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A Milano una mostra

50 anni di coperta e dito in bocca Così l'Italia conobbe Linus

50 anni di coperta e dito in bocca Così l'Italia conobbe Linus
Persone 20 Marzo 2015 ore 11:54

Che all’interno del mondo dell’editoria una testata possa spegnere la bellezza di 50 candeline è già cosa che merita di essere raccontata. Fa ancora più notizia se si tratta di un mensile a fumetti, l’unico rimasto ancora in edicola dall’epoca in cui riviste di questo genere erano davvero molto diffuse. Per chi ancora non l’avesse capito, stiamo parlando di Linus, una storia strettamente intrecciata a quella di Giovanni Gandini e sua moglie Anna Maria, coppia di giovani intellettuali e fondatori della libreria Milano Libri che dal 1962 si trova accanto alla Scala, in via Verdi. Appassionati delle novità artistiche e culturali degli anni Sessanta, guardavano con molta curiosità soprattutto quello che arriva dall’estero. Una tra le cose che catturò maggiormente il loro interesse furono i Peanuts di Charles Schulz, al punto di lanciarsi nel mondo editoriale e stampare le strisce di questi personaggi in piccoli volumetti. Il successo fu subito grandissimo, per questa ragione decisero di lanciarci in pubblicazioni periodiche.

Aprile 1965, il primo numero. Sulla copertina del primo numero, caratterizzata da un verde accesso, appare il personaggio che concede il suo nome alla rivista: il piccolo Linus intento a succhiarsi tranquillamente il pollice, protetto dalla sua onnipresente coperta. Sottotitolata “rivista dei fumetti e dell’illustrazione”, vede la luce nell’aprile del 1965: «Questa rivista - spiega l’editoriale del primo numero -  è dedicata per intero ai fumetti. Fumetti s'intende di buona qualità, ma senza pregiudizi intellettualistici. Accanto alle storie e ai personaggi più moderni e significativi come i "Peanuts" la rivista intende presentare fumetti di avventura, classici per l'infanzia, inediti di giovani autori. […] Cercheremo poi di presentare al pubblico italiano quei fumetti che ancora non conosce, di rivelargli tempestivamente le nuove scoperte di tutto il mondo, di tenerlo informato su quanto avviene e si dice in questo campo».

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Far cultura coi fumetti. Il mensile diretto da Giovanni Gandini è un vero e proprio mezzo che tenta di far cultura attraverso il fumetto. Che si presenti come un prodotto intellettuale è chiaro fin dal primo numero viste le interviste ad Elio Vittorini ed Oreste Del Buono, eseguite da un giovane Umberto Eco. Anche tutti i numeri successivi potranno vantare sempre gradi firme, e non solo per quanto riguarda i disegni dei fumetti. Con il tempo su Linus iniziano a comparire anche articoli di cronaca, di politica, e di carattere ludico. Ma non solo. In breve arrivano anche quelli sul cinema, sulla musica e su tanti altri aspetti culturali e di attualità. Tra i giornalisti che hanno avuto l’onore di scrivere su Linus possiamo ricordare Piervittorio Tondelli, Michele Serra, Stefano Benni e Alessandro Baricco.

Le contestazioni del '68. Le contestazioni e le agitazioni studentesche del ’68 produssero confusione e diatribe anche tra i vertici del mensile. Da un lato c’era Gandini che non voleva politicizzare il suo giornale, evitando di dare spazio alla violenta rivoluzione di quegli anni. Dall’altro lato, invece, c’era Oreste Del Buono che, senza troppi giri di parole, avrebbe voluto una rivista più schierata politicamente. Anni dopo Del Buono avrebbe scritto queste parole: «Ci toccava imparare. Imparare ad aver coraggio. A non accontentarci del divertimento dei fumetti che pubblicavamo, a non accontentarci dell’anticonformismo che ci ostinavamo a perseguire, a non accontentarci del gusto delle scelte che veneravamo».

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'72, il nuovo direttore. E così nel 1972 Oreste Del Buono diviene il nuovo direttore della rivista, eletto pochi mesi pochi dopo che Linus era stata acquistata da Rizzoli. «Nelle pagine di Linus compare la satira, l’attualità fa capolino in articoli e storie disegnate, si parla di politica (che Gandini teneva fuori, anche dopo il ’68), si discute sulla letteratura di genere». Con queste parole un lungo articolo di Linkiesta approfondisce questo momento di svolta del periodico.

La mostra a Milano. Negli anni Ottanta Linus cambia formato divenendo tascabile. E agli inizi degli anni Novanta, dopo che lo scandalo P2 aveva visto coinvolti anche diversi vertici Rizzoli, sceglie di cambiare editore. Passa così alla Baldini e Calstoldi, sodalizio che continua ancor oggi. Negli ultimi anni Linus ha più volte sofferto l’inesorabile perdita di lettori. Gliene restano ancora tanti, anche se le nuove leve sembrano non aver ancora scoperto la bellezza di questa rivista. Proprio in questi giorni - dal 12 fino al 25 marzo – per celebrare i 50 anni della rivista, Annamaria Gandini, con il fratello Salvatore Gregorietti e a Federico Fedrig, hanno organizzato  nella sala sotterranea della libreria Utopia (via Marsala 2, tel. 02.29.00.33.24), un’interessante mostra-vendita dal titolo «Fuori Tutto!».

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