Il congedo

Il procuratore capo Antonio Chiappani (quello dell'inchiesta sul Covid) va in pensione

A sostituirlo in qualità di reggente il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, nell'attesa che venga nominato il suo successore

Il procuratore capo Antonio Chiappani (quello dell'inchiesta sul Covid) va in pensione
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Il procuratore capo di Bergamo, Antonio Chiappani, è andato ufficialmente in pensione ieri (lunedì 11 settembre), giorno del suo settantesimo compleanno. Lascia il testimone al procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, che farà da reggente in attesa dell'arrivo di un successore.

Una carriera con inchieste importanti

Bresciano, originario di Orzinuovi, questi tre anni passati negli uffici di Piazza Dante sono stati  difficili e chiudono un curriculum che presenta diverse inchieste importanti: dopo infatti aver fatto per trent'anni il sostituto procuratore a Brescia, prima di finire a capo della Procura di Lecco nel 2014, tra le sue indagini c'è quella sulla strage in Piazza della Loggia a Brescia e il sequestro dell'imprenditore Giuseppe Soffiantini.

Ebbe un ruolo anche nell'inchiesta sugli attentati di Mumbai del 2009, nella quale si riuscirono a individuare persone che, da Brescia, avevano pagato il noleggio delle linee di comunicazione dei terroristi.

L'inchiesta Covid

In un'intervista, pubblicata oggi dal Corriere Bergamo, è poi ritornato sull'inchiesta Covid, che per quanto riguarda il filone che coinvolgeva l'ex premier Giuseppe Conte e l'ex ministro della Salute Roberto Speranza, oltre che il governatore lombardo Attilio Fontana, si è conclusa con l'archiviazione.

Ha dichiarato che, pur rispettando la decisione del Tribunale dei ministri, il loro lavoro sarebbe stato come «un appello al legislatore e alle organizzazioni sanitarie a mettere mano a questo vulnus», cioè alla mancanza di una giurisprudenza consolidata per casi come quello della pandemia. Ha poi aggiunto che, pur non essendo stato riconosciuto un reato e un nesso di causalità tra una presunta condotta omissiva e le morti, almeno «ha ricostruito cosa è successo», confermando la sua volontà di difendere il lavoro fatto.

L'appello per le risorse alla magistratura

Tra le sue considerazioni, anche il fatto che lascia una Procura in difficoltà per mancanza di personale, in parte sostituito nei compiti dalla Polizia giudiziaria. Una questione già sottolineata durante la visita dei membri del Consiglio superiore della magistratura, ai quali si era detto che servivano risorse, piuttosto che riforme. Per quanto riguarda il suo possibile successore, al di là degli attestati di stima a vari colleghi, non c'è ancora il nome di chi prenderà il suo posto, e forse è presto anche per le ipotesi.

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