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È morta a 62 anni

Anna Marchesini racconta se stessa

Anna Marchesini racconta se stessa
Persone 30 Luglio 2016 ore 14:59

Anna Marchesini è morta a Orvieto, dove era nata, a 62 anni (ne avrebbe compiuto 63 a novembre). Soffriva da tempo di artite reumatoide. A darne l'annuncio, il fratello Gianni sul suo profilo Facebook. Su di lei, sui suoi mille talenti, sui suoi personaggi e la sua abilissima comicità, sui suoi spettacoli più famosi e sul suo sodalizio con il Trio, ma anche sui suoi libri, si potrebbero scrivere pagine intere. Nessuna, probabilmente, riuscirebbe a rendere davvero quello che è stata, e resterà per sempre, Anna Marchesini. Lasciamo allora parlare direttamente lei, ascoltiamo ancora una volta la sua intelligente e acuta ironia, facciamo che sia lei a ricordarci la sua grandezza, senza mai strafare. Con due cose: una sua intervista, straordinaria, rilasciata a Che tempo che fa, e la sua autobiografia ufficiale, tratta dal suo sito internet. L'autoritratto di una donna mai banale, arguta e profondamente umana. Brillante sempre. Un po' come le stelle.

 

 

Ho frequentato il classico liceo Classico a Orvieto, un classico!

Per una serie di vicissitudini che risalgono all'epoca della scuola Elementare, non ho frequentato la 2ª elementare ne ho dato solo l'esame per cui dalla 1ª sono saltata in 3ª elementare. Il risultato è stato che in 5ª elementare solo io credevo ancora alla befana (ma pure io avevo diritto ancora ad un anno di Befana!), il 2° risultato è che a 18 anni già frequentavo l'università a Roma e a 22 ero laureata in Psicologia. Siamo nel 1975.

Nel 1976 entro all'accademia d'Arte drammatica Silvio d'Amico e ne esco nel 1979 Diplomata Attrice di Prosa.

Ancora allieva nell'estate del 1976 debutto con Tino Buazzelli nello spettacolo Il Borghese Gentiluomo.

Poi ogni estate affronterò un'estiva con la regia di Lorenzo Salveti, anche mio insegnante in Accademia nel 1978/79, '80 e '81. Ricordo Le donne al Parlamento, Gli Uccelli di Aristofane.

Nel 1979, appena diplomata, entro in compagnia Teatrale per la regia di Virginio Puecher (Piccolo di Milano) nello spettacolo Platonov di Anton Cecov.

Nel 1980 con Mario Scaccia anche Regista nello spettacolo Il Trilussa Bazar.

Nel 1981 per la regia di Mario Maranzana Il Barbiere di Siviglia.

Nel 1982 per la regia di Tonino Pulci Il Fantasma dell'Opera.

In Svizzera in un programma per gli italiani incontro Tullio Solenghi e già rido. Nel frattempo al doppiaggio di cartoni animati a cui mi dedicavo fra uno spettacolo e l'altro, conosco Massimo Lopez e ancora ridiamo.

Nel 1982 inizia il "sodalizio" di lavoro e amicizia con Tullio Solenghi e Massimo Lopez e una sfrenata e "libidinosa" attività come autrice-attrice-regista insieme ai due nel TRIO che non abbiamo mai voluto chiamare se non con i nostri nomi a sottolinearne le individualità

Siamo stati scritturati dalla Rai di Genova per 13 puntate di un varietà radiofonico del sabato mattina. Le puntate sono diventate 52!, dal titolo Helzapoppin Radio Due. Un'ottima scuola di scrittura e affiatamento

Nel 1984, da una semplice ma esilarante videocassetta da noi registrata, Enzo Trapani ci scrittura per le 8 puntate televisive di un suo varietà intitolato Tastomatto.

Nel 1985 mi prendo una breve "sbandata" con Enrico Montesano e giro il mio 1° e ultimo film A me mi piace; interpreto la sua segretaria! Senza spogliarmi! Era un ruolo comico.

Nel 1985/86 La grande maratona di Domenica In, 40 puntate.

Nel 1985 siamo stati premiati come Rivelazione dell'Anno.

Nel 1987 prendiamo parte all'edizione di Fantastico. Siamo stati chiamati a partecipare ad uno spettacolo al Lincoln Center di New York nonché a Buenos Aires. Siamo quasi famosi nel mondo!

Peccato che Variety, giornale americano, si occupa di noi solo per la presunta offesa arrecata alla madre di Khomeini da me interpretata a Fantastico.

