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«Da voi è il paradiso del volley»

Che fa la principessa della Foppa Semplicemente, Maurizia Cacciatori

Che fa la principessa della Foppa Semplicemente, Maurizia Cacciatori
Persone 16 Luglio 2015 ore 05:00

Maurizia Cacciatori, con la maglia della Foppapedretti Bergamo, ha disputato sette stagioni: dal 1995 al 2003. Esclusa la parentesi del campionato 1998/1999, in cui ha indossato la casacca dell'Ester Napoli, Maurizia è stata la palleggiatrice della formazione orobica che in quegli anni dominava in Italia e nel mondo. Bella, affascinante e sempre solare, ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore dei bergamaschi che, a loro volta, hanno aiutato Maurizia a maturare e a crescere, sia come giocatrice che come donna.

 

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L'arrivo a Bergamo. A soli 22 anni, Maurizia Cacciatori giunge a Bergamo, in un club ancora semisconosciuto - solamente al secondo anno nella massima serie - ma molto ambizioso. «Mi sono trovata subito da Dio - ci racconta l'ex alzatrice rossoblù -. Per me è stato come toccare il cielo con un dito. Vedevo Bergamo come il paradiso pallavolistico e così è stato. Strutture all'avanguardia, squadra e città che hanno sempre amato il volley. Sono arrivata con entusiasmo e sono stata amata sin dall'inizio. La gente di Bergamo è molto chiusa e diffidente, ma nel giro di pochissimo tempo è diventata calorosa e affettuosa. Mi sono sentita amata e protetta e per un'atleta questo incide tantissimo. Poi Bergamo è una città a misura d'uomo e molto bella da vivere». Dopo un campionato disputato con l'Ester Napoli, la Cacciatori torna a Bergamo: «È stato fantastico - spiega Maurizia -. Ho sentito ancor di più l'amore dei tifosi. Anche se avevo indossato una maglia diversa da quella della Foppa, era come se non fossi mai andata via».

Una storia di successi. Nelle sette stagioni bergamasche, Maurizia Cacciatori ha riempito la sua personale bacheca di trofei, fra cui quattro scudetti, tre Coppe Italia e due Coppe dei Campioni: «A Bergamo ogni atleta si sente al top. È una piazza in cui c'è entusiasmo, una società esigente e senti di voler far bene». Ma fra le oltre duecento gare disputate con la maglia rossoblù ce ne sono due che sono rimaste nella mente sua e dei tifosi, le più significative, e corrispondono alle due finali di Coppa dei Campioni: «La prima, vinta nel 1997, è stata qualcosa di eccezionale anche perché l'abbiamo giocata in casa; la seconda, nel 2000, in Turchia, ha avuto un sapore diverso. Vincere è bello, ma ripetersi a breve distanza con allenatori differenti e riuscire a portare in alto il nome della squadra in cui giochi è sempre un successo che ti riempie di soddisfazione».

 

Maurizia_Cacciatori_140FOPPAPEDRETTI VOLLEY

 

Il suo rapporto con gli allenatori. La regista toscana classe 1973, appena arrivata a Bergamo, trova come allenatore il sergente Atanas Malinov: «Malinov è il primo coach che mi ha insegnato con tenacia e carattere a non tirarmi mai indietro. Negli allenamenti ti portava allo sfinimento, faceva preparazioni militari in montagna, ma che hanno formato il mio carattere». Poi è stata la volta dell'attuale commissario tecnico della nazionale, Marco Bonitta: «Marco è stato il compagno d'avventura con cui la Foppa ha stravinto e ha continuato il percorso intrapreso da Malinov in maniera perfetta». Nuova stagione, nuovo coach: nel 2000 arriva Beppe Cuccarini: «È una persona che stimo particolarmente perché è riuscito a tirare fuori il meglio di me. Era preciso e puntiglioso in maniera quasi maniacale». Nonostante tutto non sempre i rapporti con i tecnici possono andare bene e così è successo anche a Bergamo: «Con Di Pietro, invece, non c'è stato un grandissimo feeling, ma siamo riusciti a trovate un punto di contatto, segno di maturità da parte di entrambi. Nonostante non abbia vinto nulla, è comunque riuscito a lavorare sul lato umano di una Foppa che in quegli anni era galattica. Si è fatto tesoro di quella esperienza per tornare poi ad essere ancora vincenti».

