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La classifica italiana di Panorama

I 10 giochi da tavolo più venduti

I 10 giochi da tavolo più venduti
Persone 31 Dicembre 2014 ore 04:15

Periodo di feste, periodo di giochi. Da che mondo è mondo, i giorni compresi tra la vigilia di Natale e l’Epifania diventano quelli preferiti dagli italiani per riunirsi attorno a un tavolo, in famiglia o con amici, e sfidarsi ai più svariati giochi di società. Si va dall’intramontabile tombolata ai più classici (e, lasciatecelo dire, divertenti) Monopoly, Risiko e compagnia. Momenti di grande divertimento, mentre fuori il freddo picchia duro e la legna nel camino scoppietta. La bella notizia è che, a differenza di quel che si potrebbe pensare, i giochi di società stanno tornando a guadagnare terreno su videogames e app per smartphone e tablet. Per dircelo s’è scomodato addirittura il The Guardian: numeri alla mano, negli ultimi 4 anni i giochi da tavolo hanno avuto un aumento della diffusione dal 25% al 40% su scala globale. Panorama afferma che solo nel nostro Paese, lo scorso anno, ne sono stati venduti più di 7 milioni. Fino al 2011, stando a un’indagine dell’European psychoanalytic and psychodynamic association, l’Italia era il Paese europeo la cui popolazione dedicava meno tempo a questi giochi. Oggi, tre anni più tardi, la situazione è decisamente migliorata, con il nostro Paese che ha raggiunto i livelli di Francia e Germania.

Queste feste restano il periodo in cui si gioca di più, anche perché è difficile trovare una casa che, nascosto in qualche sgabuzzino o in qualche armadio, non nasconda almeno un gioco di società. Lo conferma una ricerca della Hasbro, società americana leader nel settore: il 98% delle famiglie possiede un gioco in scatola e i membri si dedicano a questo passatempo per una media di 100 ore l’anno. Scopriamo insieme, allora, quali sono i 10 giochi da tavolo più venduti in Italia secondo una classifica stilata da Panorama.

 

10) Cluedo

cluedo

Chiunque abbia sognato almeno una volta di diventare un investigatore privato (o, perché no, un killer), dovrebbe dire un enorme “grazie” all’inventore di questo gioco. Cluedo riporta i giocatori nelle atmosfere dark degli scrittori di gialli dell’Inghilterra di un tempo che fu. È un’immersione in un romanzo di Agatha Christie o di Sir Arthur Conan Doyle. Il gioco, infatti, si basa sull’omicidio del proprietario della tenuta di Tudor Hill, dove si svolgono i fatti. L’obiettivo è scoprire chi è l’assassino. Giocarci in una buia notte invernale, magari davanti alla sola luce di un camino, non fa che rendere ancora più bello il tutto.

 

9) Taboo

taboo

L’unico gioco in grado di portare alla rottura migliaia di coppie senza dirsi una parola. Esageriamo naturalmente, ma il divertimento (e anche qualche litigata) è assicurato con Taboo, il gioco delle parole proibite. Squadre composte da un minimo di due giocatori si sfidano. Obiettivo indovinare una parola, senza pronunciarne però alcune “chiave”. In Italia è arrivato solamente nel 1992, ma è stato subito un enorme successo, perché destinato soprattutto ai più grandi. Il suo mix di abilità, fantasia e prontezza è imbattibile.

 

8) Subbuteo

subbuteo

Il solo nome fa lacrimare commossi tanti maschietti, che ben prima di Fifa o Pes sfogavano tutta la propria passione pallonara su questo panno verde e attraverso le punte delle dita. Perché così si gioca a Subbuteo: muovendo le pedine di due squadre di calcio con delicati tocchi di dito. Come il football, anche Subbuteo nasce in Inghilterra, precisamente nel 1947. Merito di un’intuizione dell’ornitologo Peter Adolph, che migliorò il già esistente “New Footy”, gioco nato negli anni ’30. La storia e il culto che si nascondono dietro a questo meraviglioso gioco sono troppo grandi da poter essere riassunte in poche righe. Può farvi però felici sapere che negli ultimi anni è tornato di moda, riaccendendo la passione sopita di tanti aficionados di un’epoca passata.

 

 7) Risiko

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Ovvero come rendere la guerra un gioco. In pochi sanno che l’esistenza di Risiko la dobbiamo ai francesi, che nel 1957 inventarono il gioco “padre” di quello che tutti noi conosciamo, intitolato “La Conquéte du Monde”. Una partita può diventare una vera e propria epopea e rappresenta il gioco di strategia per eccellenza, antenato di molti attuali giochi di ruolo online. Scatena l’agonismo come nessuno, ma aiuta a tenere allenata la mente e a ragionare.