Nel 1988 debutta il nostro primo spettacolo teatrale Allacciare le cinture di sicurezza.
Al Sistina di Roma facciamo sempre il tutto esaurito lo spettacolo è scritto diretto  interpretato e prodotto da noi tre, lo replicheremo per tre anni.  Spettacolo premiato con il Biglietto d’oro.

Scriviamo e registriamo nel frattempo una parodia del romanzo sceneggiato I Promessi Sposi trasmesso in 5 puntate da Rai 1 con ascolto medio di 13 milioni e picchi di 17 milioni.

Nel 1990 debutta il nostro spettacolo teatrale In principio era il Trio, scritto, diretto,  interpretato e prodotto da noi tre, premiato con il Biglietto d’oro, andrà in tournée per  tre anni.

1992 sono mamma a casa mia!

Nel frattempo il TRIO si scioglie perché Massimo aveva desiderio di sperimentarsi da solo.

1995 va in onda su Rai Uno La Rossa del Roxy Bar, scritto diretto e  interpretato  con Tullio Solenghi.

Nel 1995 Rai Uno per festeggiare il capodanno televisivo mi chiede di registrare uno spettacolo comico tutto mio, uno speciale coi miei personaggi. Scrivo il mio primo monologo, registro al teatro Flaiano.

Nel 1996/97 al piccolo Eliseo di Roma debutto con Tullio Solenghi nello spettacolo Due di Noi, una pièce divisa in due atti unici monologanti e una breve commedia I Cinesi, spiritosissima.

Dal 1998 parlo da sola; infatti al Teatro Olimpico debutto con il monologo Parlano da Sole. Nel primo atto Un letto fra le lenticchie di Alan Bennett  e Anna Cappelli di Annibale Ruccello nel secondo atto: i miei personaggi. Spettacolo curato da Mario Missiroli. Un immensa soddisfazione, riempire da sola il Teatro Olimpico.

Nel 1999 debutto  al Teatro Olimpico con Una patatina nello zucchero, ancora Alan Bennett nel primo atto due monologhi Una patatina nello zucchero e L’occasione d’oro. Nel secondo atto un monologo della sessuologa Merope Generosa.

2001/2002 La cerimonia del Massaggio, lungo racconto di Alan Bennett da me riadattato a monologo in cui interpreto 10 personaggi. Anche la regia è mia, non me la fa più nessuno! Lo spettacolo, nato per il festival di Benevento, debutta al Teatro Eliseo, al Piccolo di Milano (con mia enorme felicità e soddisfazione), poi in giro per l’Italia per due anni.

Nel 2005/2006, triplo salto mortale carpiato con doppio avvitamento, riduco a monologo il breve romanzo Le due Zittelle di Tommaso Landolfi. Ingurgito anche le parti degli altri, una specie di condominio parlante; interpreto oltre 15 personaggi e anche la regia è mia. Debutto all'Eliseo poi al Piccolo di Milano, poi torno al Teatro Valle.

Nel 2007 preparo tre puntate per la Televisione, in cui insieme ai miei amici Massimo e Tullio ripercorriamo le pagine più divertenti della nostra grande lunga, cicciosa scorpacciata di comicità. Non è il ritorno del TRIO ma forse l'entrata in Youtube.

Voglio aggiungere che dal 2007 insegno alla Accademia d'Arte Drammatica Silvio d'Amico. È stato il mio sogno entrare, da allieva sono stata bocciata due volte prima di essere ammessa. Certe volte entravo nella scuola salivo l'ascensore fino al 5° piano - la sede allora era in via 4 Fontane nel palazzo di una Marchesa. Salivo in Paradiso solo per sentire l'odore, attraversare un corridoio fare una domanda solo per stare lì. L'Accademia per me è uno dei posti più evocativi, come dicono i poeti. Adesso si trova a Piazza Verdi non lontano da casa mia e ogni volta che ci entro cerco il mio professore, Lorenzo Salveti, che oggi è direttore, lo stringo, lo guardo, solo lui conosce quello che provo, quanto amo quella scuola, anche se ora mi chiamano maestra, io sono un’allieva della Scuola d'Arte Drammatica S. d'Amico. Amo anche la parola Accademia.

P.S. Ho già adocchiato una vetrinetta in sala riunioni con un piccolo cofanetto verde di porcellana, credo. Ritengo sia ideale per contenere le mie ceneri. È una aspirazione che piano piano troverò il coraggio di far uscire alla luce. Che detto di un mucchietto di ceneri non è appropriato. Posso tentare.... e se mi ribocciano? E se poi l'Accademia trasloca? E se durante il trasloco il cofanetto verde si rompe? No eh! essere spazzata via dall'Accademia no mai più!

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