Una domenica indimenticabile

Zingonia ore 21, la festa del trionfo E Reja disse: «Voi siete tutti matti»

Zingonia ore 21, la festa del trionfo E Reja disse: «Voi siete tutti matti»
01 Dicembre 2015 ore 02:15

È stata una domenica magica. Indimenticabile. Storica. L’Atalanta ha vinto in casa della Roma dopo ben 13 anni. La formazione di Reja ha strappato un clamoroso 0-2 alla compagine capitolina e i tifosi sono andati letteralmente in delirio. A Zingonia, alle 21, con la temperatura di pochissimo sopra gli zero gradi, oltre 500 persone hanno accolto Denis e compagni al rientro dalla capitale per un abbraccio collettivo veramente emozionante.

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Folla a Zingonia, strada invasa dalle 20. Per raccontare la fantastica domenica dei tifosi orobici, partiamo dalla fine. Al triplice fischio di Calvarese, mentre i giocatori in campo salutavano i 21 ragazzi presenti nel settore ospiti, il tam-tam su Facebook era già iniziato. “Tutti a Zingonia alle 20” era il messaggio che passava da cellulare a cellulare. “Ritrovo alle 20.45” provava ad aggiornare qualcuno un po’ più preciso con gli orari dei voli.

Una volta lasciato lo stadio Olimpico, la squadra è salita sul volo di ritorno pochi minuti dopo le 19 e l’atterraggio a Milano Linate è avvenuto alle 20. A quell’ora, fuori dal cancello principale di Zingonia, c’erano già centinaia di ragazzi pronti a festeggiare. Nonostante il gelo la voglia di scaldare l’atmosfera con cori e battimani non è mai calata.

Un incidente in tangenziale ha un po’ rallentato il viaggio della squadra, ma al momento dell’arrivo al casello di Capriate (intorno alle 20.50) le due ali di folla hanno iniziato ad aumentare i decibel nell’attesa del torpedone nerazzurro. La strada provinciale che passa proprio davanti all’ingresso era completamente occupata dai tifosi, le macchine in transito sono passate senza problemi, ma appena il bus è sbucato dal rettilineo, si è accesa la follia.

 

 

Torce ovunque e fuochi d’artificio. Gli ultimi 200 metri prima della svolta verso il Centro Bortolotti sono stati percorsi quasi a passo d’uomo, i cori si sono alzati altissimi al cielo di Zingonia e le bandiere hanno iniziato a sventolare come nei giorni migliori. Fuori dal Centro Bortolotti non c’erano soltanto gli ultras, insieme ai ragazzi della Pisani si sono visti infatti uomini e bambini di ogni età: qualcuno ha ingannato l’attesa giocando a pallone, altri erano infreddoliti sulle spalle dei papà ma si sono subito esaltati all’arrivo dei giocatori.

Il bus si è fermato appena fuori dal cancello d’ingresso del Centro Sportivo e mentre l’autista completava la manovra sono partiti una serie di fuochi d’artificio proprio dall’altra parte della strada, che hanno regalato a tutti alcuni minuti d’interminabile euforia. Quando il mezzo con i giocatori e lo staff a bordo si è fermato davanti al cancello, gli appassionati orobici lo hanno circondato chiedendo a gran voce la “discesa degli eroi” e appena si sono aperte le porte è scoppiata la festa completa.

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Reja sbigottito, Denis il più acclamato. L’affetto della gente ha travolto tutti, il tecnico nerazzurro Edy Reja appena si è reso conto di cosa stava accadendo ha esclamato una frase eloquente con il sorriso stampato in volto: “Voi siete tutti pazzi” si è letto dal labiale del settantenne tecnico goriziano mentre riceveva l’abbraccio di chi era proprio fuori dalla porta del bus. I giocatori hanno iniziato a scendere in mezzo alla gente, il cancello d’ingresso del Centro Bortolotti era distante solo una decina di metri ma ci sono voluti diversi minuti per permettere a tutto il gruppo di passare.

De Roon è parso uno dei più colpiti, Stendardo ha salutato tutti con grandi sorrisi mentre il massaggiatore Marcello Ginami e Cristian Raimondi erano emozionati come poche altre volte. Il medico sociale dottor Bruzzone è rimasto in piedi per almeno 5 minuti all’interno della scaletta d’uscita riprendendo con il telefonino tutta la festa, Denis è stato acclamato e abbracciato da tutti quelli che lo hanno incrociato e non poteva esserci modo migliore per festeggiare il record di 54 gol con la maglia orobica. Nel complesso nessuno ha potuto restare impassibile davanti a questa ennesima e grandiosa dimostrazione d’affetto.

I 21 (anzi 22) presenti all’Olimpico. Per tanti che hanno visto la gara in tv a casa o al bar e hanno poi fatto festa a Zingonia, ci sono stati 21 “aficionados” che hanno deciso di godersi la grande impresa della Dea direttamente allo stadio Olimpico. Anzi, a ben vedere sono almeno 22 gli ospiti atalantini che erano a Roma, visto che sul Web è circolata la foto di un atalantino che (temerario) ha seguito lo 0-2 in Tribuna Tevere.

Dicevamo dei 21 che erano nel settore ospiti. Nell’era della Tessera del Tifoso e dei tanti divieti, un numero così esiguo di presenti nel settore ospiti non stupisce più di tanto. Qualcuno è partito il giorno prima in aereo, altri si sono affidati al treno ma i più “matti” sono certamente gli 8 che hanno deciso per la toccata e fuga in giornata. E 4 di questi hanno fatto Bergamo-Roma-Bergamo in auto.

Da Milano Linate, domenica mattina, sono partiti con un volo Alitalia Paola e Roberta da Clusone, Roberto da San Giovanni Bianco e Demetrio da Parre. Una volta arrivati nella Capitale, i quattro valligiani (3 seriani e 1 brembano) hanno raggiunto lo stadio Olimpico dove sono entrati poco prima delle 14. Impresa ben più ardua quella di Mauro con la figlia, Dafne e Totò. Partiti da Seriate alle 7 del mattino, i quattro atalantini si sono sciroppati 1200 km abbondanti per vedere la Dea e sono rientrati a Bergamo poco prima delle 23. In 16 ore hanno attraversato mezza Italia, visto il 2-0 della Dea, assistito al rigore di Denis che ha scritto la storia e sono tornati a Bergamo con un sorriso grande così.

 

DEA

 

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