Persone
cresciuto nell'Atalanta

Che fine ha fatto Pierino Fanna

Che fine ha fatto Pierino Fanna
Persone 23 Gennaio 2015 ore 12:24

«Ricordo che sono arrivato a Bergamo a 14 anni e sono andato via a 19 anni, dopo tre stagioni di settore giovanile e due di prima squadra in serie B. È stata un’esperienza importante, ho grandissima riconoscenza per la società che mi ha lanciato e mi ha costruito. Prima come uomo e poi come calciatore, la linea è sempre stata quella di trasmettere valori importanti e persone che mi hanno fatto crescere. In quell’Atalanta c’erano uomini come i Bortolotti, Brolis, Previtali e Morotti oltre ad allenatori come Magistrelli, Moro e Titta Rota. Veramente una palestra di vita».

Lui è Pietro Fanna e parlando di Verona-Atalanta, probabilmente, non c’è ex migliore che possa raccontare emozioni bergamasche e scaligere nello stesso momento. Lui che, ala funambolica in grado di giocare sia a destra che a sinistra, si è costruito proprio sui campi di Zingonia una carriera che tutti vorrebbero ripercorrere. Fanna è nato nel 1956 e, dopo l’esperienza a Bergamo, passò alla Juventus: la chioma folta era uno dei suoi tratti somatici distintivi (siamo nel 1978) anche se guardandolo oggi (completamente calvo) tutto questo sembra incredibile.

In carriera l’esterno nata in provincia di Udine ha vestito anche le maglie di Inter e Verona e, proprio con i gialloblù, ha scritto una delle pagine più belle della storia dell'Hellas contribuendo in modo determinante alla conquista dello scudetto del 1984/1985. In totale, sono ben 5 i titoli italiani conquistati: tre con la Juventus, uno con il Verona e uno con l’Inter di Trapattoni.

Tornando al Pietro Fanna bergamasco, le presenze sono state 55 con 6 reti in due stagioni di serie B.

Quali sono i ricordi particolari legati alle esperienze di campo? «Non ho fatto molti gol, lavoravo tanto sulla fascia. Il primo anno di serie B mi ricordo di una rete contro il Piacenza nell’ultima gara del 1975/1976, nel settore giovanile con gli allievi arrivammo a giocarci per due volte il titolo italiano e, in particolare, quella finale persa contro la Juventus mi è rimasta proprio sullo stomaco. Non c’è un momento o un ricordo specifico, sono stati 5 anni bellissimi perché, grazie all’Atalanta, sono diventato calciatore e ho fatto quello che sono riuscito a fare nel calcio in carriera».

Un video d’epoca: Taranto-Atalanta 1-1, rete di Fanna

 

 

Bergamo e l’Atalanta sono una palestra di vita. Ci sono compagni ma anche tanti dirigenti che lavorano vicino alla squadra e, con uno in particolare, l’ex folletto di fascia ha tenuto ottimi rapporti per molto tempo. «Sono rimasto molto legato alla famiglia Morotti, la scomparsa di Franco un anno fa mi ha tolto l’ultimo grande dirigente con cui ancora mi sentivo. Anche con Antonio Percassi c’era un bel rapporto, abbiamo giocato insieme nell’anno della promozione e ci siamo sentiti proprio l’anno scorso: ero a Bergamo per una premiazione e attraverso il figlio Luca ci siamo salutati».

Eccola qui, la curiosità. Fanna ha giocato con Antonio Percassi. Nel giorno dello spareggio di Genova contro il Cagliari, 82 bus di tifosi bergamaschi al seguito, fu proprio lui a mettere al centro il pallone per la prima rete di Rocca.

Ma com’era Percassi sul terreno di gioco? «Il presidente Percassi in campo? Il classico stopper vecchio stile, badava molto al sodo e anche se qualche volta qualche finta non la capiva badava sempre al sodo ed era tremendamente efficace. Concentratissimo sull’avversario, una persona splendida sotto l’aspetto umano ed un compagno con cui ho condiviso belle emozioni: nello spareggio di Genova contro il Cagliari eravamo in campo assieme. Era il 29 giugno 1977, una grande vittoria firmata da Rocca e Scala nel giro di tre minuti».

8 foto Sfoglia la gallery

Dopo un po’ di amarcord, la domanda sorge spontanea: che fine ha fatto, oggi, Pierino Fanna?

L’esterno friulano è ancora molto giovane, vive a Verona e lui stesso definisce la sua vita tranquilla e senza grosse pressioni. «Mi prendo tutto il tempo che mi serve per godermi la vita e gestire le mie passioni. Ho fatto delle scelte e non sono più dentro al mondo del calcio anche se continuo a seguire tutto molto da vicino. Da circa 2 anni lavoro per la Radio Ufficiale dell’Hellas Verona, commento le partite e seguo sempre le vicende del gruppo di Mandorlini. Mi piace e mi diverto, è una bella esperienza».

A dire la verità, Fanna un’esperienza in panchina nel mondo del calcio provò anche a farla. Ritiratosi dal calcio giocato al termine della stagione 1991/1992 dopo la retrocessione con il Verona, Fanna iniziò a lavorare nel settore giovanile della società gialloblù. Con l’arrivo in panchina di Cesare Prandelli, divenne allenatore in seconda nell’estate del 1998 e il sodalizio con l’ex tecnico della Nazionale proseguì anche a Venezia. Dal 2002 l’esperienza di campo di Pietro Fanna è conclusa.

Video di Fanna protagonista dello scudetto con il Verona del 1985 

 

http://youtu.be/pKmRusA9OzU

 

L’ultima battuta che ci regala Fanna riguarda Verona-Atalanta, prima gara di ritorno in programma domenica allo stadio Bentegodi. Due squadre vicine in classifica che arrivano alla sfida con umore decisamente diverso. «È una gara complicata per tutte e due le squadre. Inizia il ritorno, i punti cominciano a contare doppio, il Verona arriva da una duplice e pessima batosta con la Juventus. Tutto l’ambiente si aspetta una grande reazione e io la conosco bene perché vivo a Verona. Dal canto suo, l’Atalanta ha ottenuto una bella e importante vittoria a Milano, saranno 90’ minuti molto intensi e molto importanti».