Doping

Una «ingenuità» costata cara, ma Martina Caironi torna a correre verso Tokyo 2020

La campionessa paralimpica ha visto ridursi la squalifica e da marzo potrà nuovamente allenarsi. Obiettivo le Paralimpiadi della prossima estate

Una «ingenuità» costata cara, ma Martina Caironi torna a correre verso Tokyo 2020
08 Febbraio 2020 ore 12:19

Ora finalmente vede la luce. E arriva da cinque cerchi che s’abbracciano, posizionati a Tokyo. Martina Caironi ci sarà alle Paralimpiadi del prossimo anno: la squalifica per doping le è stata ridotta da un anno a quattro mesi e ciò significa che l’atleta bergamasca a marzo potrà tornare a gareggiare, ma soprattutto che potrà essere protagonista in quel del Giappone.

Dopo un lungo silenzio, la Caironi ha parlato al Corriere Bergamo in un’intervista nella quale ha ripercorso gli ultimi, dolorosi mesi. In autunno la campionessa alle Paralimpiadi di Londra 2012 nei 100 metri e portabandiera dell’Italia nei Giochi Paralimpici di Rio 2016 era stata trovata positiva per aver usato una pomata per curare un’ulcera al moncone della gamba amputata. Solitamente, questo tipo di errori costano 4 anni di squalifica, ma il Tribunale nazionale antidoping ha poi riconosciuto la non intenzionalità e la necessità terapeutica di questo caso particolare, infliggendo un anno di squalifica alla Caironi. Ora lo stesso Tribunale ha ulteriormente abbassato la squalifica, ammettendo le spiegazioni fornite dall’atleta.

Al Corriere, la Caironi ha ammesso di aver pensato al ritiro, in questi mesi: «Anche per una sorta di rivalsa nei confronti del sistema. Ma più che altro ho pensato a cambiare sport. Ho dato tantissimo all’atletica e mi sono sentita tradita, come quando finisce una storia importante. Succede e tu non capisci perché». Tradita anche da se stessa, ha detto: «Sono stata ingenua, dovevo capire che non potevo fidarmi ciecamente, che ci voleva più attenzione. Non ho approfondito come avrei dovuto. Ho letto il foglietto illustrativo della crema, ho chiesto al medico federale, ma avrei potuto documentarmi di più». Ora, però, è finalmente giunto il momento di guardare avanti: «Il moncone adesso va meglio, è pulito. Penso al Grand Prix di Parigi a inizio maggio ma devo ancora pianificare con il mio allenatore. Gli Europei invece probabilmente non li farò, anche se voglio disputare tante gare qualificate per prepararmi al meglio alle Paralimpiadi».

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