 

6) Indovina Chi?

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Altro gioco che ha scritto pagine indimenticabili dell’infanzia di tanti di noi. I buffi volti dei protagonisti e i loro nomi sono rimasti indelebilmente attaccati ai nostri ricordi. L’unico suo punto debole, se proprio vogliamo essere pignoli, è che si può giocare solo in 2. Nonostante questo, i tornei ad "Indovina Chi?" restano uno dei momenti più belli e divertenti di quando eravamo più piccoli.

 

5) Twister

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Niente tavolo, questa volta. Per questo gioco è necessario un bel tappeto, meglio se grande. Brevettato nel 1966 è diventato famoso perché un programma tv americano iniziò ad usarlo come forma d’intrattenimento. Tra colori ed equilibrismi da mantenere, una ricerca ha provato che è uno dei giochi preferiti dagli adolescenti. Difficile dire se perché effettivamente divertente o perché offre la possibilità di essere a stretto contatto con soggetti dell’altro sesso. La cosa certa è che Twister ha dato vita a sfide epiche e divertentissime, tra strusciamenti e cadute.

 

4) L’allegro chirurgo

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C’è chi si è iscritto alla facoltà di Medicina in seguito alla passione nata negli anni dell’infanzia proprio grazie a questo fantastico e divertentissimo gioco. Tra abilità e sangue freddo, sono milioni i ragazzi e le ragazze che hanno giocato, almeno una volta, con “la vita” dello sfortunato paziente ritratto sulla placca metallica del gioco. Ideato nel 1965 da tal John Spinello, i diritti furono comprati per soli 500 dollari dalla società Milton Bradley, ora facente parte del gruppo Hasbro. Destino ha voluto che Spinello, recentemente, sia tornato alla ribalta delle cronache perché, 75enne e malato, ha così pochi soldi da non potersi permettere delle cure adeguate. La Hasbro, per aiutarlo, ha partecipato alla raccolta fondi che alcuni amici dell’uomo hanno lanciato. L’obiettivo era di 25mila dollari, necessari a coprire le spese assicurative per l’intervento, ma si è andati ben oltre grazie alla generosità di migliaia di persone che da piccole si sono divertite con questo gioco.

 

3) Otto il Maialotto

otto il maialotto

I più grandi e i ventenni di oggi, probabilmente non lo conosco, ma questo gioco targato Hasbro è in assoluto il più venduto tra i giochi da tavolo dedicati ai più piccoli. Otto è un simpaticissimo maialino che di mestiere fa il cuoco, ma che ha un grosso problema: la sua golosità incontrollabile. Con Otto possono giocare da 2 a 6 bambini, che devono dare da mangiare a Otto dei panini. Otto non dice mai di no, ma la sua cintura è messa a dura prova e potrebbe esplodere da un momento all’altro. Vince la partita l’ultimo partecipante che è riuscito a dare da mangiare al maialino. Divertimento assicurato per i più piccoli.

 

2) Uno

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È un gioco di carte, ok, ma definirlo semplicemente come tale è un insulto al suo successo. Nato nel 1971 come rivisitazione dell’evergreen “rubamazzetto”, la sua forza sta nell’ampio numero di partecipanti che può avere (da 2 a ben 10) e nella semplicità delle sue regole. Presente in 80 Paesi, nel 2014 ha toccato quota 150 milioni di copie vendute. Vanta tante imitazioni, ma il vero mazzo di carte Uno è assolutamente inimitabile. Tante sono anche le edizioni speciali ufficiali nate negli anni.

 

1) Monopoly

monopoly

A marzo 2015 compirà ben 80 anni, ma è sempre in splendida forma. È il gioco in scatola per eccellenza e, dal 1935 ad oggi, ne sono stati vendute circa 350 milioni di copie. Tradotto in ben 43 lingue, si può giocare in 111 Paesi del mondo e si stimano in 750 milioni le persone che, almeno una volta l’anno, ci giocano. Numeri da record. Uno dei suoi segreti, forse, sta nella capacità di adattarsi ai tempi e ai momenti: se ne contano più di 500 versioni speciali. Da quelle dedicate ad eventi particolari, come i Mondiali di calcio, a quella dei Pink Floyd, passando per il famosissimo Monopolino ispirato al mondo Dinsey. L’ultimo arrivato si chiama My Monopoly ed è l’edizione personalizzabile, sia nelle proprietà che nelle pedine. Inutile dire che questa è la dimostrazione di come la qualità non invecchi mai.