bambini

17 Luglio 2014 ore 08:00

Non so come gli analisti procedano quando si trovano davanti a certi discorsi. So però come reagisco io quando sento un presidente di uno stato in guerra dirsi “profondamente dispiaciuto” perché sei bambini nemici sono morti sotto un bombardamento. La loro morte, ha detto alla BBC, è stata conseguenza di un incidente. E ha aggiunto:”Penso che l’aviazione metta la massima attenzione nel non colpire i bambini. I piloti hanno ordine di non (sparare, lanciare razzi, bombardare. Un verbo a piacere, perché la voce del presidente non lo pronuncia, esita) se vedono anche solo un singolo bambino.

Ora tutti sanno che sono un fan di Shimon Peres. Da quando poi ha portato al papa il libro di Oz le sue quotazioni nel mio borsino personale sono salite alle stelle. Ma uno con le sue responsabilità che dice una cosa simile dev’essersi fatto di succo di pompelmo, per non dire altro.

Non mi interessa ricordare gli altri bambini, quelli sulla spiaggia, che sono morti per un missile lanciato da una nave (questa almeno è la vulgata). Non è questo. Non mi importa nemmeno che siano bambini. Che differenza farebbe se fossero state donne anziane, disoccupati o atleti paralimpici? Sempre morti sono.

È che secondo me il capo di uno stato eternamente in conflitto non può pensare che un pilota di caccia in missione di guerra abbia tempo e modo di vedere se ci siano bambini nei pressi di un bersaglio. Un caccia non è un Suv o un autobus. Viaggia a velocità supersonica. Spara osservando uno schermo e non il terreno, prende la decisione quando è ancora molto distante dall’obbiettivo. Francesco Baracca e il Barone Rosso non sono più fra noi da tanto tempo.

E poi chiunque, quando ne avverte la presenza, corre a nascondersi. Specialmente i bambini non ancora addetti alla contraerea. È grave che un capo di stato pensi che la gente non sappia certe cose. E se non le sa lui è ancora più grave. Come tremenda è la frase successiva:  “Nell’area dove l’attacco è avvenuto c’è una massiccia concentrazione di armi. Sfortunatamente i palestinesi non tengono lontani i bambini, che non ne hanno la minima idea“.

A parte il fatto che sulla spiaggia di armi non c’è n’erano proprio e quelli sono morti lo stesso, questa raccomandazione da confezione di medicinale pericoloso o da detersivo velenoso se ingerito non è degna di un uomo non dico di stato, ma neanche più in senno. Se tutti i suoi compatrioti la pensano così siamo messi male. Ma abbiamo ragione di credere che non sia così.

Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Curiosità
ANCI Lombardia