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Il successo e il declino

I sessant'anni di Kevin Costner che ancora si innamora di tutto

I sessant'anni di Kevin Costner che ancora si innamora di tutto
Persone 19 Gennaio 2015 ore 11:03

Domenica 18 gennaio Kevin Costner ha spento 60 candeline, ma ha ancora la stessa verve e lo stesso entusiasmo di quando ha cominciato a fare i suoi primi film, dacché «io non mi disinnamoro delle cose, me ne innamoro». Così ha dichiarato l'attore, regista e produttore cinematografico in un'intervista esclusiva che Studio Universal ha mandato in onda nel giorno del suo compleanno.

Il percorso artistico di Kevin Costner è molto particolare. È uno di quei personaggi che prima dei quarant'anni aveva già ottenuto tutto: matrimonio, figli e un doppio Oscar. Eppure, dopo questo momento di gloria, la sua storia nel cinema è stata molto travagliata, con continue salite e discese.

Il successo e il declino. Nato a Lynwood, città della contea di Los Angeles (California), Kevin Costner ha lontane origini tedesche, irlandesi e cherokee. La passione per la recitazione arriva tardi: scopre il suo talento solo quando è all’università, dopo essersi iscritto alla facoltà di Economia «per compiacere i genitori, non avendo un'idea chiara di ciò che volessi fare da grande. Ma non mi piaceva, non ero portato per quelle materie».

 

 

Grazie alla sua caparbietà, negli anni Ottanta riesce a prender parte a diversi film, ma è con Fandango (1985) che la sua bravura viene apprezzata da tutto il mondo. E così non tardano ad arrivare i riconoscimenti anche dalla critica. Nel 1991 vince la doppia statuetta degli Oscar come miglior regia e miglior film. Come in molti già sapranno, si tratta del famosissimo Balla coi lupi (del 1990). Il successo continua poi con i film Robin Hood - Principe dei ladri, Guardia del corpo (The Bodyguard), JFK - Un caso ancora aperto e Un mondo perfetto, dove la sua  grandissima performance è paragonata da molti a quella di Balla coi lupi. Proprio nel punto di massimo splendore, quando i successi stavano divenendo quasi scontati, per l'attore americano comincia un periodo di discesa: Waterworld, da lui prodotto e interpretato, è un fiasco totale, e così pure L'uomo del giorno dopo.

Negli anni 2000 ha interpretato diverse commedie ma anche film d'impegno (Thirteen Days) o thriller (Il segno della libellula - Dragonfly) ancora però senza però tornare al pieno successo. Nell'estate 2007, Kevin decide di dedicarsi al mondo della musica. Mette da parte copioni e sceneggiature per dedicarsi interamene alla musica, in particolare al rock and roll. Alla guida di una band e imbracciando la chitarra elettrica, tiene nel Nuovo Messico un concerto gratuito per le riprese del film Swing Vote - Un uomo da 300 milioni di voti. Anche l’Italia ha visto un suo concerto, a Roma, al Teatro Brancaccio.

L’ultimo film. L’ultimo film che ha visto la comparsa del noto attore si chiama Black or White. Realizzato lo scorso anno, è stato diretto da Mike Binder.La pellicola è stata presentata in anteprima al Toronto International Film Festival e successivamente è stato presentato anche al Festival internazionale del film di Roma 2014 e verrà distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 30 gennaio 2015. Racconta la storia di un uomo che si rifugia nell’alcool dopo la scomparsa improvvisa della moglie con cui stava allevando la nipotina mulatta, orfana di mamma e abbandonata dal padre, giovane tossicodipendente di colore. La nonna paterna decide che la bimba non può più crescere con lui in un quartiere di bianchi. Tratto da una vicenda realmente accaduta, il film offre uno sguardo su due mondi diversi, in cui nulla è semplicemente bianco o nero.