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I tanti traguardi dell'ex sindaco

I settant'anni di Franco Tentorio

I settant'anni di Franco Tentorio
Persone 05 Gennaio 2015 ore 13:30

Non ha lasciato Palazzo Frizzoni neanche dopo la (onorevole) sconfitta di domenica 8 giugno 2014. Per Franco Tentorio il Comune è da sempre una seconda casa. Negli ultimi cinque anni era stata la prima: vi aveva passato la maggior parte delle giornate (compresi i pranzi ed esclusi due mezzi pomeriggi alla settimana) e mai una volta che qualcuno l’avesse sentito adirarsi o sbattere le porte. A casa propria si sta bene per definizione e per di più Tentorio è un uomo tranquillo, rassicurante, dotato di ironia, che ama il confronto e sa ascoltare.

Quando nel gennaio dell'anno scorso decise di correre ancora per la poltrona di primo cittadino, meditò la scelta in famiglia, prese tempo, attese, valutò. Tutti incerti tranne sua moglie Angela, una presenza costante al fianco del marito, che al: «Mi ricandido» rispose: «Lo sapevo tre mesi fa». Il motivo di quella scelta Tentorio lo ripetè durante tutta la campagna elettorale: «Fare il Sindaco a Bergamo è bello». Gli è andata male, ma il giorno dopo era sereno come sempre: "Resterò in Consiglio come candidato sindaco, può darsi che più avanti aderisca alla Lista Tentorio: uno affidabile che mi sta simpatico", disse confermando in seguito l'intenzione. E poi ci sono i giovani da tirare su.

Il suo predecessore, Roberto Bruni, una volta lo aveva definito “un ragioniere”. Sempre lì a far quadrare conti e controllare bilanci. D’altra parte l'ex sindaco è uno dei più noti e stimati commercialisti della città. Prudente, parsimonioso, non ha mai speso i soldi che non ha. E a quanto pare spende poco anche quelli che ha. Il suo ristorante preferito a Bergamo è il Piccolo Mare, dove con 25-30€ mangia pesce. Nell’amministrare la città ha usato la medesima misura. Nella campagna del 2009, a proposito di un opuscolo di propaganda elettorale del suo avversario, mandò a dire: «Sarebbe stato utile che su quell’album di fotografie, neanche tanto belle, fosse stato possibile leggere anche un po’ di conti, di numeri, di denaro».

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Un allegro primo della classe. Tentorio è nato il 5 gennaio 1945, ha un' esperienza politica da vendere e un curriculum ricco di successi fin da quando da ragazzo, studente di ragioneria al Vittorio Emanuele, si classificò tra i primi venti in Italia per media dei voti. A 22 anni la laurea in Economia e Commercio in Bocconi: 110 e lode. Un anno dopo diventa commercialista. Sarà vicepresidente dell’Ordine per due mandati. Apre uno studio a Pignolo, in via Vigliani, quarantacinquesimo nella lunga lista dei 1600 studi commercialisti di Bergamo e provincia. Oggi ci lavorano 27 dipendenti cresciuti con lui e «affidabilissimi». Gli ultimi arrivati sono il figlio Ottorino e la figlia Francesca (che è anche campionessa regionale di kick boxing).

Lo Studio va bene. A differenza di molti professionisti diventati sindaci, il reddito di Tentorio non diminuì negli anni in Comune. «Significa due cose», spiega, «o che nello Studio Tentorio ci siamo organizzati bene, o che non contavo molto neanche prima». Comunque sia, quando usciva da Palazzo Frizzoni, la sera, studiava ancora fino a tardi per tenersi aggiornato sulla sua professione. A volte lo faceva anche quando era in vacanza nella casa a Foppolo, invece di uscire a sciare. Adesso nello studio è rientrato a tempo pieno. Dice che gli piace ancora.

Fra le cose che gli piacciono ci sono anche l’Atalanta e la bici. Ma nella gerarchia della vita, il primo posto assoluto lo occupa la famiglia. Non a caso, l’unica cosa personale che si era portato nell'ufficio del sindaco a Palazzo Frizzoni erano le foto dei figli e della moglie.

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L’uomo di destra. Tentorio è da sempre in politica. Ci è entrato da giovane dalla parte destra, allora la più scomoda, iscrivendosi al Movimento sociale italiano. Rappresentante degli studenti del FUAN (l’associazione universitaria del MSI) in Bocconi, finisce il suo corso di studi un attimo prima della Contestazione del '68.

A Bergamo appartiene a un gruppo di giovani che si raccolgono attorno a Mirko Tremaglia. Diventeranno, per Tentorio, «gli amici di tutta una vita»: Amedeo, Fabrizi, Buzzanca. Pochi, sempre quelli. Non li ha mai persi di vista e con loro, oggi, condivide le cene (almeno una alla settimana) e le vacanze. Come fossero fratelli. Sceglie il MSI perché lì ritrova i valori della sua famiglia: la patria, l’impegno sociale. A venticinque anni diventa consigliere comunale. Verrà confermato per tutte le amministrazioni successive, guadagnando così il primato di anzianità per quella carica in tutta la storia di Bergamo.

Dal MSI ad AN al PDL, sempre più al centro, ma comunque una vita all’opposizione, fino al 1999, quando, con la giunta forzista Veneziani, diventa Vicesindaco. Tornerà all’opposizione con l’amministrazione Bruni.

Sindaco. Con la benedizione dell'allora ministro della difesa La Russa, nel 2009 Tentorio si candida a Sindaco. Lo sostengono il Popolo delle Libertà, Lega Nord, il Partito Pensionati e la lista civica Tentorio Sindaco. Per la campagna elettorale spese 50.180 €, a fronte dei 102.303 € di Bruni. Vince al primo turno con il 51,4 % dei voti e diventa il primo sindaco missino di Bergamo.
Caso più unico che raro nella storia della città, durante tutto il suo mandato non ha cambiato, per sua volontà, neanche un assessore. Del resto, chi gli sta vicino dice: «è uomo di parola. Un po’ come una volta, quando non c’erano contratti, e bastava stringersi la mano».

In una città che non spreca i grazie e dimentica in fretta, il più bel complimento a Tentorio lo aveva fatto il nuovo sindaco, Giorgio Gori, subito dopo aver conosciuto il verdetto delle urne: "Un grande combattente". Gori lo può confermare anche adesso con l'avversario che dai tavoli dell'opposizione continua imperterrito e instancabile la sua battaglia per Bergamo, per la buona politica, per l'Atalanta e per tutto ciò in cui crede. Chi lo stima ne sottolinea l’onestà, l’equilibrio e l’affidabilità. I suoi critici (in politica) l’immobilità. Tutti la simpatia.

A chi in questi giorni gli fa gli auguri per il traguardo dei 70 risponde che non è vero niente: «Sono le calunnie della nuova maggioranza». La festa è programmata per domani sera in un ristorante di Città Alta con una ventina di amici. Stavolta si spende. Auguri, caro Franco.