Il personaggio

Un angelo vestito da carabiniere Ha salvato tre vite in quattro anni

Un angelo vestito da carabiniere Ha salvato tre vite in quattro anni
04 Maggio 2017 ore 07:00

Lo hanno soprannominato l’angelo custode in divisa. E in effetti Roberto Mancuso, appuntato 48enne del Nucleo Radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Treviglio, per ben tre volte ha salvato la vita a persone che, prese dalla disperazione, volevano farla finita. Una storia, quella del carabiniere siciliano (è originario di Gela, ma da una decina d’anni è in servizio in città), che venerdì 21 aprile è stata raccontata su Rai Uno, nel corso del famoso programma pomeridiano «La vita in diretta», condotto da Cristina Parodi e Marco Liorni. Emozionatissimo per tutti quei riflettori puntati, Mancuso con fare modesto e serafico ha raccontato davanti alle telecamere i tre episodi per cui è diventato «famoso» (vedi box a destra). «Lei ha un dono – ha commentato quasi incredula Cristina Parodi – Ha questa capacità di entrare in sintonia con le persone, di riuscire a farle ragionare. E’ proprio un angelo custode con la divisa».

 

 

Per l’occasione, è stato anche mandato in onda un servizio sulla Compagnia dei carabinieri di Treviglio. E, ovviamente, non poteva mancare un’intervista al capitano Davide Onofrio Papasodaro, che ha illustrato la situazione della Bassa bergamasca dal punto di vista della sicurezza e poi ha lodato il suo carabiniere, vero protagonista della giornata, dopo l’ennesimo salvataggio (il terzo in quattro anni), di una vita umana. Roberto Mancuso, però, anche durante la trasmissione non si è scomposto facendo passare il messaggio che per lui è tutto senso del dovere. «Proponiamo una medaglia per quello che ha fatto», lo ha incalzato la conduttrice. «Non sono cose che spetta a me decidere», ha replicato timidamente l’appuntato, spiegando poi alla fine qual è il premio migliore per lui. «Sono orgoglioso per l’apprezzamento delle persone comuni, della mia famiglia e dei miei colleghi che mi dicono “bravo” per quello che ha fatto».

Tre persone salvate in 4 anni. L’esordio da eroe di Roberto Mancuso risale al novembre del 2013. L’appuntato e un collega ricevono una chiamata urgente. «Una donna vuole lanciarsi dal ponte tra Canonica e Vaprio». In pochi minuti, i due militari raggiungono il luogo e Mancuso inizia una sorta di trattativa con l’aspirante suicida. «Ho tentato di calmarla –  ha raccontato alle telecamere de “La vita in diretta” – e così sono riuscita a salvarla». L’appuntato, infatti, era riuscito ad avvicinare la donna e a prenderla per la manica della giacca evitando che mettesse in atto l’estremo gesto. Poco più di un anno dopo, Mancuso si è reso protagonista di un altro atto eroico, questa volta a Madone, nella cosiddetta «isola bergamasca». In quel caso, i militari di Treviglio erano intervenuto in un appartamento dove  una donna, mamma di una ragazzo disabile, che aveva deciso di farla finita tagliandosi le vene. Anche in questa occasione, grazie al dialogo e al suo atteggiamento conciliante, Mancuso era riuscito a farla desistere dai suoi propositi e a evitare che si compisse l’ennesima tragedia della disperazione. L’ultimo atto eroico (nell’attesa del prossimo ovviamente…), risale a poche settimane fa, a Romano. Un uomo residente in città si era seduto lungo i binari nei pressi della stazione, in attesa dell’arrivo di un treno, con il proposito di farsi travolgere. Mancuso e un collega erano però intervenuti appena in tempo, proprio pochi istanti prima che transitasse un convoglio, portandolo in salvo.

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