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Intervista al mastino cileno

Carmona, il guerriero silenzioso

Carmona, il guerriero silenzioso
Persone 25 Ottobre 2014 ore 09:00

Parla pochissimo, Carlos Carmona. Le sue interviste si contano sulle dita di una mano, l’ultima arrivò l’anno scorso dopo il successo ottenuto sul campo dell’Inter grazie alla doppietta di Bonaventura. “Non mi piace molto parlare, preferisco lavorare sul campo”, dice candidamente il mastino cileno. E a giudicare dalla mole di lavoro che ogni domenica lo vede impegnato, c’è da credere che tutte le risorse siano davvero concentrate nello sforzo fisico. In vista di Udinese – Atalanta però Carmona fa uno strappo alla regola, confida a BergamoPost le sue sensazioni e i concetti sono chiarissimi.

Carlos Carmona, come vedi Udinese – Atalanta?

Sarà una partita complicata. L’Udinese è una squadra compatta, veloce e con caratteristiche ben definite. Noi abbiamo lavorato per tutta settimana sulle contromosse, l’obiettivo primario è quello di portare a Bergamo dei punti preziosi perché in questo momento conta moltissimo dare continuità alle prestazioni ma soprattutto ai risultati.

Qualcuno dice che Di Natale, da solo, valga il 50% della squadra friulana

Non so se è quella al percentuale reale, però non possiamo nascondere che è un giocatore importantissimo. Per L’Udinese, ma anche per tutto il calcio italiano. E’ incredibile, ha il gol sempre in testa e lavora costantemente per cercarlo e migliorare i suoi numeri. Non si accontenta mai, è sempre sul pezzo, davvero un campione.

L’Atalanta come ci arriva?

Dal punto di vista fisico, molto bene. Abbiamo affrontato il Parma senza freni, la prestazione sotto il profilo atletico è stata importante e questo ci lascia tantissima fiducia. Il cambio di modulo  ovviamente richiede qualche aggiustamento dal punto di vista tattico, abbiamo alcune cose da migliorare e alcuni difetti da limare, ma vincere è sempre una cosa molto importante quindi credo che il gruppo si presenti al cospetto dell’Udinese veramente molto bene.

Avete vinto partite giocando bene e pure giocando male. Per le sconfitte, stesso discorso. Che ne pensi?

Dobbiamo cercare equilibrio. A Cagliari abbiamo fatto una partita così così e abbiamo vinto, contro la Fiorentina siamo stati capaci di una grandissima prova eppure non sono arrivati punti. E sono solo due esempi. In settimana lavoriamo al massimo, ci mettiamo l’anima e se riusciamo a darci maggior equilibrio, senza mostrare prestazioni altalenanti, penso si possa davvero fare un campionato importante.

Quattro partite prima della sosta, tre lontano da Bergamo: obiettivo non perderne nessuna?

Credo che se dovessimo pensare ad una gara per cercare solo un pareggio, sicuramente arriverebbe una sconfitta. Ne sono convinto. Dobbiamo scendere in campo per cercare la vittoria, sempre: ora c’è l’Udinese e quindi proviamo a batterla: magari si segna subito, magari bisogna rincorrere, ogni volta è una storia a sé. Giochiamo, al massimo delle nostre possibilità, e poi analizziamo il risultato prima di preparare la sfida con il Napoli. E poi quella con il Torino, e poi con il Sassuolo. Senza fare troppi calcoli.

Cosa vorresti rivedere a Udine della partita vinta contro il Parma e cosa invece va evitato?

Determinazione e voglia di vincere mi piacerebbe certamente rivederla. Lo abbiamo dimostrato fin dai primi minuti. Ciò che invece dobbiamo limitare al massimo sono quei difetti che ci portano ad abbassarci troppo oppure a non giocare la palla. Ecco, l’Atalanta deve sempre fare il suo gioco senza rinunciare alla manovra. Su ogni campo.

Al 90’ minuto l’ha decisa Boakye.

Ha tutte le caratteristiche per diventare un grande giocatore. Davvero. E’ molto giovane ma fin dal primo giorno in cui l’ho visto in ritiro è stato chiaro che ha grandi doti tecniche. In allenamento non si tira mai indietro, nel gruppo è un ragazzo umile ma molto divertente: balla, ride e scherza insieme a tutti i compagni.

Tu invece segni pochissimo: ti manca andare in rete?

E’ vero, non sono un goleador e forse anche il fatto di non pensarci tanto può essere un difetto. Anche se è sempre una bella emozione io so bene quale è il mio ruolo nel gruppo, quale lavoro devo fare per i compagni. Se poi segna Denis, Boakye, Bianchi, Maxi o anche il magazziniere Dorino è lo stesso: l’importante è portare punti a casa. Personalmente mi sento bene, all’inizio del campionato ho fatto un po’ di fatica perchè dopo il Mondiale il lavoro è un po’ diverso, ma ormai sono al passo con i compagni.