Persone
dal Giappone alla Baja California

La grande impresa sul Pacifico con una mongolfiera tradizionale

La grande impresa sul Pacifico con una mongolfiera tradizionale
Persone 04 Febbraio 2015 ore 12:47

Per il momento le notizie sono scarne ed elementari: c’è una mongolfiera gonfiata a elio che ha attraversato l’oceano Pacifico dal Giappone alla Baja California in tempo record. Si chiama Two Eagles e la sua impresa si è felicemente conclusa il 31 gennaio scorso, dopo cinque giorni e qualche ora. I due piloti sono Troy Bradley, originario di Albuquerque nel New Mexico, di cui si dice che abbia trascorso più tempo in aria che per terra e il russo Leonid Tiukhtyaev. 58 anni, che vola dal lontano 1996 ed oggi è il presidente della Ballon Federation of Russia.

L’aspetto rilevante della loro avventura è costituito dal fatto che un pallone a elio parte con la sua riserva di gas e, esattamente come quelli che si comperano alla fiera, dopo un po’ si sgonfia. Dunque prima di decidere di lasciare gli ormeggi bisogna aver fatto previsioni molto precise circa le condizioni meteorologiche e in particolare circa il regime delle correnti aeree, le uniche che da quel momento in poi imporranno la rotta. A bordo ci sono sacchetti di zavorra che permettono di alzarsi (ma non di ridiscendere) per prendere - eventualmente - “bordi” più convenienti (per usare un termine della vela), nel caso la strumentazione li individui. Per il resto si è in balia dei capricci dell’aria.

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Diversa è la situazione dei palloni che possono far ricorso ai bruciatori, perché in quel caso a sostenere in aria l’equipaggio è la semplice aria calda, che è inesauribile - anche se non è inesauribile il gas necessario per riscaldarla. Con un pallone di questo secondo tipo è stato possibile, anni fa, circumvolare l’intero pianeta, anche se non esattamente lungo la linea dell’equatore. A portare a termine l’impresa il 4 luglio 2002, fu il miliardario Steve Fossett a bordo dello Spirit of Freedom.

L’uso esclusivo dell’elio richiede inoltre materiali molto speciali, che non lo facciano “fuggire” dal pallone che lo contiene.

Oltre a quello del pallone, tutti i materiali di bordo devono essere particolarmente tecnologici: l’ideale sarebbe che non pesassero niente, ma ci si accontenta di quelli che pesano meno di tutti i loro corrispondenti impiegati fino al momento in cui, mollata l’ancora, in realtà la sola energia in grado di governare la navicella è il coraggio e l’abilità dei piloti.

A questo proposito c’è chi parla - a sproposito - di incoscienza, perché è vero che se le cose vanno male nessuno riuscirà mai a trovare traccia né del pallone né dell’equipaggio, ma per evitare che ciò avvenga bisogna essere ben vigili, capaci di tenere i nervi a freno, molto veloci nel prendere decisioni. Tutt’altro che dei pazzi, si vuol dire.

Qui uno spettacolare time-lapse di un raduno di mongolfiere nel New Mexico nell’ottobre scorso.