L'addio

Chi era Vittorio Fusari, chef di Iseo da due anni al Balzer

Se n’è andato il primo gennaio per un problema cardiaco a Chiari. L’ultimo post messo su Facebook: «Non vi ho lasciati, avete in eredità le mie ricette…».

Bergamo, 03 Gennaio 2020 ore 20:12

Dal 2018 era ai fornelli del Balzer. Vittorio Fusari, 66 anni, è spirato ieri, 1° gennaio 2020, in seguito a un problema cardiologico che dallo scorso 14 dicembre lo vedeva ricoverato all’ospedale di Chiari. Era il giorno previsto per le sue dimissioni, tra l’altro, ma un peggioramento improvviso non gli ha lasciato scampo. Lo chef di Iseo ha lasciato la moglie, Anna Patrizia Ucci, referente di Slow food per la Franciacorta, Oglio e lago d’Iseo, e il figlio Giacomo.

Il suo paese. «Abbiamo tutti sperato in un errore, purtroppo non è così. Vittorio è in cielo. Buon viaggio Maestro. La tua Iseo non ti scorderà». Con queste parole il Comune di Iseo ha detto addio al grande cuoco conosciuto in tutta la Franciacorta e oltre.

Allievo di Gualtiero Marchesi. Classe 1953, originario di Iseo, Fusari è approdato al mondo della ristorazione in seguito agli studi universitari in Filosofia e all’esperienza professionale come capostazione. Allievo del maestro Gualtiero Marchesi, è stato il fondatore dei ristoranti stellati “Il Volto” e “Le Maschere” a Iseo; successivamente è stato lo chef della “Dispensa Pani e Vini Franiacorta” a Torbiato di Adro, del “Pont de Ferr” a Milano e infine, appunto, del “Balzer” di Bergamo, sul Sentierone. La sua cucina si caratterizzava per la capacità di essere tradizionale ma al tempo stesso moderna e ricercata.

L’ultimo post su Facebook. Ma Fusari ha voluto lasciare una sua eredità e dalla sua pagina Facebook si legge il messaggio: «Non vi ho lasciati, avete in eredità le mie ricette che raccontano le mie idee. Copiatele e fatele vivere costruendo attraverso il cibo un mondo migliore».

Il ricordo del Balzer. Patrizio Locatelli, proprietario del Balzer, ricorda così il suo chef su L’Eco di Bergamo: «Era un grande professionista, un innovatore, che credeva nella qualità del cibo come elemento indispensabile per la salute. Un uomo molto disponibile che ha dato un grande impulso alla ripartenza di Balzer. Ora siamo orfani della sua guida, dobbiamo riflettere per ripartire, ma i suoi collaboratori faranno di tutto per onorare la sua memoria e i suoi insegnamenti. È stato uno dei grandi della gastronomia italiana».

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