Il suo rapporto con le compagne. Negli anni in cui Maurizia si colora di rosso e di blu, transitano a Bergamo numerose atlete di fama mondiale: «Ho sempre stimano Keba Phipps per la forza e la determinazione che metteva ogni volta che scendeva in campo. Per me è stata un punto di riferimento fondamentale. Poi ho sempre ammirato le giocatrici italiane come Mifkova, Galastri e Bragaglia, diventate successivamente pedine fondamentali anche in maglia azzurra».

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Il rapporto con Bergamo. Per Maurizia, Bergamo non è solo pallavolo giocata sul campo. È la città in cui è cresciuta, in cui è diventata donna. Forse per questo la porterà sempre nel cuore: «A Bergamo ho avuto solo esperienze positive, perché anche fuori dalla palestra ho vissuto momenti incredibili. Personalmente, sotto l'aspetto sportivo, penso di aver dato tanto alla città, che mi ha restituito altrettanto sotto l'aspetto umano. L'ambiente è riuscito a darmi quelle piccole attenzioni che fanno la differenza. Poi non va dimenticato che la Foppa è una società che sa far crescere le proprie atlete. Le sa preparare e lanciare su palcoscenici importanti». Finita la carriera sportiva, Maurizia non ha dimenticato la città che l'ha resa famosa nel mondo: «Ho avuto occasione di tornare, ho ritrovato gli affetti costruiti in quegli anni e riassaporato piacevoli ricordi. Ora credo che questa città, nelle mani di un sindaco come Gori, che conosco bene, possa diventare ancor più bella rispetto a quando l'ho lasciata».

 

[Ofelia Malinov]

 

L'erede di Maurizia. A Bergamo, e in Nazionale, dopo la Cacciatori c'è Eleonora Lo Bianco. Ma la forte palleggiatrice di Borgomanero, tornata alla Foppa in estate, rappresenta già la vecchia guardia, l'atleta esperta sotto la cui ala potranno maturare giovani campionesse. Bisogna, quindi, guardare più in là. E Maurizia, che sta seguendo con attenzione il World Gran Prix che si sta disputando in queste settimane, indica la giovane Ofelia Malinov, classe 1996 e figlia dell'ex allenatore della Foppa, come la sua possibile erede: «Penso che Ofelia sia il nostro futuro. Nonostante la giovane età, ha preso per mano la Nazionale con maturità e serenità in un torneo di grande livello. Un applauso va alla famiglia Malinov e allo staff di Bonitta, perchè significa che hanno lavorato bene».

 


Che fine ha fatto Maurizia? Dopo l'addio a Bergamo e l'esperienza spagnola a Tenerife, formazione con cui ha vinto un'altra Champions, la Cacciatori è tornata in Italia con l'Arzano, ma l'anno successivo si è nuovamente spostata nella penisola iberica militando con l'Icaro Alarò. Nel 2007 Maurizia ha deciso di appendere definitivamente scarpe da ginnastica e ginocchiere al chiodo, chiudendo la propria carriera da atleta: «Dopo aver collaborato con Sky e aver preso parte a un'edizione dell'Isola dei Famosi, ora sono molto impegnata con il ruolo di ambasciatrice di Expo - spiega l'ex alzatrice, che può vantare oltre 200 presenze con la maglia azzurra -, ho appena finito un camp con un'ottantina di ragazze a Carrara e sono testimonial di varie aziende che mi chiamano per divulgare lo spirito dello sport. Infine, da poco tempo, lavoro anche con Gazzetta TV per la trasmissione Sottorete. Ah, dimenticavo - ci dice con il sorriso -! ho due bambini meravigliosi, Carlos e Ines, che mi completano al cento percento».

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