La vita in byte

16 Luglio 2014 ore 08:50

Ci fu un momento, nel corso del pontificato di Giovanni Paolo II, in cui la sua produzione scritta – compresa la trascrizione dei discorsi – uguagliò la somma dei testi prodotti da tutti i papi che lo avevano preceduto. Accadde verso la metà del suo lungo regno. Il mondo aveva girato pagina.

«Il 90% dei dati oggi esistenti sono stati generati negli ultimi 2 anni. Il ritmo con cui queste informazioni sono prodotte è talmente alto che ogni due giorni è creato un volume di dati pari alla quantità di informazioni generate dallumanità intera fino al 2003. Ogni minuto vengono inviate più di 200M di email, su Youtube più di 60h di contenuti, 300mila tweet e fatte più di 9M di telefonate. [ … ] si stima che entro il 2020 verranno creati 35 zettabyte di dati (ovvero 35 mila miliardi di gigabyte)» [fonte: http://www.beantech.it/blog/articoli/big-data-cosa-sono-e-loro-utilizzo/].

1 gigabyte significa 1miliardo di byte.

Nel giugno 2011 uno «studio IDC Digital Universe, Extracting Value from Chaos”, [come estrarre informazioni significative dal caos] sponsorizzato da EMC ha rivelato che i dati a livello mondiale raddoppiano ogni due anni – si tratta di una crescita che supera addirittura la legge di Moore.» [http://italy.emc.com/about/news/press/2011/20110628-01.htm]

La legge di Moore dice che « Le prestazioni dei processori, e il numero di transistor ad esso relativo, raddoppiano ogni 18 mesi». Il processore è il dispositivo che permette al computer di compiere operazioni. Il transistor è la valvola che – aprendosi e chiudendosi, ossia dicendo sì o no, oppure 1 e 0 – permette al processore di fare i suoi conti. La legge di Moore dice che ogni anno e mezzo questa combinazione raddoppia di potenza: 2, 4, 8, 16, 32, .. con ciò dimezzando il tempo necessario per fare i calcoli.

All’inizio pura ipotesi, la legge ebbe per qualche tempo il conforto della realtà. Si giunse così alla seconda legge di Moore, un’interpretazione della quale suona: « L’investimento necessario per realizzare una nuova tecnologia di microprocessori cresce in maniera esponenziale con il tempo. »

Parallelamente decresce il costo delle tecnologie “superate”.

Ebbene, oggi anche questa legge non vale più: il progresso della tecnologia è più veloce del previsto; gli investimenti per starle al passo aumentano in proporzione, e con gli investimenti crescono anche i guadagni delle grandi società del settore, i cui bilanci sono oggi di gran lunga superiori a quelli di diversi stati.

Contestualmente, la potenza messa a disposizione di chi compera anche solo un telefonino è di anno in anno più mostruosa: è previsto tra pochi mesi l’arrivo sul mercato di smartphone con memorie dell’ordine di un terabyte (1000 miliardi di byte). Meno di vent’anni fa un personal computer con un disco da 20 megabyte (20milioni di byte) era considerato sovradimensionato per l’uso domestico, e una scheda di memoria da 128  kilobyte (128mila byte) per una macchina fotografica digitale era considerata un lusso dagli utenti comuni, anche perché costava parecchio.

Società di medie dimensioni che hanno bisogno di memorizzare i loro dati o di avviare ricerche di mercato o pensare strategie devono oggi attrezzarsi per poter gestire in tempo utile numeri a quindici, diciotto, ventuno, e presto ventiquattro zeri (petabyte, exabite, zettabyte, yottabyte). E ogni giorno nascono centinaia di società per la messa a punto di sistemi sempre più adeguati alla bisogna, tanto che quella del Data Scientist è considerata una delle professioni più sexy del momento. [fonte: http://hbr.org/2012/10/data-scientist-the-sexiest-job-of-the-21st-century/]

Custodisco gelosamente un album cartonato contenente il Concerto per Violino e Orchestra di Beethoven in dischi 78 giri. Sono sei, il che significa che per arrivare alle battute finali bisognava manovrare il braccio del grammofono per dodici volte. A noi bambini era vietato avvicinarsi, perché era molto fragile.

Da allora il mondo è cambiato tante di quelle volte che gli anni non bastano più a contarle. Gli astronomi, per misurare le distanze interstellari, sono passati dai chilometri agli anni luce (9.461 miliardi di chilometri circa, o 63.241 volte la distanza fra la Terra e il Sole, sempre circa) ai parsec (3.08567758 × 10 alla sedicesima metri). L’universo è cresciuto a dismisura.

Noi siamo sicuri di avere gli strumenti appropriati a gestire la memoria della nostra vita, i suoi incontri, gli incidenti, i momenti di felicità?

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